La ridotta perequazione delle pensioni prevista in finanziaria colpisce il ceto medio, ora insterviene la Cisl

La ridotta perequazione delle pensioni prevista  in finanziaria colpisce il ceto medio, ora insterviene la Cisl

PENSIONI Adesso in molti si sono accorti che la ridotta perequazione delle pensioni prevista in finanziaria colpisce il ceto medio. La manovra così concepita è un passo per fare scivolare verso il basso la classe media per attuare quelle procedure che portano la società ad essre sostanzialmente a due categorie: i troppo ricchi e i mediamente poveri che, con la limitazione delle loro sisorse, perdono anche rilevanza sociale e politica. A seguire il brano di un articolo pubblicato da Corriere.it e il nostro articolo che ha segnalato immediatamente questa spiacevole situazione.

Corriere.it: Colpito il ceto medio

Colpendo le pensioni superiori a 4 volte il minimo, cioè circa 1.850 euro netti al mese, colpisce appunto il ceto medio. E in modo permanente, perché le somme che si perdono con una rivalutazione parziale dell’assegno (dall’85 al 32% dell’inflazione) non verranno più recuperate, mentre la riduzione dell’Irpef dal 43 al 33% sull’imponibile tra 50 mila e 55 mila euro è finanziata solo per il 2027 e comporta risparmi non oltre i 500 euro.

!,4 miliardi l’anno di spesa in meno

Contro la stretta si sono schierati, oltre a Cida e Federmanager, anche i sindacati, in particolare la Cisl, la cui segretaria generale, Daniela Fumarola, ha chiesto la cancellazione della stretta, trovando nel vicepremier Antonio Tajani la disponibilità a presentare emendamenti in tal senso.
Correzioni, dunque, non sono da escludere, ma dovranno essere sostenute da coperture importanti: il raffreddamento del sistema di indicizzazione assicurerebbe 1,4 miliardi di euro di spesa in meno l’anno, per sempre.

ARTICOLO DI MONDONUOVO DEL PRIMO NOVEMBRE 2026 La stretta sulla rivalutazione annuale delle pensioni penalizza il “ceto medio” di Giovanni Frazzica * Si apprende che stretta sulla rivalutazione delle pensioni prevista dalla legge di bilancio 2027 consentirà allo Stato di risparmiare 14,2 miliardi di euro in dieci anni, fino al 2036. È quanto emerge dalla relazione tecnica, che quantifica in 8,5 miliardi il risparmio complessivo al netto degli effetti fiscali. Dal prossimo anno, infatti, il sistema previdenziale tornerò al meccanismo di indicizzazione analogo a quello applicato nel 2023, il quale riconosce una rivalutazione piena soltanto alle pensioni di importo più basso (il minimo Inps è 611,85 euro) e riduce progressivamente la percentuale per quelle più elevate. Questo meccanismo penalizza notevolmente una grande fascia di pensionati identificati come appartenenti al cosiddetto “ceto medio”. Si tratta di lavoratori che hanno dato il meglio di se lavorando e pagando le tasse e che oggi, nel momento in cui l’inflazione galoppa ed è evidente la tendenza che porta verso la Sanità Privata, vedono con grande preoccupazione una manovra che porta al loro progressivo einesorabile impoverimento. La loro unica colpa è quella di far parte del gregge più numeroso che darà la maggiore quantità di lana che serve a questo governo per fare cassa con facilità. Ma è chiaramente una macroscopica ingiustizia che, oltre a penalizzare tanti onesti italiani che senza mai evadere le tasse hanno sostenuto il Paese, tende a realizzare una mutazione sociale tendente a fare scivolare verso il basso redditi presenti e futuri col fine non dichiarato di semplificare l’assetto sociale nazionale con la classe alta che vola più in alto delle nuvole, mentre la classe medià viene sospinta verso la nuova povertà. Le forze politiche che si definiscono democratiche dovrebbero cercare di smontare questa iniquità ed in testa dovrebbero trovarse i partiti liberali e neo democristiani, avendo a mente che la DC riuscì a garantire le condizioni strutturali che garantivano il potere d’acquisto di quella classe media cui riconosceva notevoli meriti sociali. La stretta sulla rivalutazione annuale delle pensioni penalizza il “ceto medio”, intervengano per evitare questa ingiustzia i partiti liberal e quelli neo-democristiani. I Pensionati non possono scioperare, ma sanno come votare. * già dirigente della FABI

POSITIVO L’INTERVANTO DELLA CISL

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