MONDONUOVO SALUTE Liste d’attesa, controllo della spesa, la Sanità arretra: più fondi, ma meno visite rapide
Il nuovo rapporto AGENAS, pubblicato il 22 ottobre, documenta un arretramento della Sicilia me
Sanità pubblica · Liste d’attesa · Controllo della spesa SICILIA, LA SANITÀ ARRETRA . PIÙ FONDI, MA MENO VISITE IN TEMPI BREVI
Il nuovo rapporto AGENAS, pubblicato il 22 ottobre, documenta un arretramento della Sicilia me
sabato 24 ottobre 2026
L’INCHIESTA Sanità pubblica · Liste d’attesa · Controllo della spesa SICILIA, LA SANITÀ ARRETRA . PIÙ FONDI, MA MENO VISITE IN TEMPI BREVI
Il nuovo rapporto AGENAS, pubblicato il 22 ottobre, documenta un arretramento della Sicilia mentre la media nazionale migliora.
La Regione ha previsto 60 milioni per abbattere le liste d’attesa e ne ha appena approvati altri tre. Ma il problema non è soltanto quanti soldi vengono stanziati, ma, soprattutto , è quante persone riescono a curarsi in tempo.
C’è un momento in cui la sanità pubblica smette di essere una questione di bilanci e diventa una questione di vita quotidiana.
È quando il medico prescrive una visita, il cittadino telefona al CUP e scopre che il calendario amministrativo non coincide necessariamente con quello della malattia.
In Sicilia, dietro questa distanza, ci sono numeri precisi.
Sono numeri che meritano più attenzione di qualsiasi conferenza stampa.
Il 22 ottobre 2026 l’AGENAS ha pubblicato il Bollettino n. 1 sulle liste d’attesa, confrontando gennaio-settembre 2026 con lo stesso periodo del 2025.
Il risultato nazionale è positivo. Quello siciliano, invece, peggiora.
I numeri che non si possono ignorare
SICILIA · PRENOTAZIONI ENTRO I TEMPI DI GARANZIA
Prime visite specialistiche
77,8%
−8,8 punti
86,6% nel 2025
Esami diagnostici
72,3%
−3,2 punti
75,5% nel 2025
La Fonte è l’ AGENAS, Bollettino n. 1, pp. 14–15. Confronto gennaio-settembre 2025/2026. Le percentuali riguardano le prenotazioni monitorate, non tutte le prestazioni sanitarie.
In Italia, nello stesso periodo, il rispetto dei tempi per le prime visite è salito dal 76,9% al 78,6%. Per gli esami diagnostici dall’83,3% all’85%.
In Sicilia, invece, quasi 28 prenotazioni diagnostiche su 100 non rispettano il termine previsto dalla priorità prescritta.
Questo non significa che ogni paziente abbia subito un danno clinico, né permette di stabilire quante persone abbiano rinunciato alle cure.
Significa che l’indicatore ufficiale di tempestività è peggiorato.
Sessanta milioni già previsti. Altri tre appena approvati.
La Regione Siciliana non è rimasta senza strumenti finanziari.
L’articolo 9 della legge regionale 12 agosto 2025, n. 29 ha autorizzato 60 milioni di euro per prestazioni aggiuntive finalizzate all’abbattimento delle liste d’attesa: 40 milioni nel 2025, 10 nel 2026 e 10 nel 2027.
Il decreto del Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica del 20 novembre 2025, firmato dalla dirigente Paola Proia, ha impegnato i 40 milioni relativi al 2025 sul capitolo 410041.
È un atto amministrativo verificabile.
Ma impegnare una somma non equivale a dimostrare che sia stata interamente liquidata, né che abbia prodotto un determinato numero di prestazioni aggiuntive.
Il 22 ottobre 2026 l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge sulle variazioni di bilancio Coesione e crescita, includendo altri tre milioni per interventi immediati contro le liste d’attesa.
La votazione finale si è conclusa con 37 favorevoli, nessun contrario e tre astensioni. L’approvazione è documentata;
gli effetti concreti dello stanziamento dovranno essere verificati dopo la sua attuazione.
E qui nasce il quesito dell’inchiesta.
Quanto appuntamenti aggiuntivi sono stati effettivamente garantiti, in quali aziende sanitarie, con quale costo unitario e con quale riduzione misurabile dei ritardi?
La Corte dei conti sostiene che i finanziamenti non bastano
Pochi giorni prima del nuovo bollettino AGENAS, il 19 ottobre, è stata resa nota la relazione della Corte dei conti approvata con deliberazione n. 54/2026/G del 13 ottobre.
La magistratura contabile individua nelle liste d’attesa una criticità strutturale del Servizio sanitario nazionale, aggravata da carenze di personale, difficoltà organizzative e informazioni regionali non sempre complete e omogenee.
Sul piano nazionale, per il periodo 2022-2025, risultano circa 1,845 miliardi assegnati e 1,58 miliardi utilizzati.
La differenza non può essere attribuita alla Sicilia, perché il documento riguarda l’intero Paese.
La relazione non costituisce una sentenza di responsabilità individuale.
Evidenzia però un problema di controllo.
Senza dati affidabili sull’impiego delle risorse, diventa difficile stabilire se le misure abbiano prodotto i risultati attesi.
La risposta della Regione: trasparenza e nuove prenotazioni
L’amministrazione sanitaria regionale, ha introdotto strumenti di monitoraggio e potenziamento delle prenotazioni.
Il 29 gennaio 2026 Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (DASOE), aveva presentato il portale regionale dedicato alla consultazione delle liste d’attesa come uno strumento di trasparenza per i cittadini.
È un’iniziativa amministrativa concreta. Ma l’accessibilità dei dati e la disponibilità effettiva di visite ed esami sono due risultati distinti.
La responsabilità organizzativa del servizio coinvolge Regione, aziende sanitarie e direzioni aziendali secondo le rispettive competenze. I dati aggregati AGENAS non consentono di attribuire il peggioramento a un singolo dirigente, a una specifica decisione o a un comportamento illecito.
Consentono, invece, di chiedere conto dei risultati.
Perché un sistema di prenotazione può diventare più moderno senza che una visita diventi più tempestiva. E un bilancio può aumentare senza che diminuiscano le attese.
La tecnologia registra il problema. Non lo risolve automaticamente.
Cosa sappiamo
Nei primi nove mesi del 2026 la Sicilia ha peggiorato la percentuale di prenotazioni effettuate entro i tempi di garanzia, sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici. Il dato nazionale è invece migliorato.
Esistono finanziamenti regionali documentati, compreso un piano triennale da 60 milioni e un ulteriore stanziamento di tre milioni approvato dall’ARS il 22 ottobre.
La Corte dei conti ha rilevato criticità nazionali nell’utilizzo delle risorse e nella misurazione dei risultati.
Cosa resta da chiarire
Occorre acquisire dalle aziende sanitarie siciliane i rendiconti delle prestazioni aggiuntive, distinguendo somme autorizzate, impegnate, liquidate e pagate.
Servono dati confrontabili per provincia, struttura, specialità e classe di priorità, insieme al numero degli appuntamenti recuperati e al costo sostenuto per ciascuna prestazione.
Resta soprattutto da verificare perché il miglioramento nazionale non si rifletta negli indicatori siciliani e quali interventi correttivi siano già stati adottati.
Le fonti dell’Inchiesta
- AGENAS — Bollettino Liste d’attesa n. 1. Pubblicato il 22 ottobre 2026, dati al 30 settembre, pp. 14–15.
- Regione Siciliana — Decreto del 20 novembre 2025. Impegno di 40 milioni e richiamo all’articolo 9 della legge regionale n. 29/2025.
- ARS — Approvazione del ddl Coesione e crescita. Comunicato del 22 ottobre 2026.
- Agenzia DIRE — Relazione della Corte dei conti. Resoconto del 19 ottobre 2026, deliberazione n. 54/2026/G.
- ANSA — Portale DASOE e liste d’attesa. 29 gennaio 2026.
«In Sicilia i milioni vengono stanziati con una data certa.
Per le visite mediche, invece, quella certezza non è ancora garantita a tutti.
La sanità pubblica si misura con i tempi delle cure, non con quelli degli annunci.»
AG RIZZO
