Miss Italia finisce qui di Cosimo Recupero

Miss Italia finisce qui di Cosimo Recupero

Fino a due mesi fa sembrava che il centrodestra avesse in mano queste elezioni amministrative e quelle politiche del 2023. Ma in politica avere simili inossidabili certezze è l’errore più grave che si possa commettere. Nelle competizioni elettorali, come nello sport, perdono sempre due categorie di contendenti: quelli che sono convinti di vincere e quelli che sono convinti di perdere. E la cosa paradossale è che questi due approcci apparentemente opposti sono in realtà perfettamente identici. Perché sia quelli che sono convinti di vincere che quelli che sono certi di perdere, seppur per motivazioni opposte, non ci mettono nessun impegno nel giocarsi la partita e quindi, di fatto, si garantiscono la sconfitta, al netto di colpi di fortuna del tutto casuali che, nelle urne, comunque sono rari.

E ciò è tanto vero che persino Salvini, campione mondiale di mistificazione della realtà, ha ammesso che la sconfitta è stata determinata proprio dal fatto di avere presentato tardi candidati del tutto avulsi dalla politica, convinti appunto di aver già vinto.

Apprezziamo l’onestà intellettuale del leader leghista che probabilmente arriva in un momento di sobrietà agevolato dalla ruvida presa di consapevolezza che il suo giro di giostra alla guida della Lega sta per terminare. Il prossimo anno si dovrebbe celebrare il congresso del Carroccio e per Salvini potrebbe spegnersi definitivamente la velleità di insediarsi a Palazzo Chigi.

Altro drammatico errore fatto dai due tribuni del centrodestra è stato quello di impostare la campagna elettorale su argomenti del tutto decentrati rispetto alla competizione. Solleticare la piazza sui temi NoVax, dimenticando che l’ottanta per cento degli italiani è vaccinato, ivi compresi gli elettori di Lega e Fratelli d’Italia, non è esattamente una genialata, specie se si parla di elezione del sindaco.

A questo punto la debolezza di Salvini potrebbe sembrare una vittoria della Meloni, ma in realtà anche la leader di FdI ha poco da stare allegra. E’ vero che il centrodestra si era dato come regola che la guida della coalizione toccasse al leader della forza politica che avesse conseguito il maggior numero di voti. Ma il voto di domenica scorsa, che potrebbe essere replicato nelle prossime competizioni amministrative fino alle politiche, ha fatto venire meno questa regola non tanto perché a qualcuno non convenga più, ma perché ciò che è saltato è proprio il centrodestra come coalizione. Berlusconi, alla vigilia del voto, aveva candidamente dichiarato che non intravedeva la possibilità di avere Salvini o la Meloni a Palazzo Chigi. Qualcuno ha interpretato questa affermazione come uno svarione del cavaliere, ma probabilmente è stata perfettamente calcolata ed anticipatoria delle mosse future di Forza Italia.

Voci di corridoio raccontano di un prossimo accordo fra la stessa Forza Italia e Italia Viva per dar corpo ad una formazione centrista che, dall’alto del suo dieci per cento, possa essere il famoso ago della bilancia che può decidere se far governare questa o quella coalizione. Un po’ quello che è stato il ruolo del Movimento 5 Stelle in questi anni, con la differenza che Renzi e Berlusconi (o i suoi colonnelli) saprebbero come gestire questo tesoretto. I grillini, da perfetti guitti della politica, si sono limitati a utilizzare il proprio peso specifico per lucrare quanto più possibile in termini di poltrone e prolungare ad libitum la propria sopravvivenza, al costo di perdere pezzi strada facendo.

In questo scenario, senza Berlusconi e con una Lega riportata alle origini, ovvero con una forte presenza al nord e del tutto, o quasi, assente al sud, la destra sarà condannata ad una lunga marcia nel deserto dell’opposizione ed alla Meloni sarebbe definitivamente sbarrata la strada a Palazzo Chigi, per fortuna dell’Italia.

Insomma, alla luce di questi fatti e indipendentemente dall’esito dei ballottaggi, potremmo dire: Giorgia, per te Miss Italia finisce qui.

lwzws