Maurizio Ballistreri: attualità del Socialismo Liberale
ATTUALITA’ DEL IL SOCIALISMO LIBERALE: LA LEZIONE DEL PROF. MAURIZIO BALLISTRERI, DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA ALLA SCUOLA DI LIBERALISMO
Il prof. Maurizio Ballistreri, che insegna diritto del lavoro nell’Università di Messina, ha tenuto una lezione alla Scuola di Liberalismo, organizzata in collaborazione tra la Fondazione Einaudi, l’Ateneo peloritano e la Fondazione Bonino-Pulejo, sul tema del “Socialismo liberale”.
Secondo il prof. Ballistreri, già deputato socialista all’Assemblea Regionale Siciliana, Il rapporto dialettico tra socialismo e liberalismo affonda le proprie radici nell’elaborazione del revisionista marxista tedesco Eduard Bernstein, che scrisse ciò che poi costituì la base teorica per la svolta di Bad Godesberg del 1959 della socialdemocrazia tedesca.
Del rapporto tra socialismo e liberalismo democratico si trovano realizzazioni concrete anche in Inghilterra, che già nella seconda metà dell’800, con John Stuart Mill e con liberali illuminati come Lord Beveridge, fondatore del Welfare State in Inghilterra, e John Maynard Keynes. Anche in Italia si è sviluppato nel ‘900 un intenso dibattito teorico rivolto a creare una sintesi tra socialismo e liberalismo. Dal liberalismo “rivoluzionario” di Piero Gobetti al socialismo liberale di Carlo Rosselli e al liberalsocialismo dei filosofi della Normale di Pisa Guido Calogero e Aldo Capitini; nel frattempo, tra il 1942 e il 1947, ha avuto luogo la straordinaria quanto breve esperienza del partito d’azione, l’elaborazione di Giuseppe Saragat per un socialismo umanitario, l’opera intellettuale di Norberto Bobbio, quale massimo tentativo teorico di realizzare l’incontro tra democrazia rappresentativa e socialismo, tra giustizia e libertà, la proposta “Lib-Lab”, anche con un fecondo dibattito tra esponenti e intellettuali socialisti e liberali, raccolti in un libro del 1980 curato da Enzo Bettiza e Ugo Intini dall’omonimo titolo.
Al nostro tempo – secondo Ballistreri – l’incontro tra socialismo e liberalismo deve essere inteso non come un corpus dottrinario, ma un metodo politico per tenere in equilibrio capitalismo e diritti sociali, Stato e mercato. Un esempio concreto viene dagli Stati Uniti, con Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez. Un metodo profondamente differente, quindi, dalle filosofie della storia che hanno segnato il percorso di settori significativi della sinistra, oggi transitati sic et simpliciter, dopo il crollo del Muro di Berlino, dal collettivismo alla esaltazione spesso acritica della globalizzazione finanziaria.
In questa prospettiva – ha concluso il prof. Ballistreri – gli studi del filosofo tedesco Axel Honneth, con le opere “Il diritto della libertà” e “L’idea di socialismo”, si inseriscono nel filone del dialogo tra liberalismo e socialismo, con l’idea di un socialismo di mercato, inteso quale una socializzazione dal basso coadiuvata dal reddito di base e collegabile a tutte le forme esistenti di cooperative solidali, con una centralità attribuita alla sfera dell’opinione pubblica, e più in generale alla discussione democratica.
