Sesto, Articolo 1 si impegna per il NO al referendum
In questi giorni di rientro dalle vacanze, per chi le ha fatte, di preoccupazioni e timori per la riapertura delle attività e in particolare per la riapertura delle scuole vorrei ricordare ai miei concittadini l’impegno che ci aspetta il 20 e 21 settembre: il voto al referendum confermativo della legge costituzionale che prevede la riduzione di un terzo dei parlamentari.
Nessun tabù sulla revisione del numero dei parlamentari e su eventuali diversificazioni dei compiti delle due Camere purché siano riforme disegnate all’interno di un quadro complessivo che tenga conto della rappresentanza e che non vada ad incidere sul carattere parlamentare della nostra Repubblica, che non vada ad incidere sulla sovranità popolare sancita dal primo articolo della nostra carta Costituzionale.
La riduzione secca dei parlamentari al di fuori di un quadro generale di architettura costituzionale ha il solo effetto di aumentare la distanza tra la società civile e la politica, con un rapporto tra eletto ed elettore che ci metterebbe agli ultimi posti in Europa.
Non si può cambiare la Costituzione in nome di un risibile risparmio nel complesso del bilancio dello Stato, il costo di un caffè per ogni cittadino; in nome della democrazia, come qualcuno ha invitato a fare, lasciamolo sospeso quel caffè, lasciamolo a disposizione di chi vuole impegnarsi per migliorare questo Paese, lasciamolo a disposizione di un disegno più approfondito di riforma; se ce lo beviamo con lui ci beviamo parte della nostra democrazia rappresentativa.
Non è in gioco il Governo, non è un voto pro o contro il Governo, è un voto sugli assetti istituzionali, sull’impalcatura della nostra democrazia, terreno delicato, da maneggiare con estrema cura.
Per questo voglio invitare i miei concittadini e le mie concittadine a recarsi alle urne il 20 e 21 settembre e a mettere una croce sul NO a questa legge, ricordando che ogni voto ha un peso perché il referendum costituzionale non prevede un quorum di partecipazione.
Un NO che è un sì alla democrazia.
