Sovranismo provola e salame di Giuseppe Sottile
SOVRANISMO PROVOLA E SALAME di Giuseppe Sottile
Dove c’è provola c’è festa si sa. E dove c’è provola ci sono pipalerelle. E ovviamente quando si parla di piparelle, lui non può mancare.
A vederlo in queste foto, il nostro simpatico assessore Salvatore Coppolino, pare perfettamente a suo agio, come in una delle nostre sagre paesane nelle frazioni di Gala o Cannistrà.
Invece siamo nientedimeno che a Pontida. L’immagine della provola che campeggia trionfante sotto la gloriosa effige di Alberto da Giussano é quasi conturbante.
Certo la Lega non è più quella di una volta lo sappiamo. L’era dei celoduristi e di Roma ladrona di bossiana memoria é tramontata da un pezzo.
Ormai con Matteo Salvini parliamo di sovranismo allo stato puro, o quasi. Parliamo di euroscetticismo, di multipolarismo, di antiglobalismo e di critica al neoliberismo.
Tutti argomenti, va da sé, che Salvatore Coppolino mastica alla grande, tra uno spicchio di provola, una fetta di salame e un pezzo di pani i casa innaffiato, per l’occasione, con un bel bicchierotto di bonarda.
Del resto, oltre al nostro sindaco Pinuccio Calabró e all’assessore Roberto Molino, da sempre leghisti nel cuore, chi meglio di Salvatore poteva rappresentare Babilonia a Pontida?!
Babilonia, si sa, è soprattutto la città dei ponti (rotti): prima quello di Calderà ora quelli del Mela e di Terme.
Come dimenticare le sue battaglie agli albori della bretella?
Chi è che non lo ricorda con la sua mitica “sigitta” (ormai cadrega) seduto sotto il sole e alle intemperie per un’itera mezza giornata in ferrea attesa di rassicurazioni altolocate?
Per fortuna le rassicurazioni (insieme ad una spruzzatina di pioggia) arrivarono in mattinata, altrimenti chi lo smuoveva dalla sua commovente determinazione?
Certo fa un po’ strano vederlo lì in terra padana, nel sancta sanctorum dell’impero leghista, finalmente ricongiunto mitico Ninitto Germanà, politico di settima generazione e gran lavoratore.
Il loro in fondo é un sovranismo perdonabile, in buona fede.
Nessuno osa immaginarli, entrambi vecchi democristiani, ad ascoltare ed applaudire, con paraocchi e paraorecchie, discorsi di sussurrato ammiccamento verso la Russia o di esaltante ammirazione verso Viktor Orban o l’austriaco Kickl!
É un sovranismo moderato il loro, alla buona; un sovranismo quasi bucolico, più di convenienza che di appartenenza.
Più che la sovranità a loro interessa la sostanza; interessano soprattutto i ponti e ciò che di buono possono portare, per loro e per tutti.
VIVA I NUOVI SOVRANISTI ALLA BABILONESE
