Una nota di Angela Rizzo, responsabile TDM CittadinanzAttiva
Una nota di Angela Rizzo, responsabile TDM CittadinanzAttiva Messina
Nella qualita’ di Coordinatore Provinciale del TDM di CittadinanzAttiva, ricevo giornalmente segnalazioni di disagio da parte dei lavoratori dei servizi sociali. E alla luce di queste segnalazioni, posso affermare che le cooperative che gestiscono i servizi “Assistenza Domiciliare Anziani SAD “e “assistenza e trasporto dei portatori di handicap negli istituti scolastici”, operano ledendo i diritti dei lavoratori e agiscono calpestando la dignita’ di questi ultimi, generando sfruttamento e ricatto. Due cooperative diverse stessi problemi. La situazione va avanti con una modalità ormai tristemente nota: stipendi non pagati, proteste dei lavoratori, pagamento di qualche fattura e poi si ricomincia. I lavoratori non sono pagati da gennaio. Le storie più o meno si somigliano: uno dei due coniugi ha perso il lavoro, l’altro lavora nelle cooperative. In famiglia, più o meno e a singhiozzo, entrano circa 1.000,00 euro al mese con cui bisogna riuscire a far fronte a tutte le spese. Vanno avanti con grandissimi sacrifici e capita anche che quando si tratta di lavoratrici che si lamentano, queste vengano inviate in sedi distanti dalla residenza con ovvio aggravio di spese. Questo meccanismo gestionale perverso trova l’amministrazione comunale indifferente alle istanza dei lavoratori delle cooperative. Anzi vengono tacciati cosi’: …non siete intellettualmente onesti…” e ancora l’assessore alle politiche sociali in un’occasione di protesta li ha minacciati di chiamare i vigili. (Centonove del 9 Marzo 2017) I racconti di questi lavoratori e in special modo delle lavoratrici dei servizi sociali fanno stringere il cuore e mentre parlano le lacrime, nonostante si sforzino di trattenerle, scendono copiose. “Mio figlio ha 14 anni, un tesoro di ragazzo, sta vivendo questo nostro disagio con dignita’, si avvicina mentre apparecchio e mi abbraccia, altre volte mi bacia e altre volte ancora mi dice: “stai tranquilla mamma a me le uova piacciono”. L’altro giorno mentre mi accarezzava i capelli e cercava di non farmi pensare che non avevo i soldi per pagare la bombola, mi ha sussurrato all’orecchio che mi vuole bene e di stare tranquilla: “sai mamma sto pensando di lasciare la scuola, ma solo per un periodo poi riprendo, magari trovo lavoro in un bar e cosi’ tu sei piu’ tranquilla”. Dopo queste ultime sofferte parole la signora non riesce piu’ a continuare, si deve fermare. Il fazzolettino che aveva in mano e’ ridotto a brandelli, si asciuga gli occhi ingoia quel brutto nodo che gli e’ salito in gola e alzando gli occhi al cielo prega affinche’ qualcosa cambi. In questo scenario sociale in cui l’equità e la giustizia sono concetti quasi sconosciuti, mi chiedo che ruolo abbia il Dipartimento delle Politiche Sociali e quanto effettivamente sia determinante in questa realtà che, talvolta, assume connotati quasi grotteschi. Il malessere generale, dunque, non nasce dalla polemica del cittadino esigente, ma dall’incapacità di portare a termine non proposte innovative i compiti basici del Dipartimento Politiche sociali del Comune di Messina. Purtroppo l’assessore al ramo e’ impegnata costantemente ad autopromuoversi tralasciando la tutela dei lavoratori e dei fruitori dei servizi (vedi bandi scaduti il 24 Marzo 2017). Il risultato di questa politica lo pagano i lavoratori e gli utenti. Tutto cio’ è, ovviamente, a conoscenza dell’assessore alle politiche sociali e del dirigente (assunto il 30 Dicembre 2015, dopo pochi minuti di colloquio, la forte personalità è il tratto distintivo del dirigente, io lo ritengo un insolito requisito)
Per chi sta in alto
parlare di mangiare è cosa bassa.
Si capisce: hanno già
mangiato, loro.
Chi sta in basso deve andarsene dal mondo
senza aver mangiato
un po’ di carne buona.
Per pensare di dove venga e dove
vada, chi è in basso,
nelle belle serate,
troppo è sfinito.
I monti e il mare grande
non li hanno ancora visti
che il loro tempo già è passato.
Se chi è in basso non pensa
alla bassezza, mai
potrà venire in alto.
Bertolt Brecht
