Picciolo e Capitale Messina vogliono il dissesto di Giovanni Frazzica
Picciolo e Capitale Messina vogliono il dissesto, De Luca apre un confronto con le parti sociali di Giovanni Frazzica
Capitale Messina: la nostra preoccupazione è che De Luca possa seguire l’esempio di Accorinti nel non avere il coraggio di dichiarare il dissesto del Comune. Poco conta se il Consiglio Comunale sarà disponibile a seguirlo nella strada dell’applicazione del “salva Messina”. Non è questo il punto, anzi qualcuno dovrebbe cominciare ad informare i consiglieri, che, nel caso in cui si voglia perseverare sulla strada del piano di riequilibrio, dovranno assumersi la responsabilità di approvare tutti i debiti fuori bilancio in esso contenuti. Non c’è dubbio, dicono Salmeri & C., ha ragione De Luca, è stato criminale non dichiarare il dissesto cinque anni fa; ma probabilmente lo è anche non dichiararlo oggi, perché se è vero ciò che si legge nelle 370 pagine della sua relazione, non ci sono dubbi: il Comune è di fatto in dissesto. Ed addirittura, secondo le parole del Sindaco “i bilanci” della giunta Accorinti sarebbero “falsi”. Allora non crediamo sia possibile continuare a fuggire dalle responsabilità, così come ha fatto per cinque anni non solo l’amministrazione Accorinti ma anche buona parte della città, mentre noi denunciavamo l’insostenibilità sociale e finanziaria del piano di riequilibrio, finanziato da risorse non esistenti per legge o frutto di scelte che portavano alla distruzione delle partecipate, cosa puntualmente avvenuta. La città non ha voluto aprire gli occhi neanche di fronte alle dimissioni di due onesti e coraggiosi consiglieri comunali, Luigi Sturniolo e Nina Lo Presti, che misero nero su bianco in un libro la follia dell’amministrazione Accorinti. Invitiamo il Sindaco ad evitare tattiche o strategie politiche, De Luca è stato eletto per governare una città in pre-dissesto e questo lo sapeva; la città comprenderà qualsiasi scelta e sacrificio, se fatta nell’interesse collettivo, ma certo non la fuga dalle responsabilità”. Sulla stessa lunghezza d’onda Beppe Picciolo: ”Caro Sindaco la gravità della tua analisi economica impone scelte serie ed obbligate! – scrive il leader di Sicilia Futura – Non fare gli errori Romani…. promettendo cose che non potrai mantenere a meno che, come il grande Totò , non ti mettessi a battere nuovamente monetaa. Il dissesto rappresenta la via corretta per ripartire con onestà e rigore! Ai Cittadini , che già avrebbero le tasse al massimo per il piano di riequilibrio, non cambierebbe proprio nulla se si azzerasse tutto e si liberasse il campo da errori ed ambiguità del passato! E se qualcuno ha frodato o imbrogliato (e mi riferisco a tutti quelli che hanno mal gestito negli anni questo disastro economico) che questa volta si trovino gli artefici inchiodandoli alle loro responsabilità. Senza se e senza ma”. Il sindaco Cateno De Luca, proseguendo il suo iter, ha incontrato nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca le parti sociali, al fine di illustrare la relazione di inizio mandato e le strategie di riorganizzazione e rilancio del Comune di Messina, delle società partecipate e delle aziende speciali. Al confronto hanno partecipato il vicesindaco Salvatore Mondello; gli assessori Carlotta Previti e Alessandra Calafiore; i presidenti, di A.RIS.ME., Marcello Scurria, MessinaServizi Bene Comune, Giuseppe Lombardo, ATM, Giuseppe Campagna, ed AMAM, Salvo Puccio. “L’attuale quadro economico-finanziario è drammatico – ha dichiarato il Sindaco nel suo discorso introduttivo – siamo nella fase del riesame del piano di riequilibrio triennale ed è emerso, in termini ora definitivi e ufficiali, che gran parte di quel piano non ha funzionato e lo sapremo anche tra qualche giorno perchè i presupposti con i quali è stato concepito non erano esatti e quei presupposti hanno costretto il Palazzo Municipale, in tutte le sue diramazioni, ma soprattutto nel mondo delle partecipate, a creare nuovi debiti che nel frattempo sono stati lasciati da parte, occultati, e di ciò tutti sapevano e naturalmente ne risponderanno nelle sedi opportune. Questo è il dramma che stiamo vivendo perchè c’è una situazione molto complicata. Sapete bene che tutto ciò che era riferito al periodo dicembre 2013 è all’interno del piano di riequilibrio; oggi c’è la possibilità di portarlo a 20 anni perchè lasciarlo a 10 anni non può reggere. Il vero problema – prosegue De Luca – però è un altro, poiché tutti i debiti, creati dal 2014 in poi, non possono rientrare nel piano di riequilibrio. Quindi le difficoltà reali e concrete sono oggi che tutto ciò che si è generato è rimasto fuori dal piano di riequilibrio e, se ci sono le condizioni con gli strumenti ordinari, cioè con il bilancio, dovremo tentare di trovare delle soluzioni nel triennio 2019/2012, perché il 2018 è già tumulato. Oggi abbiamo avviato il percorso, che prevediamo di approvare al massimo entro il 15–20 dicembre, in modo tale che rientri in quelle che sono le scadenze ordinarie. La situazione emersa sui nuovi debiti, chiamiamoli in questi termini, prevede oltre 30 milioni di euro in più, anche se non c’è la cifra esatta, che avremo entro mercoledì prossimo, quindi tra 48 ore; in questa fase abbiamo accertato solo quelli di ATM, prodotti dal 2014 in poi. Il presidente Campagna spiegherà poi determinate dinamiche. Rispettiamo le posizioni legittime di tutti, ma il dialogo di confronto va benissimo entro tale cornice, ciò che è al di fuori non ce lo possiamo permettere. E’ quindi arrivato il momento che ognuno ne prenda atto e si chiuda la fase dove si è pensato ai propri interessi, perché la corda è stata tirata così tanto che si è spezzata. Per chi ha dubbi su quanto detto – ha concluso il Sindaco nella fase introduttiva dell’incontro – noi abbiamo scritto tutto in questo libro e stamani le carte che riguardano l’ATM sono state consegnate in Procura, perchè non abbiamo niente da nascondere e soprattutto non permettiamo a nessuno di accusarci di essere mistificatori proprio per rispetto delle parti. Ci stiamo assumendo delle responsabilità che non ci competono, ma non è assolutamente corretto che nel frattempo diventiamo oggetto di bersaglio, con tensioni sociali e attacchi, e addirittura veniamo catalogati come mistificatori. Non lo consento a nessuno”. All’incontro in qualità di rappresentanti delle parti sociali hanno preso parte, per la FIMAA, Francesco Crescenti, Giacomo Guanti e Domenico Vento; per l’Ance Messina, Davide Mangiapane, Giuseppe Ricciardello e Giuseppe Pettinato; per la FENAPI, Pietro Cascio; per MessinaServizi Bene Comune, Maria Grazia Interdonato; per A.RIS.ME, Alessia Giorgianni e Giuseppe Aveni; per AMAM, Roberto Cicala e Claudio Cipollini; per la UIL, Giuseppe Calapai; per la CLAAI, Spignolo Luigi; per la CISL, Antonino Genovese; per la CGIL, Giovanni Mastroeni; per i Periti Industriali, Orazio Musumeci; per il Collegio Geometri, Giuseppe Panarello; per l’Ordine Architetti , Pino Falzea; per l’Istituto Nazionale Bioarchitettura, Anna Carulli; per la Confcommercio Messina, Giuseppe Restuccia; per la Confedilizia Messina, Vincenzo D’Italia e Sebastiano Maio; ed infine in rappresentanza della CISAL, Letteria Sciuto e Pietro Fotia.
- tratto dal settimanale I VESPRI
- Nella foto Pino Falzea di Capitalemessina
