Ricciardello, Gelmini e Grasso vogliono il Ponte

Ricciardello, Gelmini e Grasso vogliono il Ponte

Ricciardello, Gelmini e Grasso vogliono il Ponte di Giovanni Frazzica

Giuseppe Ricciardello, Presidente di Ance Messina, afferma con voce autorevole: “La legge sul Risanamento è un esempio di sinergia da ripetere, anche per il Ponte”. Pippo Ricciardello, conseguito il diploma di geometra nel 1966, si iscrisse subito nell’elenco provinciale con la qualifica di “direttore di cantiere” ed inizio una carriera imprenditoriale che nel tempo lo ha portato ai vertici del settore dell’edilizia provinciale. In quegli anni l’area dei Nebrodi c’era un proliferare di imprese artigianali che, grazie alla tenacia ed alla determinazione di piccoli operatori locali che avevano anche la capacità di interagire con la politica, diventano imprese importanti, capaci di assumere e portare a compimento lavori pubblici, soprattutto nel settore autostradale e ferroviario. Epicentro di questa straordinaria presenza di imprenditori fu il Comune di Brolo, dove oltre al cav. Vincenzo Agnello e allo stesso geometra Ricciardello hanno dato inizio alla loro attività, altri imprenditori, meno noti, hanno dato vita ad una gran mole di lavoro anche in campo nazionale. Per questo Brolo venne definito “il paese dei costruttori”, una definizione alla quale corrispondeva in quegli anni una ricaduta anche in termini di benessere e di livello occupazionale. “La notizia dell’inserimento, nel decreto Covid, di una norma speciale per il risanamento di Messina, con una previsione di spesa pari a 100 milioni fino al 2023, testimonia che, è possibile svolgere un’azione di lobby positiva attraverso le rappresentanze parlamentari, nell’interesse del territorio” – commenta il presidente di Ance Messina Giuseppe Ricciardello – avevo appreso che la Commissione Ambiente della Camera aveva ripreso l’esame dei disegni di legge per la riqualificazione di Messina presentati dalla deputata Siracusano, in due riprese, e dai colleghi Navarra e D’Uva, deliberando la costituzione di un comitato ristretto per l’elaborazione di un testo base unificato. Alla fine del 2020 – prosegue Ricciardello – la Commissione aveva concluso il ciclo di audizioni, la nostra Associazione aveva inviato un contributo, attraverso la struttura nazionale, per chiedere che venissero smussate le differenze nei testi presentati dai diversi parlamentari, suggerendo un percorso che consentisse di individuare la figura commissariale e definire criteri di esecuzione degli interventi di reale riqualificazione anche ricorrendo a strumenti di partenariato pubblico-privato. Al di là della questione tecnica, però, questa vicenda dà la misura di quanto sia importante lasciare approcci ideologici e interessi di parte o di partito, per dare vita a provvedimenti normativi utili a risolvere i problemi. E questo delle baracche – sottolinea Ricciardello – è un gravissimo peso sulla coscienza civile dell’intero Paese e non solo della nostra città. Attendiamo con fiducia il lavoro di Sua Eccellenza il Prefetto Cosima Di Stani, nel ruolo di Commissario assegnatole da questa norma, una volta che sarà completato il percorso di approvazione tra Camera e Senato del DL Covid. Ribadiamo alla rappresentante del Governo, ciò che abbiamo già detto, mettendoci totalmente a disposizione per dare il nostro contributo come categoria anche a questo fondamentale passo per la cancellazione di una emergenza abitativa non compatibile con la modernità.” Il presidente di Ance Messina esprime anche un auspicio diretto al tema ricorrente nell’opinione pubblica nazionale, ritornato in auge con il Recovery Fund: “Abbiamo lanciato un appello a tutte le forze produttive, sociali ed ai cittadini di Sicilia e Calabria per sostenere la realizzazione del Ponte sullo Stretto, elencando i punti che consentirebbero di iniziare praticamente subito questa opera. Ho registrato la disponibilità di diversi parlamentari appartenenti a tutti gli schieramenti politici, sia direttamente che attraverso le loro dichiarazioni pubbliche. Adesso, questo finanziamento diretto alla città di Messina per lo sbaraccamento, giunto grazie alla sinergia dei rappresentanti politici di tutto quello che si chiamava una volta l’arco costituzionale, mi fa sperare – conclude Ricciardello – che, anche attorno al Ponte possa crearsi unità di intenti e, finalmente, il collegamento stabile possa diventare una realtà, dando, insieme agli altri indispensabili investimenti infrastrutturali, una spinta decisiva alla ripresa del nostro Paese. Perché il Ponte serve all’Italia più che al Sud”. In sintonia col suo dire Maria Stella Gelmini che sostiene: “Il Ponte sullo Stretto è una grande opera che cambierebbe il Paese, ovviamente si può fare anche con fondi nazionali. Il problema non sono mai state le risorse, bensì le resistenze ideologiche al progetto. Ora ci sono due nuovi elementi a favore: il Pnrr offre l’opportunità di collegarlo agli interventi sulla mobilità meridionale e molte delle riserve politiche  sono cadute. Sarebbe miope non approfittare delle circostanze. Il cambio di marcia del M5S sarebbe un dato importante, ma non mi sembra ancora consolidato. Credo che anche loro si stiano rendendo conto che l’opinione pubblica del Sud ritiene il Ponte indispensabile e che difficilmente darà consenso a chi si oppone alla sua realizzazione”. Anche l’on. Bernardette Grasso di FI sostiene la realizzazione del Ponte: “Ho depositato all’Ars una mozione che impegna il Governo regionale a proporre a quello centrale tutte le iniziative necessarie per la realizzazione del Ponte – scrive l’on. Grasso – mi riferisco al Piano complementare che garantirebbe la realizzazione dei lavori, piena occupazione per migliaia di operatori e  la continuità territoriale. E’ un’opera strategica, un raccordo commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa”.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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