Prefettura: parte Librizzi, viene Di Stani

Prefettura: parte Librizzi, viene Di Stani

Cambio di guardia in Prefettura, parte Maria Carmela Librizzi, viene  Cosima Di Stani di Giovanni Frazzica

Recentemente il Consiglio dei ministri ha varato un giro di nomine di prefetti che determineranno diversi cambiamenti negli uffici territoriali del Governo in Sicilia. Il prefetto Cosima Di Stani lascia il capoluogo nisseno per andare a ricoprire lo stesso incarico a Messina, sede lasciata vacante dal prefetto Maria Carmela Librizzi. che andrà a Catania dopo un lavoro durato tre anni nella Cttà dello Stretto. Tracciando  un bilancio di questi tre anni di governo della provincia, che lei definisce “la più eterogenea della Sicilia”, racconta  dell’incontro-scontro con Cateno De Luca, del difficile compito di contrasto alla criminalità e lascia Messina affermando che è: “Una provincia da valorizzare”. Certo non ha potuto fare quello che avrebbe voluto e dovuto fare, ha visitato solo quaranta dei centootto comuni della Provincia di Messina. E di questo è rammaricata, forse tornerà da turista. Non ha potuto rispondere ad una lettera di cui certamente dovrà occuparsi Cosima Di Stani, che l’ha sostituita alla guida del palazzo di piazza del Governo. Angela Rizzo, Responsabile Regionale di CittadinanzAttiva per i Servizi Sociali, ha  rappresentato alla Prefetta e ad altre Autorità la grave condizione politico sociale che vive la città di Messina con questa impegnativa nota: “A Messina un giovane su tre non solo non lavora. Nei primi tre mesi del 2020 si è registrata la chiusura di 165 attività commerciali. Tutto ciò nella prima fase della pandemia, nella seconda, nella quale Messina è stata fortemente colpita da un preoccupante propagarsi del contagio, la situazione è fortemente peggiorata. Si rappresenta un aumento allarmante della tensione sociale  con grave rischio di ordine pubblico. Purtroppo lo scontro sociale, alimentato dal primo cittadino dr. Cateno De Luca, sta mettendo seriamente a rischio la sicurezza pubblica e di chi, nel proprio ruolo istituzionale, rappresenta posizioni politiche e anche punti di vista diversi dal primo cittadino. La comunicazione a mezzo FB del Sindaco è da mesi concentrata sul veicolare messaggi alla popolazione a contenuto complottista e allarmante fornendo dati di Posti letto e negligenze – a suo dire – perpetrate da varie istituzioni. Il Sindaco, infatti, anche durante la diretta FB del 4.2.2021, durata ben 3 ore, oltre ad insultare consiglieri comunali, rappresentanti sindacali, assessori Regionali, deputati regionali e nazionali, dirigenti sanitari e la stessa Presidenza della Regione Sicilia, responsabili a suo dire di un piano condiviso avente ad oggetto il controllo politico ed economico di Messina e l’isolamento del suo Sindaco sta veicolando nei cittadini sfiducia nelle Istituzioni dello Stato e sta alimentando un clima di scontro che rischia di degenerare in odio sociale e forte sfiducia nelle istituzioni. In una diretta FB inoltre il Sindaco di Messina commentando la nota del Procuratore Capo Maurizio De Lucia con la quale rappresentava al Procuratore Generale, al Prefetto di Messina la violazione ex art. 56 c. 1° c.p.p., una «Vera e propria attività d’indagine svolta in totale e non consentita autonomia» da parte della Polizia Municipale di Messina. Sempre nelle dirette social, ha insinuato che l’invio da parte della Regione del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Marzia Furnari, cognata del Procuratore De Lucia, sarebbe avvenuto per “inviare un messaggio al Sindaco De Luca”. A questo fine si ricorda che la stessa Presidenza del Consiglio ed il capo dello Stato hanno annullato l’Ordinanza denominata “Si passa a condizione” con la quale il Sindaco aveva illegittimamente bloccato l’attraversamento dello Stretto e che a seguito dei gravissimi insulti rivolti al Ministro dell’Interno Lamorgese allo stesso è stato contestato il reato di vilipendio previsto dall’articolo 290 del codice penale. La scrivente vuole rappresentare la preoccupazione per le conseguenze dei messaggi distorti che il Sindaco di Messina invia alla popolazione che narrano di un presunto piano e/o complotto che sarebbe in atto ai danni della città e dei messinesi e che ledono la fiducia nelle Istituzioni dello Stato previste dalla Costituzione generando paura e sconforto nella vita dei cittadini già provati dalla pandemia. La scrivente ritiene che, anche a seguito dei numerosi attacchi che alcuni rappresentanti politici hanno ricevuto e che li hanno costretti a rivolgersi all’Autorità giudiziaria per la loro tutela, sia opportuno che su questa situazione si attivi la vigile attenzione degli Organi di controllo dello Stato”. Si tratta di una relazione circostanziata, che riassume passaggi di un’attività non del tutto convenzionale svolta in questi tre anni da De Luca e che certamente, costituirà senza dubbio un contributo per mettere in guardia chi arriva oggi dai pericoli cui si può andare incontro non conoscendo bene un interlocutore difficile. Oltre che il cambio della poltrona prefettizia c’è stato anche un altro importante ricambio, il nuovo Commissario Covid, Alberto Aprile, ha sostituito Marzia Furnari che aveva impostato, con un certo successo, il servizio a Messina. Ma la Furnari era vulnerabile rispetto ad eventuali improvvisi cambi di umore del sindaco elogiava le sue qualità “a prescindere dal fatto che era la cognata del procuratore De Lucia”. All’Asp il dr. Alagna ha sostituito il DG La Paglia, ora De Luca deve trovare un nuovo nemico. In questo nuovo scenario Razza, Lamorgese, Barbaro e De Lucia hanno le mani più libere per condurre le loro quotidiane attività senza dover preoccuparsi della gogna fb di chi ora deve giocare in difesa.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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