ATTUALITA’ Senza pensieri o senza Pensiero di Giovanni Frazzica

ATTUALITA’ Senza pensieri o senza Pensiero di Giovanni Frazzica

ATTUALITA’ Senza pensieri o senza Pensiero di Giovanni Frazzica

Se pensiamo alle diverse rivoluzioni industriali che si sono susseguite nel tempo, ma soprattutto negli ultimi decenni, dobbiamo considerare che,  dopo  l’elettrificazione diffusa, internet il computer e lo smartphone, dobbiamo prendere atto che adesso è arrivato il tempo dell’Intelligenza Artificiale. Per cui, accantonando temporaneamente il catastrofismo evocato da Jacob Coxon ed i forti dubbi espressi dai gestori delle maggiori Big Tech americane, dobbiamo fare i conti su quali effetti collaterali possono scaturire da un intenso e immediato utilizzo della nuova tecnologia e che, quasi certamente, ci saranno  milioni di posti di lavoro in meno.  Un segnale in tal senso arriva proprio dagli USA dove la multinazionale Netflix ha già tagliato mille posti, il 6% della sua forza lavoro, ma questo non perché l’Azienda multimediale avesse delle difficoltà finanziarie, ma semplicemente perché al posto delle  persone fanno lavorare le macchine. Nell’immediato la soppressione di posti di lavoro sembra riguardare prevalentemente ruoli amministrativi.  Ma in un prossimo futuro riguarderà progressivamente anche altri settori, perché se una macchina può svolgere il lavoro umano, prima o poi lo farà.  Nel tempo,  l’IA sembra espandersi sempre più massicciamente, nel mondo della comunicazione e della cultura. Ed è proprio il caso di immaginare sin da ora quali enormi conseguenze possano ricadere sulla vita quotidiana di tutti i cittadini orientati già oggi nella scelta dei loro consumi, ma che rischiano anche di essere pilotati nelle loro elaborazioni culturali e nelle loro decisioni politiche. Una Società in cui il lavoro umano non sembra più essere centrale, deve interrogarsi se con la delega sempre più ampia di tante funzioni, anche di elevato contenuto intellettuale, a delle macchine sofisticate, non si depotenzia, a livello generale s’intende, anche la capacità di produrre pensiero umano originale e di mantenere alta l’asticella della consapevolezza. Indubbiamente è vero che queste tecnologie aiutano l’uomo, liberandolo dalla lentezza procedurale e nella ricerca scientifica, favorendo efficienza, produttività e guadagni, meno pensieri dunque, ma il rischio non avvertito e che nel medio termine, un processo non adeguatamente gestito, possa portare ad avere meno Pensiero, e meno Cultura, soprattutto sociale e politica, un vero disastro che potrebbe produrre, in parallelo col progresso scientifico e tecnologico, un declino della condizione umana oggi basata sostanzialmente su civiltà che hanno nella Libertà e nella Democrazia i loro fondamentali.

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