Barcellona, l’ex assessore al bilancio Recupero: “Il dissesto non serve a nessuno”

Barcellona, l’ex assessore al bilancio Recupero: “Il dissesto non serve a nessuno”

Barcellona, l’ex assessore al bilancio Cosimo Recupero: “Il dissesto non serve a nessuno”

tratto da 24live

 

A meno di un mese della scadenza dei termine per il voto del Consiglio Comunale su piano di riequilibrio che sta elaborando l’Amministrazione Materia, l’ex assessore al bilancio Cosimo Recupero esprime la sua posizione sulla situazione economica dell’ente e sull’ipotesi di una dichiarazione di dissesto finanziario per i conti di Palazzo Longano.

Da ex assessore al bilancio nella giunta Collica cosa pensa del rischio dissesto, che diventerebbe un’ipotesi molto concreto in caso di bocciatura del piano di riequilibrio proposto dall’amministrazione Materia?
Sinceramente, penso che dovrebbe prevalere il senso di responsabilità di tutti. Il sindaco Materia, giustamente, dice che i guasti alla situazione finanziaria dell’Ente non sono da attribuire solo a lui. E’ certamente vero. I mali del Comune partono da molto lontano e sono il frutto, a mio avviso, anche di una legislazione sbagliata.

Cosa intende dire?
Per decenni i comuni e tutti gli altri enti non hanno speso soldi che avevano, ma quelli che prevedevano di incassare. E’ la differenza fra cassa e competenza. In poche parole, nel bilancio degli enti pubblici si iscrivevano, alla voce entrate, le previsioni di incassi e, sulla base di quelle previsioni, si facevano le spese. Quindi un Comune, per esempio, prevedeva di incassare cento e impegnava altrettanto in spese. Le somme venivano spese quindi a debito, in attesa di incassare quanto previsto in bilancio. Ma poi, col tempo, i soldi spesi venivano reclamati dai creditori legittimi. Gli incassi dell’Ente, invece, erano sempre inferiori. Il Comune spendeva cento, ma incassava ottanta. I venti che mancavano si sono accumulati negli anni, portando i Comuni alla situazione attuale. Inoltre, negli ultimi anni, la cosa si è aggravata in quanto i trasferimenti dallo Stato e dalla Regione si sono ridotti drammaticamente anno per anno e la Corte dei Conti, nella revisione che fa annualmente dei bilanci, ha stabilito che andassero ridotte le previsioni di entrata per somme ormai inesigibili, come crediti vantati per somme vecchie di decenni, in qualche caso. Da ciò è derivato un grave disallineamento fra entrate e uscite che va sistemato prima che sia troppo tardi.

Come crede che andrà a finire la vicenda sul dissesto, quindi?
Come andrà a finire non lo so. Spero però che prevalga il senso di responsabilità. Mi piacerebbe che tutti i consiglieri votassero per il piano di riequilibrio e per l’accesso al fondo di rotazione. Preferire il dissesto significa scaricare il peso della situazione sui creditori dell’ente che spesso sono professionisti e imprese che hanno realizzato lavori o prestazioni professionali per i quali, magari, hanno anche anticipato somme. Si rischia pure di far fallire imprese, e questo credo non giovi a nessuno. Siamo di fronte ad un bivio: scaricare il peso su pochi, che magari non sono nemmeno barcellonesi e quindi non votano qui, o sulla popolazione residente che sarà chiamata a scegliere il sindaco e il consiglio fra un anno e mezzo. Non vorrei che prevalesse la linea del calcolo elettorale. Per questo tutti i consiglieri dovrebbero votare il piano di riequilibrio e il ricorso al fondo di rotazione: perché nessuno possa fare un’operazione di propaganda, scaricando la responsabilità sugli altri. Ai creditori, poi, si potrebbe chiedere lo sforzo di rinunciare ad una parte del proprio credito come gesto di buona volontà. Poi però spero che tutti, a cominciare dagli amministratori attuali e futuri, si passino una mano sulla coscienza e si impegnino a gestire l’ente con maggiore oculatezza, spendendo le somme solo dopo averle incassate e non solo dopo averle previste, per evitare di ritrovarsi nuovamente al punto di partenza. La vera sfida è questa. Spero che tutti i consiglieri quindi votino a favore sia al piano di riequilibrio, sia all’accesso al fondo di rotazione, e che i cittadini capiscano la situazione e facciano il proprio dovere, pur di fronte alle difficoltà della crisi economica, che nessuno nega. L’alternativa è il dissesto che non serve a nessuno.

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