De Luca va dalla Beata, ma Messina vuole normalità

De Luca va dalla Beata, ma Messina vuole normalità

Con la mossa del cero alla Beata Eustochia, contrabbandato come inderogabile impegno istituzionale, il sindaco De Luca si è sottratto ad un giudizio del Consiglio comunale che lui stesso aveva invocato e che, molto probabilmente, lo avrebbe colto in minoranza, quindi costretto a quelle dimissioni che non voleva, ma che aveva ostentato per intimidire i consiglieri. Un gesto da coniglio o da funambolo, secondo i punti di vista, ma che comunque gli da la possibilità di guadagnare 48 ore in cui i mediatori possono mediare. Si capisce tuttavia, sempre più chiaramente, che Messina ha bisogno di normalità, passare dalla fase contemplativa tibetana alla capricciosa effervescenza social non è servito molto alla Città ed ai messinesi che nel tempo dovranno pagare di tasca loro certe fantasiose innovazioni. Si vuole andare a nuove elezioni? Forse sarebbe il male minore rispetto a questa anomalia comportamentale che, al di là dei proclami, tiene sostanzialmente la Città di Messina immobilizzata e i giovani costretti a migrare. Giovanni Frazzica

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