S.Agata Militello/ “Il saluto” di Ottavia E. Molteni
Il saluto di Ottavia E. Molteni
Signore, non ti chiediamo perché ce l’hai tolto, ma ti ringraziamo per il tempo che ce l’hai donato! Sant’Agata di Militello – sua comunità d’adozione -, Alcara Li Fusi – il paese natale – e Militello Rosmarino si sono strette intorno alle spoglie mortali di Padre Gaetano Franchina, già a guida della Parrocchia di Santa Lucia in Sant’Agata, nel giorno in cui se ne sarebbe dovuto invece festeggiare il settantaduesimo compleanno.
Le esequie del sacerdote, spentosi il 31 dicembre scorso presso il Policlinico di Messina in seguito a un delicato intervento chirurgico resosi necessario per una emorragia cerebrale, sono state officiate dal Vescovo della Diocesi di Patti, S.E. Mons. Guglielmo Giombanco. Ai funerali, nella chiesa di San Francesco in Sant’Agata, hanno presenziato la famiglia del defunto, quasi tutti i parroci e alcuni amministratori dei comuni nebroidei (i sindaci Bruno Mancuso per Sant’Agata di Militello, Ettore Dottore per Alcara Li Fusi e Salvatore Riotta per Militello Rosmarino), oltre a una piccola rappresentanza (per motivazioni di carattere sanitario legata alla pandemia in corso) delle tante persone colpite dalla perdita (per evitare assembramenti, la Messa è stata trasmessa in diretta streaming sul sito Internet e sulla pagina Facebook della Diocesi di Patti).
Nel corso della sua omelia Mons. Giombanco ha ricordato come Padre Franchina avesse ricevuto il dono della chiamata del Signore e vissuto a sua volta il sacerdozio donandosi in un’offerta permanente attraverso la vicinanza, l’attenzione e la premura, soprattutto nei confronti degli ammalati e dei sofferenti. Tantissimi gli impegni che ritmavano la giornata di un uomo definito infaticabile, acceso da tre amori oltre a quello verso Dio, al quale si era consacrato il 15 agosto 1973: la famiglia (fratelli, sorelle, cognati e cognate, nipoti e pronipoti), inclusi i compaesani di Alcara Li Fusi; il Seminario della Diocesi Patti, di cui è stato Vice Rettore ed Economo, dopo l’iniziale esperienza come Animatore in quello Regionale di Catanzaro e prima dell’anno trascorso – nel 1990 – al Santuario della Madonna di Tindari in qualità di curatore delle Liturgie; infine, i fedeli di Santa Lucia, con i quali si apprestava a festeggiare – in questo 2021 – i trent’anni di attività pastorale.
Mons. Giombanco ha attribuito allo sguardo di Padre Franchina la capacità di penetrare nelle profondità dell’animo umano. Occhi capaci di trasmettere un senso di accoglienza e di disponibilità continue, luminosi e sempre accompagnati da un sorriso delicato. Ora, da lassù, lo si immagina intento a continuare a sorridere e a benedire quanti in vita si erano affidati alla sua guida paterna. A innalzare una preghiera resa perfetta e feconda grazie alla raggiunta comunione perfetta con Dio. Il servo buono e fedele, come si legge nel Vangelo di Matteo, è stato ammesso – in virtù della fede e della testimonianza resa – a prendere parte alla gioia del suo Signore.
Commosso il ricordo del Sindaco di Sant’Agata di Militello, intervenuto prima del fratello del sacerdote. Bruno Mancuso ha salutato in Padre Franchina un amico fraterno, un componente della comunità santagatese. Le parole del primo cittadino hanno tratteggiato l’immagine, oltre che del vero cristiano, di un uomo speciale che lascia tutti più poveri e che continuerà a vivere nella mente e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di compiere un tratto di cammino al suo fianco. Seguendo quella scia di luce, ricordata nel canto “Vivere la vita”, che il parroco di Santa Lucia indubbiamente lascerà anche ora dopo la sua morte.
- nella foto padre Gaetano Franchina
