La vera questione morale di Mauro Carmagnola

La vera questione morale di Mauro Carmagnola

La vera questione morale era quella sollevata da Bettino Craxi in questi termini essenziali: è mai possibile che la magistratura indaghi dei politici italiani che hanno percepito tangenti da imprenditori italiani (senza puntare loro la pistola alla tempia), quando vi è un partito, il Partito Comunista, che, forse, non ha chiesto nulla a questi imprenditori, ma ha beneficiato di copiosi fondi provenienti da un Paese nemico: l’Unione Sovietica? La risposta era evidente. Meglio spartire le risorse tra connazionali (alcuni dei quali lautamente beneficiati dal sistema politico, come i privati che si sarebbero accaparrati interi settori pubblici, guarda caso) che avere in casa delle quinte colonne al servizio di un mondo illiberale ed ostile. La risposta della storia, della politica e della magistratura è stata l’esatto contrario: colpiamo i partiti filo-occidentali e salviamo i comunisti. Non è andata come volevano solo grazie alla discesa in campo di Silvio Berluscono che, almeno quella volta lì, servì a qualcosa. Oggi, il quadro si ripropone. Se l’Europa è impegnata nella medesima logica che fu di installare i Pershing ed i Cruise contro gli SS20, anche se è cambiata la logica militare rispetto ad allora, c’è da chiedersi se esistano forze politiche all’interno del Paese foraggiate dai nemici di allora e di ora. Come sarebbe stato per il Partito Comunista che avrebbe lasciato mano libera ai missili sovietici in cambio di un po’ di prebende russe per le feste dell’Unità. La vicenda della Lega e dei rubli di Savoini è stata archiviata, ma resta il dubbio che le forze contrarie al rafforzamento della difesa europea non debbano mai pagare pedaggio, anzi siano sicure di far comunque parte di una coalizione di governo, Carroccio di qua e pentastellati di là, liberi di disturbare il manovratore. Ci salva il fatto che, contando ormai assai poco come Paese, la presenza di quinte colonne al governo non influisce sulle scelte fondamentali dell’Europa. Le quali dovranno essere assunte. Il rischio di tracimazione della guerra russo-ucraina verso l’intero continente comporta il rafforzamento delle difese o il conseguimento della pace. O entrambe le cose. Ma lo si fa attraverso un confronto tra governanti liberi, non tra comparse soggette ai ricatti di Paesi stranieri.

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