Un ignorante ha pensiero limitato… di Guglielmo Rizzo

Un ignorante ha pensiero limitato… di Guglielmo Rizzo


“Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato…

E più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi”

LA VOLONTÀ È UN CIECO ED INVISIBILE IMPETO CHE CI PERVADE TUTTI
Artur Schopenhauer

In uno scenario inverosimile, quello di una Politica che si vuole identificare con la Democrazia, sprofondata in una crisi profonda.
Uno scenario surreale, oserei dire, inverosimile, in cui l’interlocutore diretto diventa un soggetto immaginario. “Reduci” di una Tempesta Sanitaria che ci ha flagellati, operata da un nemico invisibile, quindi da un soggetto astratto, per come hanno dimostrato gli eventi del recente pregresso, che interessano la Politica in genere, la Sanità, la Magistratura, eventi che “minano” il collettivo, confondendo l’interlocutore che non sa più in chi e in che cosa credere.
Democrazia e Populismo possiedono la stessa radice:Demos e Populus, che hanno per riferimento il medesimo oggetto: il Popolo.
Democrazia e Populismo tendono a porsi in maniera complementare e non devono essere assolutamente prevalenti, perché  la democrazia deve esprimersi in termini di solidarietà. Soprattutto in un momento molto particolare per i nostri territori, ma anche per il contesto internazionale, con nuovi soggetti  che vanno affermandosi, su cui si addensano nubi impenetrabili, uno scenario in cui si agisce con estrema superficialità, dove ancora la “violenza” quotidiana incide sulla rappresentazione paritetica del Popolo, infrangendo i principi di Democrazia Partecipata.
Quando la Democrazia è in salute,  il Popolo trova la sua giusta collocazione e quindi il populismo si retrae.
Quando, invece, il Popolo soffre e quindi la democrazia non è in salute, il populismo alza la testa e invade il campo.
Il populismo assomiglia tanto ad un ospite inopportuno, non uso a rispettare le buone maniere del vivere civile. che nei rapporti interlocutori alza la voce, insomma un individuo sgradevole, che potrebbe anche affermare qualche verità sulla democrazia, intesa in senso liberale. Come se essa avesse dimenticato i principi fondanti della Democrazia Partecipata, cioè quelli della Sovranità Popolare.
“I Politici onesti per professione”, la smettano di mettere l’onestà  sul mercato, come moneta di scambio !
Certamente è la povertà morale,  fra tutte  le varie forme di povertà, quella che può porre a maggior rischio la Democrazia.
La certezza  è che sarà il tempo, prima o poi, di una Politica che non sia solo sterile polemica.
Esiste un grande deficit che si traduce nella crisi di credibilità  del momento attuale della Politica; la crisi di credibilità dei politici, vecchi e nuovi, le difficoltà di individuare scelte di competenza, in quanto limitate da veti di interdipendenza, che in ultima analisi, limitano le capacità decisionali.
Abbiamo bisogno innanzitutto e soprattutto in Politica, di credibilità  e di forte senso del Bene Comune.
Chi è chiamato ad un Impegno di Pubblica Responsabilità,  come un Politico, deve dimostrarsi aperto al sano confronto, ancor più  in quanto la Democrazia Liberale ha dimenticato il proprio ideale fondante: la Sovranità Popolare.
Il Populismo ama porsi alla periferia, ma internamente, nel contesto della moderna democrazia, sorvegliando e nello stesso tempo minacciando gli equilibri istituzionali.
Bisogna considerare la vastità dello sguardo, la larghezza degli interessi, la molteplicità degli approcci.
Una Società  che distrugge gli elementi di aggregazione, usura il senso stesso della convivenza, una Società  che ha perso il senso della comunità.
Gli “Intellettuali”, da figure di elevato profilo, capaci di dettare l’agenda politica, ridotti a “tecnici” al servizio del sistema.
Una sorta di degenerazione del potere che uccide la morale con conseguenze sulle persone, che vanno considerate in senso relativamente partecipato, con il conseguente impoverimento, in senso lato, dei molti.
Diventano evanescenti i rapporti umani, così  come la cultura, tutto il nostro mondo  che sta crollando, mentre noi, fingiamo di non accorgercene.

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