Cade oggi il 10° anniversario della scomparsa di Tina Anselmi, definita “madre della Repubblica”
Il Presidente Sergio Mattarella ricorda che oggi cade il 10° anniversario della scomparsa di Tina Anselmi, considerata “madre della Repubblica”
Per comprendere la storia politica di Tina Anselmi si deve sapere che il 26 settembre 1944 giorno in cui i nazifascisti costrinsero la popolazione di Bassano, tra cui degli studenti e la stessa Anselmi, ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri (43 secondo Anselmi) catturati durante un rastrellamento senza che avessero alcuna responsabilità di atti di guerra. Fu in seguito a questo orrendo episodio che Tina Anselmi decise di prendere parte attivamente alla Resistenza, assumendo il nome di battaglia di “Gabriella” ) e divenne staffetta partigiana della brigata Cesare Battisti e nello stesso 1944, si iscrisse alla Democrazia Cristiana e partecipò attivamente alla vita del Partito. Nel 10° anniversario della sua scomparsa il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Tina Anselmi, nella sua testimonianza di vita, ha incarnato i valori profondi dell’emancipazione della condizione femminile che ha caratterizzato la vita della Repubblica, imprimendo un segno profondo nella storia dell’Italia democratica. A soli 17 anni scelse di combattere per la libertà, diventando staffetta partigiana durante la lotta al nazifascismo. Prese parte alla rinascita delle libertà del Paese, partecipando al sindacato tessile e poi a quello dei maestri elementari. Provenendo dall’esperienza della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, scelse di impegnarsi in politica nel partito della Democrazia Cristiana, della quale divenne in breve dirigente del Movimento Femminile, occupandosi soprattutto dei temi del lavoro, della parità di diritti delle donne, della famiglia, dell’assistenza sociale. Eletta alla Camera dei Deputati nel 1968, fu la prima donna a essere nominata ministro nella storia d’Italia. Da titolare del dicastero del Lavoro sostenne la legge sulla parità salariale e di trattamento nei luoghi di lavoro e fu protagonista del varo della legge per promuovere l’occupazione giovanile. Da ministra della Sanità tenne a battesimo il Servizio sanitario nazionale, patrimonio tra i più preziosi del Paese e compimento dei valori costituzionali. Il suo impegno di partito fu legato a quello di Aldo Moro. E dopo l’assassinio dello statista democristiano continuò a dare testimonianza di un impegno incrollabile per la trasparenza delle istituzioni e per la legalità. La presidenza della commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 la rese simbolo del contrasto alle forme di potere occulto e delle loro ingerenze corruttive che avevano preteso di aggredire la democrazia italiana.
A dieci anni dalla scomparsa, la Repubblica ne ricorda con riconoscenza figura e opera».Tra le tante cose che ha fatto nella sua vita politica va ricordato che fu firmataria della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale e venne, anche per questo, considerata come una “madre della Repubblica”, inoltre non va sottaciuto che per ben due volte la sua per candidatura fu proposta più volte durante le elezioni per il Capo dello Stato, prima nel ’92 e poi nel 2006. G.F.
