Unicredit verso il 10% di Generali, in Germania stallo su Commerzbank
TOP NEWS ITALIA: Unicredit verso il 10% di Generali, in Germania rimane stallo su Commerzbank
Oggi – MF-NW by Fineco
MILANO (MF-NW)–Unicredit ha ulteriormente incrementato la propria partecipazione in Generali, portandola in prossimità del 9%, dopo essere già salita all’8,7% in occasione della recente assemblea del gruppo assicurativo. Un anno fa la quota risultava pari al 6,7%, circostanza che evidenzia un rafforzamento progressivo della posizione della banca milanese. L’indiscrezione, rilanciata da Bloomberg e non confermata ufficialmente, individua nell’istituto guidato da Andrea Orcel il principale soggetto dietro gli ultimi acquisti di mercato. Gli operatori osservano ora se la partecipazione possa avvicinarsi ulteriormente al 10%, anche in relazione agli effetti tecnici derivanti dall’annullamento di azioni successive ai programmi di buyback. Lunedì 27 in apertura entrambe le azioni erano in territorio positivo, in controtendenza rispetto al mercato. Il raggiungimento o superamento di tale soglia assumerebbe rilievo regolamentare e potrebbe richiedere il coinvolgimento delle autorità competenti, tra cui Consob e Ivass. Sul piano economico immediato, il rafforzamento nel Leone potrebbe garantire benefici anche sotto forma di dividendi. Secondo le stime riportate dalle fonti di stampa, la cedola di maggio potrebbe valere per Unicredit circa 223 milioni di euro, a fronte di una partecipazione valorizzata in borsa intorno ai 5,2 miliardi. DIALOGO INDUSTRIALE CON TRIESTE E POSSIBILI SINERGIE L’operazione viene interpretata non solo come investimento finanziario, ma anche come tassello di una strategia industriale più ampia. Da tempo sarebbero infatti in corso confronti tra Orcel e il ceo del Leone Philippe Donnet per valutare l’estensione delle collaborazioni già esistenti tra i due gruppi. Negli ultimi mesi i due manager si sarebbero incontrati più volte per discutere possibili sviluppi nel risparmio gestito, nel comparto assicurativo e in ulteriori aree commerciali. L’obiettivo sarebbe quello di ampliare partnership già operative e individuare nuove forme di integrazione distributiva. Secondo quanto emerso, Unicredit avrebbe inoltre avviato le procedure per ottenere una licenza relativa a una società di gestione del risparmio. Una struttura di questo tipo consentirebbe alla banca di distribuire prodotti di investimento su tutta la propria rete commerciale e potrebbe favorire accordi più ampi nel settore dell’asset management. Un primo segnale in questa direzione è rappresentato dall’avvio del collocamento di due fondi Generali tramite il marchio OneMarkets. Il dossier appare rilevante anche in vista della scadenza, prevista nel 2027, dell’accordo nel risparmio gestito tra Unicredit e Amundi. La banca ha già internalizzato oltre 40 miliardi di raccolta assicurativa Vita, ai quali si aggiungono più di 170 miliardi di masse gestite. Generali, da parte sua, prosegue lo sviluppo del modello di insurbanking con Banca Generali e Alleanza Assicurazioni e, secondo quanto riportato, amministrerebbe complessivamente circa 900 miliardi di asset nel risparmio. GOVERNANCE FUTURA E RIFLESSI SUGLI EQUILIBRI DEL MERCATO L’aumento della partecipazione viene letto anche come un messaggio rivolto al mercato. Nel sistema di relazioni che collega Banca Monte dei Paschi di Siena, Mediobanca e Generali, Unicredit sembra voler consolidare il proprio ruolo di interlocutore rilevante. Il segnale implicito sarebbe chiaro: chiunque intendesse promuovere un riassetto nel capitale della compagnia triestina, acquisire quote significative o avanzare progetti straordinari dovrebbe tenere conto della presenza della banca di Piazza Gae Aulenti. La mossa può quindi essere letta anche in chiave difensiva, per presidiare eventuali nuovi assetti futuri. Tra gli scenari osservati dagli operatori vi è inoltre il rinnovo del cda previsto nel 2028. Una partecipazione vicina al 9% potrebbe attribuire a Unicredit un peso non trascurabile nelle future dinamiche di governance. Il mercato guarda infine anche a Intesa Sanpaolo come possibile altro investitore stabile nel settore, ma al momento non risulterebbero operazioni allo studio. L’amministratore delegato Carlo Messina aveva indicato nei mesi scorsi un interesse prioritario verso realtà bancarie dell’asset management, distinguendole dai modelli tipici del risparmio assicurativo. Nel complesso, l’iniziativa attribuita a Orcel appare orientata a mantenere aperte più opzioni contemporaneamente: rendimento finanziario, cooperazione industriale e presidio degli equilibri futuri attorno a Generali. IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL FRONTE TEDESCO Intanto in Germania l’amministratore delegato di Commerzbank, Bettina Orlopp, sta pianificando ulteriori tagli di posti di lavoro mentre lavora ai nuovi obiettivi di medio termine che comunicherà al mercato il prossimo 8 maggio. Secondo alcune indiscrezioni di Bloomberg News anche il governo ha tentato di intervenire per rafforzare le barricate attorno a Commerzbank: a inizio anno avrebbe infatti contattato alcuni istituti a cui cedere la propria quota (circa il 12%) per fare da contraltare a Unicredit, già sopra il 26% del capitale della banca tedesca. Tuttavia, secondo quanto riferito dalle fonti a Bloomberg, le trattative si sono interrotte già nella fase embrionale. Il 4 maggio si terrà l’assemblea straordinaria dei soci chiamata a deliberare su un aumento di capitale a servizio dell’Ops, operazione annunciata a marzo per salire sopra il 30% di Commerzbank. La Consob tedesca, la BaFin, ha criticato la pubblicità di Unicredit in relazione all’offerta, invitando la banca italiana a limare i toni per garantire a tutte le parti interessate un “accesso equo a informazioni accurate”, sostenendo che l’istituto di credito italiano aveva pubblicato annunci (poi rimossi) “sensazionalistici e non obiettivi” sulla “situazione economica di Commerzbank”.
deu/gua/bon
