Squadrismo 2.0 di Cosimo Recupero
Squadrismo 2.0 di Cosimo Recupero
In questi giorni di campagna referendaria i toni si stanno alzando molto, e questo potrebbe anche essere normale. Personalmente non mi sottraggo allo scontro. Fermo restando il rispetto delle persone, mi riservo sempre il diritto di dire la mia opinione su fatti, scelte, posizioni politiche.
Sinceramente però mi aspettavo una diversa conduzione della campagna referendaria da parte dei sostenitori di entrambe le parti.
Da come molti si esprimono non vi è dubbio che il referendum sia fortemente politicizzato e incentrato sulla persona del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il paradosso di questo, però, è che la politicizzazione non venga tanto dallo stesso premier, ma dai suoi leoni da tastiera, per usare una definizione da lui stesso coniata per i fan a lui avversi, in particolare i grillini.
Essendo personalmente contrario alla riforma Boschi, mi sono spesso trovato a confrontarmi con sostenitori del sì i quali, nel novantanove per cento dei casi, sono anche sostenitori del leader del PD. La qual cosa di per sé non mi stupisce né mi preoccupa più di tanto.
Ciò che invece trovo sommamente preoccupante è che spesso, questi sostenitori del sì, quando provi a parlare nel merito della riforma, magari chiedendogli come si fa a risolvere alcuni problemi operativi che la riforma creerebbe nella sua applicazione pratica, non sapendo come risponderti, utilizzano due strategie alternative: o fuggono o ti insultano.
C’era un tempo nel quale gli ultras dei partiti, sul territorio, si sentivano autorizzati a trasformare lo scontro politico in scontro fisico. Troppo spesso le piazze vedevano falangi di comunisti e neofascisti scontrarsi a colpi di manganello, se non peggio. Meno gli attivisti dei partiti più moderati, i quali al massimo rispondevano alle provocazioni dei più estremisti. Poi ci fu una sorta di pacificazione, nella quale il confronto iniziò a diventare più civile.
Oggi sembra essere nato una sorta di squadrismo virtuale, uno squadrismo 2.0, che si gioca appunto da dietro una tastiera ma che degli scontri fisici degli anni 60 e 70 ha comunque le stesse caratteristiche di base. Come in quelle azzuffate del passato, infatti, oggi dai dietro una tastiera hai due alternative, come ho accennato: puoi fuggire o insultare. E siccome oggi non rischi la pelle ma al massimo qualche infiammazione del tunnel carpale per il troppo digitare, oggi è persino peggiore ciò che esce fuori dal cuore dei contendenti. Mentre prima eri disposto allo scontro perché le tue idee erano talmente forti da farti rischiare persino la pelle o la galera, oggi, vista la scarsa posta in gioco, sei disposto ad ingaggiare lo scontro virtuale tirando fuori il peggior armamentario logico. E questo da cittadinanza a schiere di cretini che, senza idee, buttano lì parole in libertà. Poco fa, per esempio, sono stato accusato da un fan del Sì di avere un problema (mentale, evidentemente) perché della mia posizione sul NO mi ero autoconvinto (parole testuali). In sostanza mi ha accusato di aver pensato con la mia testa, non come lui al quale, evidentemente, qualcuno aveva tolto la scocciatura di usare il cervello.
Qualche tempo fa scrissi un pezzo nel quale denunciavo il grande errore fatto da Matteo Renzi nell’inseguire Grillo sul suo terreno, e cioè quello del partito liquido, senza strutture, tutto concentrato sul leader. Quella mia osservazione trova una tragica conferma in ciò che sto verificando adesso. Il PD è ormai un partito senza corpo, senza radicamento sul territorio, nel quale gli attivisti ormai hanno cittadinanza solo virtuale, on line.
Renzi e il renzismo, fatte sempre le debite eccezioni, ovviamente, ormai hanno questa cifra stilistica. Usano gli stessi metodi del grillismo ma con un drammatico svantaggio competitivo e cioè che, mentre Grillo potrà ancora sfruttare per qualche tempo la rabbia della gente contro il sistema, almeno fino a quando le vicende romane non avranno spento tutti gli entusiasmi, Renzie i renzianisi trovanoal contrario nella scomodissima posizione di fare i Masaniello ed aizzare il popolo contro quel sistema di potere che essi stessi rappresentano.
E sarà questo che logorerà Renzi, i renziani, il renzismo e, presto, tutto il PD, se qualcuno dall’interno del Nazareno non reagirà con forza. Con la forza della politica.
