IL DOPO-QUARANTENA di Giuseppe Ruggeri (*)
IL DOPO-QUARANTENA
Proposte e indirizzi alle istituzioni in prospettiva della “fase 2” della gestione emergenza Covid-19
Giuseppe Ruggeri (*)
In Sicilia, e segnatamente a Messina, la complessiva non significativa quantità dei contagi e dei decessi, in uno con l’alta percentuale di guariti e con la costante diminuzione dei ricoveri ospedalieri (“trend” peraltro sovrapponibile a quello nazionale) induce a far ben sperare circa la futura evoluzione della diffusione della malattia da corona-virus, anche e soprattutto per effetto della politica restrittiva adottata dal Governo centrale con D.P.C.M. del 09/03/2020 e s.m.i.
La recente proroga delle misure di restrizione varata dalla Presidenza del Consiglio fino al 3 maggio p.v. consente a questo punto di ipotizzare una possibile ripresa delle normali attività sociali e lavorative, pur con le dovute prescrizioni e limitazioni imposte da quei motivi precauzionali che si manterranno costanti ancora presumibilmente per molti mesi dall’esordio della pandemia. In attesa della data che dovrebbe segnare il termine della cosiddetta “quarantena di Stato”, andrebbero segnalate alcune linee gestionali che appaiono tanto indispensabili quanto indifferibili, atteso anche il limitato periodo a disposizione (meno di tre settimane prima del passaggio alla cosiddetta “fase 2”) al fine di una corretta “governance” dell’emergenza.
Superata quella che dovrebbe essere stata la “fase acuta” dell’espressione infettiva del Covid-19, la quale, com’è noto, ha comportato il dramma degli intasamenti delle strutture ospedaliere d’emergenza (terapie intensive e unità rianimatorie) specie in regioni come la Lombardia dove il contagio ha dilagato a macchia di leopardo, la scommessa di vittoria sull’infezione da corona-virus si gioca sul territorio. Un territorio che purtroppo, da quanto si è potuto evincere dalle recenti esperienze, si è rivelato ancor più impreparato degli ospedali a fronteggiare l’assalto invisibile del Covid-19, complice anche la scarsa conoscenza epidemiologica e patogenetica di un virus sostanzialmente “nuovo” rispetto ai ceppi precedenti che avevano determinato, in Asia, le pregresse epidemie da SARS (2003) e MERS (2015). Si è scoperto solo da poco, tanto per fare un esempio, che l’espressione clinica più grave e purtroppo spesso letale del Covid-19 è la massiccia tromboembolizzazione vascolare responsabile di decessi fulminei, piuttosto che la polmonite interstiziale da curare con ossigenoterapia forzata che in tal caso non sortisce risultato a causa della permanente ostruzione vasale.
In qualsiasi inchiesta epidemiologica, tesa ad appurare le cause del contagio al fine di interrompere la catena trasmissiva e quindi arrestare la diffusione dei microrganismi infettivi, la prima misura da assumere è rappresentata dall’isolamento delle fonti di contagio. Una misura che si sarebbe dovuta assumere fin dall’inizio della virosi ma che colpevoli ritardi in uno con l’incompleta conoscenza della natura e i meccanismi patogenetici del Covid-19 rendono ancora fortemente attuale. Assodato a ogni buon conto che il contagio da Covid-19 è essenzialmente interumano, per intervenire a monte della diffusione virale è pertanto sempre necessario effettuare una mappa dei soggetti positivi onde porli in condizione 1) di essere monitorati nell’eventuale sviluppo della malattia 2) di non costituire veicoli di trasmissione nei confronti degli altri soggetti.
Auspicando pertanto la completa copertura delle esigenze di effettuazione dei tamponi rinofaringei d’identificazione virale sui soggetti “a rischio” (medici e operatori sanitari anche in assenza di sintomi) e ai soggetti paucisintomatici (che presentano cioè sintomatologia sfumata da raffreddamento), si ritiene assolutamente inderogabile l’individuazione, da parte di quest’Amministrazione Comunale e dell’Azienda Sanitaria Provinciale, di specifici alloggi adibiti al contenimento di tutti i soggetti sospetti e rilevati positivi presenti sul territorio. Tale necessità mira a impedire che tali soggetti, per un certo periodo di tempo, vivano a contatto con gli altri componenti del nucleo familiare o all’interno di comunità, onde evitarne il contagio massivo, attesa l’estrema diffusibilità del Covid-19.
Nel particolare, vanno individuate diverse tipologie di alloggi a seconda dei diversi soggetti assunti in considerazione:
- monolocali provvisti di servizi essenziali (camera letto, soggiorno, bagno, cucina) da destinare a soggetti che hanno avuto contatti con positivi e che dovranno osservare 15 gg di quarantena cautelativa;
- monolocali provvisti di servizi essenziali (camera letto, soggiorno, bagno, cucina) da destinare a soggetti sottoposti a tampone in attesa del risultato;
- monolocali provvisti di servizi essenziali (camera letto, soggiorno, bagno, cucina) da destinare a soggetti riconosciuti positivi ma senza sintomi che continuano (medici e operatori sanitari) e non continuano a svolgere la propria attività per esigenze di salute pubblica; a tali soggetti dovrà inoltre essere assicurata periodica assistenza domiciliare medico-assistenziale per il monitoraggio del quadro clinico;
- monolocali provvisti di servizi essenziali (camera letto, soggiorno, bagno, cucina) da destinare a soggetti sieropositivi che tuttavia risultano ancora contagiosi, per un periodo di 20 gg. o comunque fin quando l’esecuzione di due tamponi successivi dia risultato di negatività;
- strutture medicalizzate sul modello delle R.S.A. destinate a soggetti paucisintomatici che devono seguire il prescritto protocollo terapeutico sotto costante controllo medico per evitare il viraggio a malattia conclamata.
Le allocazioni di cui ai punti a) b) c) d) potranno essere individuati in alberghi, pensioni e bed and breakfast che l’amministrazione comunale potrebbe temporaneamente requisire consentendone l’immediata fruizione.
Le allocazioni di cui al punto e) potranno essere individuati nelle R.S.A. presenti su tutto il territorio provinciale, individuandone un numero limitato da destinare a questa tipologia di soggetti ai quali sarà così assicurata l’assistenza di personale specializzato medico e paramedico.
Queste linee-guida operative sono da considerarsi improrogabili e immediatamente da applicare, essendo in grado di determinare un’ulteriore caduta del picco dei contagi e dei decessi consentendo alla comunità di poter accedere con maggior garanzia di tutela nella “fase 2” dell’operazione.
(*) Medico Epidemiologo, Giornalista scientifico
