La stretta sulla rivalutazione annuale delle pensioni penalizza il “ceto medio” di Giovanni Frazzica

La stretta sulla rivalutazione annuale delle pensioni penalizza il “ceto medio” di Giovanni Frazzica

La stretta sulla rivalutazione annuale delle pensioni penalizza il “ceto medio”, intervengano per evitare questa ingiustzia i partiti liberal e quelli neo-democristiani. I Pensionati non possono scioperare, ma sanno come votare.

Si apprende che stretta sulla rivalutazione delle pensioni prevista dalla legge di bilancio 2027 consentirà allo Stato di risparmiare 14,2 miliardi di euro in dieci anni, fino al 2036. È quanto emerge dalla relazione tecnica, che quantifica in 8,5 miliardi il risparmio complessivo al netto degli effetti fiscali. Dal prossimo anno, infatti, il sistema previdenziale tornerò al meccanismo di indicizzazione analogo a quello applicato nel 2023, il quale riconosce una rivalutazione piena soltanto alle pensioni di importo più basso (il minimo Inps è 611,85 euro) e riduce progressivamente la percentuale per quelle più elevate. Questo meccanismo penalizza notevolmente una grande fascia di pensionati identificati come appartenenti al cosiddetto “ceto medio”. Si tratta di lavoratori che hanno dato il meglio di se lavorando e pagando le tasse e che oggi, nel momento in cui l’inflazione galoppa ed è evidente la tendenza che porta verso la Sanità Privata, vedono con grande preoccupazione una manovra che porta al loro progressivo einesorabile impoverimento. La loro unica colpa è quella di far parte del gregge più numeroso che darà la maggiore quantità di lana che serve a questo governo per fare cassa con facilità. Ma è chiaramente una macroscopica ingiustizia che, oltre a penalizzare tanti onesti italiani che senza mai evadere le tasse hanno sostenuto il Paese, tende a realizzare una mutazione sociale tendente a fare scivolare verso il basso redditi presenti e futuri col fine non dichiarato di semplificare l’assetto sociale nazionale con la classe alta che vola più in alto delle nuvole, mentre la classe medià viene sospinta verso la nuova povertà. Le forze politiche che si definiscono democratiche dovrebbero cercare di smontare questa iniquità ed in testa dovrebbero trovarse i partiti liberali e neo democristiani, avendo a mente che la DC riuscì a garantire le condizioni strutturali che garantivano il potere d’acquisto di quella classe media cui riconosceva notevoli meriti sociali.

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