Piazza Casa Pia piena per De Domenico e Letta
Pubblico delle grandi occasioni che non si vedeva da tempo immemorabile a rendere omaggio alla presenza del Segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, e per manifestare il proprio sostegno a Franco De Domenico sindaco. Ha aperto i lavori della manifestazione elettorale l’on. Pietro Navarra che ha detto: “Abbiamo solo 4 liste, ma a Messina non è mai contato il numero dei candidati, quanto piuttosto la loro qualità”, ed è palese il riferimento contro “l’ex sindaco in fuga” e continua descrivendo le perle della sua narrazione programmatica: il tram volante, il casinò a Palazzo Zanca, l’isolamento istituzionale, “la gestione schizofrenica della pandemia da Covid 19” e, infine, il sostegno ormai palese della Lega”. Dopo il saluto del segretario regionale Anthony Barbagallo, l’atteso discorso del Segretario nazionale del Pd Enrico Letta, che dopo essersi scusato per il notevole ritardo con cui è giunto sul luogo della convention, ha iniziato il suo intervento parlando di lavoro e bassi salari, con riferimento soprattutto ai giovani ed ai cervelli in fuga: “Basta a stage e tirocini gratuiti. Come fa l’Italia ad avere un futuro se i ragazzi di oltre 30 anni sono costretti a vivere ancora a casa con i loro genitori. Dobbiamo metterli nel motore del nostro Paese e dar loro la possibilità di dare il meglio. Quelle del Pnrr sono risorse fondamentali per ripartire, che però dobbiamo essere in grado di spendere, e di spenderli bene, i paesi del Nord ci guardano sempre con sospetto e restano in attesa di un nostro errore per farci fare un passo indietro. Ma dal risultato di Messina cambieranno tante cose per il nostro Paese: potete veicolare il messaggio che il tempo della Lega e delle Destre è finito. E dopo aver vinto a Messina toccherà alla Regione. Le liste che sostengono Franco sindaco saranno le stesse che ci saranno alle prossime regionali”. Superati i problemi di salute causati dal Covid, Franco De Domenico così ha parlato al suo popolo: “Sono una persona concreta ma guidata dalla passione. Dalla passione per la mia città, Restano solo 12 giorni al voto e abbiamo un trend molto favorevole verso la nostra candidatura. Sappiamo che è scattato l’effetto del piano inclinato, dove una pallina che inizia a prendere velocità, ne acquisterà sempre di più. Oggi c’è chi sta perdendo consenso rispetto ai mesi precedenti, chi ne guadagna poco e chi, noi, sta conquistando rapidamente nuovo consenso. È una dinamica che ci accompagnerà fino al voto e che spetta a noi accelerare il più possibile. So che la maggior parte di voi, che stasera siete qui, mi voteranno, ma vi chiedo di più. Spiegate agli amici, ai conoscenti i motivi del vostro voto. Aprite loro gli occhi, raccontategli del bluff a cui sono stati e vengono sottoposti. Quel piano continuiamo a inclinarlo, spingiamolo ancora più su con le nostre braccia e con tutte quelle che riusciremo a trovare. Prendiamo in prestito le parole di Carofiglio: “Non guardate indietro, ci siete già stati”. È ora di guardare avanti, è ora di vincere queste elezioni’’. Noi siamo davvero una coalizione politica che è cresciuta con un progetto politico. Siamo diversi. Il resto è un’accozzaglia di interessi. La compagine del sindaco in fuga, dove abbiamo, ad esempio, visto candidati nominati capilista in base al loro unico merito: l’omonimia, mentre continuiamo a interrogarci sul senso di un movimento meridionalista supportato dalla Lega Nord! Semplicemente surreale. Litigano con Salvini, senza sapere che ce l’hanno dentro come alleato. Rischiamo di dare la città a chi ci ha vilipeso e insultato. E, ancora, c’è chi si è presentato come depositario dei valori della sinistra, ma forse non è pienamente consapevole che ogni voto che prenderà sarà in pratica un voto a vantaggio del centrodestra o dell’ex sindaco in fuga. Per tutte queste ragioni noi ribadiamo orgogliosamente la diversità del nostro progetto e della nostra proposta, la nostra trasparenza, il nostro senso della legalità. Per queste ragioni chiediamo a testa alta il voto ai messinesi. La nostra è una soluzione tutta messinese, che è espressione della città. Abbiamo lavorato, ci siamo confrontati, abbiamo anche litigato e poi fatto pace e abbiamo costruito attorno alla mia candidatura una coalizione forte e unita. Non abbiamo interessi personali. Vogliamo restituire la politica, quella seria, la politica che pone la questione morale, la politica che pone la tutela dalle infiltrazioni mafiose nella cosa pubblica. La nostra sarà un’amministrazione trasparente, con il bilancio trasparente, con gli atti che saranno consultabili da tutti. Una trasparenza che è valore della cosa pubblica. Tutti è la nostra parola d’ordine. È un punto su cui non negoziamo. Nessuno dovrà rimanere indietro in questo percorso di sviluppo, Nessuna persona e nessuna parte della città. Bisogna riflettere sul fatto che il 12 giugno non si voterà solo per il sindaco, ma ci si dovrà tra l’altro esprimere sulla possibilità che alcuni villaggi di Messina diventino o meno Comune autonomo. Ovviamente, voterò no, ma che dal primo giorno di sindacatura farò di tutto per fare ricredere gli abitanti di questi villaggi. Il loro disagio, espresso attraverso questa iniziativa referendaria, è lo specchio di come oggi anche la forbice tra centro e periferia si sia ampliata. Messina, da Ponte Gallo a Giampilieri, è una: bellissima, soprattutto grazie alle diverse peculiarità dei suoi luoghi, ciascuno dei quali dovrà crescere con interventi mirati che ne sfruttino ogni potenzialità. Messina ha bisogno di una crescita economica, ma anche sociale. Stiamo parlando continuamente del nostro programma, a differenza di altri. Dodici punti, in cima ai quali c’è la riorganizzazione della macchina amministrativa che deve partire da nuove assunzioni al Comune, la cui pianta organica è ridotta all’osso. Messina ha il più alto tasso di dispersione scolastica tra le città metropolitane. Ci sono oltre 2mila famiglie in condizione di disagio e solo 7 assistenti sociali. È una vergogna. Ci voglio le professionalità. Noi assumeremo, perché si potrà. Non faremo come il candidato sindaco del sindaco uscente che ha firmato un atto nel quale ha bloccato le assunzioni per i prossimi tre anni, per garantire il Piano di riequilibrio. Noi il Piano di riequilibrio lo faremo, lo faremo con competenza e con attenzione, ci rivolgeremo al governo nazionale, ci confronteremo e per realizzarlo nel modo migliore possibile. Perché deve essere un piano che dovrà essere sostenibile ma non dovrà soffocare la città e deve guardare all’ ‘espansione’ delle assunzioni per garantire i servizi essenziali, soprattutto sotto il profilo sociale. Così come dobbiamo garantire alle famiglie tariffe adeguate. Non si può pagare una Tari così alta. La paghiamo perché c’è un servizio disorganizzato e costosissimo. Avevano promesso che con la differenziata ci sarebbe stata la riduzione del 30 per cento, c’è stato, invece, l’aumento di oltre il 10 per cento in questi anni. Si pagavano complessivamente 44 milioni di euro siamo arrivati a 54 milioni tutti sulle tasche dei messinesi. Sono state tolte le esenzioni anche alle fasce più deboli. E noi questo non lo consentiremo, perché ciò significa anche sacche di debito non riscosse, quello che si mette in attivo di bilancio poi lo ritroviamo tra le partite inesigibili. Questo significa prendere in giro le persone. Noi vogliamo un bilancio trasparente. Dobbiamo applicare politiche tariffarie adeguate per fare risparmiare le famiglie. Il Comune lo può fare, lo può fare sulle tariffe del trasporto pubblico locale. E a proposito di trasporti locali, non possiamo escludere dal trasporto pubblico locale i collegamenti tra Messina e Reggio che sono due città conurbate. Dobbiamo abbassare le tariffe, che tengano conto delle famiglie e dei lavoratori, dobbiamo altresì dimezzare le tariffe per i residenti. Vogliamo rinnovamento e cambiamento dopo anni di oscurantismo. Vogliamo una città unita e coesa, guardando al futuro e dando la possibilità alla gente di guadagnarsi il pane. Il lavoro è sinonimo di dignità, e dobbiamo garantire condizioni sicure e paghe dignitose. Ma per farlo, attraendo risorse, persone, tecnologie e investitori, è necessario migliorare la qualità della vita della gente”, commenta, facendo riferimento alla classifica del Sole 24 Ore e al poco lusinghiero 107° posto della città dello Stretto. C’è spazio anche per il turismo, per la valorizzazione delle coste, per il ruolo del “sindaco della notte” e per l’economia: “Messina deve ritornare al centro del Mediterraneo, colmando quel gap territoriale che ci divide dalle altre realtà. Montemare? Si tratta di casali che sono stati abbandonati e che devono tornare nel cuore della città”. Si parla poi di dispersione scolastica e di emergenze sociali: “Faremo delle assunzioni perché ci sono le condizioni, e non faremo veti come ha fatto l’amministrazione uscente”, rivolgendosi a Basile e De Luca. E sempre i due sono i bersagli per quanto concerne la Tari e il piano di riequilibrio: “Vogliamo un bilancio trasparente”, prima di dirottare il discorso sul caro tariffe per l’attraversamento dello Stretto. Infine l’affondo contro la Lega (citando il caso di “omonimia” nella lista di Prima l’Italia).
