Inchiesta SANGUE SINTETICO l’Invasione silenziosa che soffoca la terra e modifica il nostro Genoma di AG Rizzo

Inchiesta SANGUE SINTETICO l’Invasione silenziosa che soffoca la terra e modifica il nostro Genoma di AG Rizzo


L ‘inchiesta SANGUE SINTETICO L’Invasione silenziosa che soffoca la terra e modifica il nostro Genoma

do AG Rizzo *

Vi parlo non solo da medico , ma anche da essere umano che guarda al microscopio la tragedia del nostro tempo. 

Abbiamo avvolto il mondo in un sudario sintetico per comodità e profitto, e ora quel sudario sta penetrando dentro il nostro corpo

Le attività industriali hanno immesso nell’ambiente materiali progettati per durare secoli, ben sapendo che la natura non possiede mezzo idonei  per eliminarli. 

Questa è la cronaca di un avvelenamento globale, tollerato da chi lucra sulla nostra salute e subito da chi merita di vivere in un mondo sano.

La plastica , cari amici , non scompare; si frammenta. 

Una bottiglia o un sacchetto abbandonati oggi impiegheranno anche centinaia di anni per degradarsi, trasformandosi prima in microplastiche (frammenti inferiori a 5 millimetri) e poi in nanoplastiche. 

Questo significa che ogni singolo grammo di plastica prodotto e disperso nell’ambiente è ancora qui con noi.

Il collasso degli ecosistemi Terrestri e Marini

Gli oceani sono diventati una zuppa tossica. Si stima che milioni di tonnellate di plastica finiscano in mare ogni anno. 

La fauna marina e terrestre sta pagando il prezzo di questa scelleratezza industriale

Uccelli marini, tartarughe e cetacei ingeriscono macroplastiche scambiandole per cibo. 

La plastica riempie il tratto gastrointestinale creando un falso senso di sazietà, portando l’animale a morire di fame tra atroci sofferenze.

Le reti fantasma e gli imballaggi strangolano mammiferi marini e pesci, causando necrosi dei tessuti, infezioni e morte per asfissia.

Le microplastiche alterano le proprietà fisiche del suolo terrestre, riducendo la capacità delle radici di assorbire acqua e nutrienti, inibendo la crescita delle piante e modificando il microbiota ( batteri) del terreno.

L’Invasione del corpo umano 

Quando la plastica entra nel circolo ematico  

Quello  che osserviamo oggi a livello cellulare è terrificante. 

Abbiamo smesso di “vivere con” la plastica; la stiamo letteralmente assimilando. 

La inaliamo dall’aria, la beviamo dall’acqua e la mangiamo attraverso la catena alimentare.

Studi clinici hanno confermato la presenza di microplastiche dove non avrebbero mai dovuto essere:

Nel sangue umano, trasportate dal circolo sanguigno verso gli organi bersaglio.

Nei polmoni di persone viventi, intrappolate nei tessuti profondi.

Nel latte materno e nella placenta umana (sia sul lato materno che fetale). 

Stiamo contaminando la vita prima ancora che veda la luce.

Le nanoplastiche, per le loro dimensioni microscopiche, sono in grado di oltrepassare le barriere biologiche più selettive, inclusa la barriera emato-encefalica e le membrane cellulari.

Le patologie e la minaccia  al nostro Genoma

La plastica non è un materiale inerte. 

Agisce come un “cavallo di Troia”, rilasciando sostanze chimiche tossiche utilizzate durante la sua produzione (come ftalati, bisfenolo A, ritardanti di fiamma) e assorbendo agenti patogeni e metalli pesanti dall’ambiente.

Le evidenze cliniche ed epidemiologiche ci costringono a guardare in faccia le patologie correlate:

Alterazioni epigenetiche  e danni al Genoma 

I perturbatori endocrini rilasciati dalle microplastiche (come il BPA) non modificano direttamente la sequenza del DNA, ma ne alterano l’espressione (epigenetica).

 Modificano il modo in cui i nostri geni si accendono o si spengono, trasmettendo queste mutazioni metaboliche e riproduttive alle generazioni future. 

Malattie Cardiovascolari

Recenti studi hanno dimostrato che la presenza di micro e nanoplastiche nelle placche aterosclerotiche delle arterie carotidi moltiplica il rischio di infarto, ictus e mortalità per tutte le cause. 

I frammenti causano una grave infiammazione cronica locale.

Infertilità e disturbi  riproduttivi 

Gli ftalati e gli interferenti endocrini si legano ai recettori ormonali. 

I risultati? Calo drastico della conta e della motilità spermatica negli uomini, pubertà precoce, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) ed endometriosi nelle donne.

Disturbi del neurosviluppo 

L’esposizione fetale e neonatale ai composti plastici altera la normale architettura cerebrale in via di sviluppo, con correlazioni crescenti verso disturbi dello spettro autistico, deficit di attenzione e calo del quoziente intellettivo.

Oncogenesi (Cancro)

L’infiammazione cellulare cronica causata dal corpo estraneo (la nanoplastica) e l’accumulo di sostanze chimiche cancerogene favoriscono lo stress ossidativo e le mutazioni cellulari che portano allo sviluppo di neoplasie.

La verità scientifica non ammette sconti. 

Chi ha progettato, spinto e difeso l’uso incontrollato del monouso per massimizzare i profitti, nascondendo l’impatto biologico, è complice di una azione contro la salute pubblica e contro la biosfera.

Non è più il tempo della rassegnazione. 

È il tempo di esigere responsabilità, di bandire il superfluo tossico e di difendere con ferocia la sacralità della vita umana e del pianeta. 

La scienza ha messo in luce le prove che sono presenti nei nostri tessuti, nel nostro sangue, nel futuro dei nostri figli. 

Sta a noi, persone di buona volontà, recidere questo cordone ombelicale sintetico prima che sia la plastica a recidere le nostre vite.

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Bibliografia commentata

  1. Chamas A, et al. Degradation Rates of Plastics in the Environment. ACS Sustainable Chemistry & Engineering. 2020;8:3494–3511.
    DOI: 10.1021/acssuschemeng.9b06635⁠.
    Documenta la persistenza delle plastiche e la variabilità della degradazione secondo polimero, dimensioni e condizioni ambientali. La frammentazione non equivale alla completa biodegradazione. 
  2. Geyer R, Jambeck JR, Law KL. Production, use, and fate of all plastics ever made. Science Advances. 2017;3:e1700782.
    DOI: 10.1126/sciadv.1700782⁠.
    Stima che, fino al 2015, fossero stati generati circa 6,3 miliardi di tonnellate di rifiuti plastici: circa il 9% riciclato, il 12% incenerito e il 79% accumulato in discarica o nell’ambiente. Sono dati storici, non percentuali aggiornate al 2026. 
  3. Jambeck JR, et al. Plastic waste inputs from land into the ocean. Science. 2015;347:768–771.
    DOI: 10.1126/science.1260352⁠.
    Stima 4,8–12,7 milioni di tonnellate di rifiuti plastici entrati negli oceani dalla terraferma nel 2010. 
  4. Gall SC, Thompson RC. The impact of debris on marine life. Marine Pollution Bulletin. 2015;92:170–179.
    DOI: 10.1016/j.marpolbul.2014.12.041⁠.
    Raccoglie le evidenze relative a ingestione e intrappolamento nella fauna marina: lesioni, ostacoli all’alimentazione, compromissione delle funzioni vitali e mortalità. Sostiene questa parte dell’articolo, senza implicare che ogni ingestione conduca necessariamente alla morte. 
  5. de Souza Machado AA, et al. Microplastics Can Change Soil Properties and Affect Plant Performance. Environmental Science & Technology. 2019;53:6044–6052.
    DOI: 10.1021/acs.est.9b01339⁠.
    Studio sperimentale che documenta modificazioni delle proprietà del suolo e della risposta delle piante. Gli effetti dipendono dalle caratteristiche delle particelle
  6. Leslie HA, et al. Discovery and quantification of plastic particle pollution in human blood. Environment International. 2022;163:107199.
    DOI: 10.1016/j.envint.2022.107199⁠.
    Studio esplorativo su 22 donatori che ha rilevato materiale polimerico nel sangue. Documenta un’esposizione interna 
  7. Jenner LC, et al. Detection of microplastics in human lung tissue using μFTIR spectroscopy. Science of the Total Environment. 2022;831:154907.
    DOI: 10.1016/j.scitotenv.2022.154907⁠.
    Identifica microplastiche in campioni polmonari ottenuti mediante resezione chirurgica. È una prova di presenza nel tessuto, non una dimostrazione che quelle particelle abbiano causato la patologia dei pazienti. 
  8. Ragusa A, et al. Plasticenta: First evidence of microplastics in human placenta. Environment International. 2021;146:106274.
    DOI: 10.1016/j.envint.2020.106274⁠.
    Studio preliminare su sei placente che riporta particelle nelle porzioni materna, fetale e nelle membrane. 
  9. Ragusa A, et al. Raman Microspectroscopy Detection and Characterisation of Microplastics in Human Breastmilk. Polymers. 2022;14:2700.
    DOI: 10.3390/polym14132700⁠.
    Studio pilota che segnala microplastiche in 26 campioni di latte materno su 34. Non misura conseguenze cliniche nei lattanti e non permette di concludere che l’allattamento sia dannoso. 
  10. Marfella R, et al. Microplastics and Nanoplastics in Atheromas and Cardiovascular Events. New England Journal of Medicine. 2024;390:900–910.
    DOI: 10.1056/NEJMoa2309822⁠.
    Nei 257 pazienti che completarono il follow-up, la presenza di micro/nanoplastiche nelle placche carotidee risultò associata a un maggiore rischio dell’esito composito di infarto, ictus o morte per qualsiasi causa: hazard ratio aggiustato 4,53; IC 95% 2,00–10,27. È uno studio osservazionale su pazienti sottoposti a endoarteriectomia: non prova causalità e non autorizza a estendere quel valore alla popolazione generale o a ciascun evento separatamente. 
  11. Gore AC, et al. EDC-2: The Endocrine Society’s Second Scientific Statement on Endocrine-Disrupting Chemicals. Endocrine Reviews. 2015;36:E1–E150.
    DOI: 10.1210/er.2015-1010⁠.
    Documento scientifico sulle evidenze relative a interferenti endocrini, riproduzione, metabolismo, neurosviluppo e tumori ormono-sensibili. Riguarda sostanze specifiche, non dimostra che tutte le plastiche o le microplastiche producano indistintamente tali effetti. Le evidenze sugli effetti epigenetici transgenerazionali derivano soprattutto da modelli animali. 
  12. Chartres N, et al. Effects of Microplastic Exposure on Human Digestive, Reproductive, and Respiratory Health: A Rapid Systematic Review. Environmental Science & Technology. 2024.
    DOI: 10.1021/acs.est.3c09524⁠.

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