DEBITO PUBBLICO E CLASSE DIRIGENTE di Andrea Piraino
DEBITO PUBBLICO E CLASSE DIRIGENTE di Andrea Piraino
L’indecorosa “caciara” di questi giorni che vede coinvolti governo, componenti dello stesso, opposizioni e opposizioni delle opposizioni (!) sta facendo passare in sottordine una opportunità straordinaria per il futuro del Paese.
È di questo pomeriggio la conferma che la BCE intende contrastare decisamente il rischio recessione, che nei giorni scorsi ha già portato il tasso dei bund tedeschi intorno a un rendimento negativo di 0,40 punti ed ad un spread in forte contrazione, con il risultato di ridurre il rendimento dei nostri BTP sotto l’1,40 punti, con ulteriori tendenze al ribasso indotte dalla volontà degli speculatori di realizzare un po’ di plusvalenze e dalla riluttanza degli investitori ad investire a rendimenti negativi.
Tradotto in termini di deficit di bilancio ciò significa che già ai tassi odierni c’è la possibilità di consolidare il nostro debito con un risparmio significativo in termini di interessi (5/10 miliardi rispetto ai 65 miliardi attuali, che determinano un deficit superiore al 2,4% nonostante un avanzo primario di oltre 30 miliardi.
Di fronte ad una situazione come quella attuale, che vede ancora ampi margini per una riduzione del rendimento dei BTP e quindi degli interessi che gravano sul bilancio pubblico (almeno altri 10 miliardi), una classe dirigente nel suo complesso (governo e opposizioni) degna di questo nome si “alleerebbe’ silenziosamente per quel tanto che basta (6/12 mesi) per assecondare e cogliere questa opportunità unica, mettendo in sicurezza i conti del Paese e realizzando, al contempo, un risparmio strutturale enorme (intorno ai 20 miliardi) a danno dei mercati, cioè della speculazione.
Troverebbe, cioè, un minimo comune denominatore per fare una legge di bilancio condivisa e poi .. liberi tutti.
Ma haime i tempi di Moro e Berlinguer sono lontani!
