Gli sfasciavetrine a Milano oscurano la giusta protesta di camionisti e agricoltori del Sud di Giovanni Frazzica
ATTUALITA‘ MILANO COME PARIGI Una protesta che sembra nata solo per imitare la Francia. Appare chiaro che gli sfascia vetrine di Milano, che grazie alle loro devastazioni fanno notizia, oscurano la giusta protesta di camionisti e agricoltori del Sud. In un suo commento del la situazione il blogger napoletano Ugo Fuoco sostiene:”Improvvisamente tutti si accorgono del carovita, tutti a lamentarsi del fatto che un sistema di capitalismo elitario toglie ogni giorno ai popoli per dare ai miliardari rendendoli sempre più ricchi. Tutti che pretendono una svolta, un cambiamento, perché vivere si fa davvero sempre più difficile. (È sempre il capitalismo ad aver determinato tutto questo, perché è il capitalismo il modello sotto il quale viviamo)”. Ma questo non significa che siamo in presenza di una Lotta di Classe 2.0, perchè i ragazzi protagonisti di questi rovinosi eventi non sembrano affatto rivoluzionari animati da un robusto ideale, piuttosto i giovani che saccheggiavano i negozi del centro di Milano per rubare capi di abbigliamento firmati, davano l’idea di un branco che fa massa critica per attuare una guerriglia urbana a copertura di devastazioni fatte per acqisire visibilità, ma anche per rubare impunemente. E inquietante il fatto che questi gruppi, formati in gran parte da minorenni, si sono mobilitati con modalità simili a quella usata per aggrecare i giovani marocchini che hanno invaso Ceuta. Diventa prioritario e urgente a questo punto capire chi organizza e alimenta questi fenomeni, perchè non sono gli smatfone che agiscono in autonomia, si deve scoprire chi c’è dietro e quali sono gli obiettivi di queste deleterie iniziative. Indagini più efficaci dunque, che devono essere fatte anche per meglio organizzare le attività di prevenzione, necessarie per elaborare una moderna strategia per la sicurezza. Nel frattempo a sostegno del fronte Sud della protesta arriva una dichiarazione di Ketty Damante, senatrice del M5S, che dice: “Mentre dilagano anche in Sicilia le doverose proteste per il caro carburante, il presidente della Regione, Schifani, interviene solo dicendo di aver sentito al telefono il ministro Salvini. Senza ottenere alcun impegno per i siciliani, per una terra che ospita impianti e raffinerie e che paga anche con la salute ambientale il peso dei siti. La telefonata si fa tra amici, mentre in Sicilia servono fatti”. “Nella nostra regione – sottolinea Damante – gli autotrasportatori e gli agricoltori chiedono a Salvini di firmare un protocollo con impegni tutti legittimi: credito d’imposta, riconoscimento dell’insularità, inclusione delle delegazioni locali ai tavoli ministeriali. gli esponenti delle destre si sveglino, l’Eden che raccontano non esiste” . C’è da dire che gli italiani osservano attentamente quanto sta accadendo perchè sono assolutamente svegli e, in attesa di risposte, sono sempre più determinati e pronti per esprimer il loro giudizio nelle urne.
