Spagna, creato un nuovo polimero che raffredda le superfici di quasi 13°di Enrico Maria Corno, Corriere.it

Spagna, creato un nuovo polimero che raffredda le superfici di quasi 13°di Enrico Maria Corno, Corriere.it

Spagna, creato un nuovo polimero che raffredda le superfici di quasi 13°di Enrico Maria Corno, Corriere.it

Questo materiale potrà rinfrescare le case e riducendo le emissioni prodotte dall’aria condizionata, senza consumare energia

In Spagna hanno creato un nuovo polimero che raffredda le superfici di 12,9°C e che in futuro potrebbe coprire i tetti degli edifici

I ricercatori dell’Istituto di Micro e Nanotecnologia del CSIC di Madrid, il Consiglio superiore delle ricerche scientifiche (l’agenzia statale spagnola dipendente dal Ministero della Scienza e Università), hanno portato a termine con successo lo sviluppo di un «prodotto raffreddante» che assorbe il calore da uno spazio interno per rilasciarlo all’esterno. 

Quasi 13 gradi di meno sul tetto

Gli scienziati madrileni hanno creato una nuova nanostruttura polimerica in grado di disperdere il calore nello spazio e nell’aria senza usare alcun tipo di energia. Viene applicato il sistema di raffreddamento radiativo passivo diurno, una tecnica che sfrutta quella caratteristica banda dello spettro infrarosso dell’atmosfera terrestre, tra 8 e 13 micrometri, attraverso la quale il calore si disperde. 

In Spagna hanno creato un nuovo polimero che raffredda le superfici di 12,9°C e che in futuro potrebbe coprire i tetti degli edifici
Un piccolo pezzo di fluoruro di polivinilidene

Ingegneria chimica

Si chiama fluoruro di polivinilidene: questo materiale ha la proprietà non solo di emettere calore nell’infrarosso ma anche di resistere ai raggi UV e agli elementi atmosferici (essere idrorepellente aiuta anche sotto il lato estetico a dare un aspetto pulito) e di durabilità. Ciò che ha fatto la differenza nel lavoro spagnolo (questo polimero era già conosciuto per le sue caratteristiche) è stato il modo in cui è stato plasmato: i ricercatori infatti hanno introdotto il polimero in matrici nanoporose di ossido di alluminio anodizzato, ottenendo strutture 3D con una geometria interna specifica e disegnata ad hoc. 

Tutto questo procedimento non basta a produrre un materiale efficiente: servono anche un ulteriore trattamento di raffreddamento e un trattamento UV che rende il materiale ancora più chiaro per aumentarne la capacità di riflettere il sole. Così ottimizzato, riflette in media l’82,4% della radiazione solare e butta fuori il 96,7% del calore. Un test tangibile su un tetto di un comune nella provincia di Madrid, in giorni di pieno sole, ha confermato che la superficie trattata aveva una temperatura fino a 12,9°C inferiore rispetto a una differente porzione non rivestita sul medesimo tetto nelle medesime condizioni meteo. Il risultato finale del test ha provato che da un lato la tecnologia è ancora in fase di sviluppo ma dall’altro che il processo di produzione è relativamente economico, facilmente fattibile dai sistemi industriali esistenti e comunque più conveniente e applicabile rispetto agli altri materiali simili presenti finora, dalle pellicole di alluminio a vernici termoresistenti fino alle ceramiche avanzate.

Le future applicazioni? Non solo facciate degli edifici e tetti ma anche veicoli, computer e dispositivi elettronici, sempre con l’obiettivo di disperdere il calore, in quei casi endogeno. TRATTO DA CORRIERE.IT

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