I MESSINESI SI MOBILITANO PER DIFENDERE IL 118

I MESSINESI SI MOBILITANO PER DIFENDERE IL 118

I MESSINESI SI MOBILITANO PER DIFENDERE IL 118 di Giovanni Frazzica

 

NelL’Assemblea tenutasi nel salone della sede dell’Ordine dei medici di Messina si sono registrati gli umori di addetti ai lavori, sindaci e politici messinesi in merito allo smantellamento del servizio del 118 ed alla fine sono anche emerse delle proposte per eventuali correttivi da apportare. Il sindaco di Barcellona, Roberto Materia, rappresentante di un territorio particolarmente penalizzato dalla riforma anche per i tagli subiti senza criterio dall’ospedale Cutroni Zodda, ha detto che ricorrerrà contro il provvedimento avvalendosi anche delle facoltà che la legge gli consente in materia gi giustizia civile e penale. “Non è stata la burocrazia a decidere questi tagli – ha detto tra l’altro il sindaco di Barcellona – ma la politica, è la politica che fa le scelte e che ha deliberatamente deciso di tagliare presidi e risorse”.  Pippo Pracanica di CittadinanzAttiva ha contrastato decisamente il tentativo fatto in precedenza dal sindaco Accorinti che, nel corso del suo intervento di saluto all’Assemblea, aveva detto che recandosi a Roma per altri motivi sarebbe comunque intervenuto sul Ministro Lorenzin. “Non è tempo di passerelle – ha detto Pracanica – questo è un provvedimento regionale e la soluzione deve essere trovata in Sicilia”.  Infatti i sindaci invieranno una petizione alla Regione ed i sindacati chiederanno un incontro all’Assessore Gucciardi. Il dr. Clemente Giuffrida, direttore del Pronto soccorso del Piemonte, ha detto che politica e burocrazia hanno cancellato chi sosteneva il pianeta sanità: medici, infermieri, operatori sanitari. Secondo quanto prevede la nuova rete ospedaliera si dovrebbe passare dalle attuali 37 ambulanze (27 delle quali con medici a bordo) a 26 mezzi (13 con medico). Il nuovo piano quindi riduce di 11 unità le ambulanze e addirittura dimezza quelle medicalizzate. A Messina città la situazione diventerà assolutamente drammatica con 2 sole ambulanze. Alla luce della esperienza maturata sul campo gli addetti ai lavori e le persone di buon senso pensano che chi ha redatto questo settore della rete del 118 è evidente qualcuno che non ha la più pallida idea di cosa sia il servizio e che non conosce la dislocazione nel territorio avendolo determinato senza alcuna logica comprensibile. In effetti il tanto decantato decreto Balduzzi prevede sì una ambulanza medicalizzata ogni 60 mila abitanti, ma fissa anche alcuni correttivi, prevedendo deroghe migliorative per diversi casi come le condizioni della rete stradale o del territorio, i tempi di percorrenza per l’ospedalizzazione o all’ubicazione dei presidi ospedalieri. Tuttavia, il provvedimento adottato dalla giunta Crocetta, non contempla affatto la possibilità di adottare queste deroghe che sembrano disegnate proprio tenuto conto del tormentato territorio della provincia di Messina. A dare un segnale concreto di presenza delle Istituzioni è stata l’onorevole Bernardette Grasso,  di sindaco di Rocca di Caprileone, deputato regionale di FI e vicepresidente della commissione sanità, che ha sottolineato come il decreto Balduzzi preveda diverse fasi prima della definitiva applicazione, ed è quindi questo il momento il momento in cui è possibile apportare dei correttivi tenendo in considerazione le istanze di tutto il territorio. “Infatti la rete si può modificare adesso che è stata pubblicata. Però è importante capire che anche i direttori generali devono muoversi. Se i manager non danno ossigeno ai presidi e alle unità operative queste moriranno. Gli ospedali riuniti dell’isola ad esempio, come Barcellona e Milazzo, già nel 2014 sono stati salvati dai tagli. Ma negli anni successivi i manager non hanno dato ossigeno, il loro impegno non s’è visto e nel 2018, a queste condizioni, chiuderanno quei presidi che non sono sufficientemente adeguati”. In precedenza diversi interventi di chi opera nel 118 aveno rappresentato in maniera tangibile i rischi che si corrono con la decurtazione di questo importante servizio. “In gioco c’è la salute dei siciliani – aveva detto la dottoressa Musolino responsabile della stroke unit del Policlinico universitario – noi salviamo vite umane ed evitiamo a tante persone la sofferenza dell’invalidità permanente, se vengono portante da noi in tempi relativamenti brevi”. Ed a fornito dati, anche comparati con altre realtà nazionali, che confermano la bontà del servizio erogato. Tutto ciò è stato confermato dal dr. Salvatore Feliciotto, responsabile provinciale dell’Ordine degli infermieri, che si è impegnato a sostenere con la forza della sua organizzazione, sia a livello provinciale che regionale, la battaglia per il ripristino del 118 con tutte le sue potenzialità. Il dr. Giuffrida, direttore del Pronto soccorso del Piemonte,  ha evidenziato come grazie alla presenza dei medici nelle ambulanze il 50% dei casi viene risolto direttamente nel luogo della chiamata. Sempre grazie ai medici quando il paziente arriva al Pronto soccorso ha già ricevuto quell’immediata assistenza che gli salverà la vita. Si può affermare che l’assemblea è riuscita ad analizzare i punti deboli del decreto e predisporre proposte elaborazioni correttive da sottoporre all’attenzione dell’assessore Gucciardi. Occore quindi evitare che in base al nuovo piano si corra il rischio di trasformare le ambulanze in “taxi” che portano i pazienti da un presidio ad un altro, in una corsa alla cieca contro il tempo, senza nessun medico che possa nel frattempo intervenire ed i diversi interventi degli addetti ai lavori sono serviti per fare una fotografia del disastro che si rischia qualora nei prossimi mesi non si intervenga energicamente ed efficacemente. Tutti i sindaci presenti  hanno  firmato una petizione per il mantenimento dell’attuale rete del 118 ed anche per il suo potenziamento,  tuttavia si è percepito che si sta preparando con l’accordo di partiti (era presente una delegazione dell’UDC)  e organizzazioni sindacali una imponente marcia su Palermo per la sanità.

 

 

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