Il DG del Comune guadagna più del Premier Conte

Il DG del Comune guadagna più del Premier Conte

MESSINA Il Direttore generale del Comune guadagna più del Presidente del Consiglio dei Ministri di Giovanni Frazzica

Messina, una storia imbarazzante, il neo nominato Direttore generale del Comune, Federico Basile (120mila euro) guadagna più di Giuseppe Conte (80mila euro) e su facebook c’è chi scrive: ”Povero Giuseppi, guadagna meno di Basile! facciamo una colletta”. La notizia della nomina del nuovo Direttore generale di Palazzo Zanca, com’era logico prevedere, ha sollevato un mare di polemiche e continuerà a far discutere.  Infatti Federico Basile con i suoi 120mila euro all’anno, guadagnerebbe più di Giuseppe Conte dato, secondo coloro che hanno tirato fuori questa notizia, a 80mila euro l’anno. Cgil e Uil, i sindacati contro cui il sindaco Cateno De Luca ha ingaggiato da diverso tempo una dura polemica, sono stati tra i primi a mettere in risalto le contraddizioni del primo cittadino per via di questa nomina di discutibile necessità realizzata alla faccia del suo famoso “Salva Messina”. Federico Basile, prescindendo dal fatto che i suoi denigratori lo definiscono un  uomo per tutte le stagioni, per via di numerosi e frequenti cambi di casacca effettuati negli ultimi anni, presenta come piatto forte del suo Curriculum Vitae due titoli di studio conseguiti con la medesima dicitura: Laurea in Economia e Commercio Università degli Studi di Messina – Tesi di Laurea in Organizzazione Aziendale dal titolo : “Ruolo dell’innovazione nei sistemi informativi” Nel 1995 Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale Università degli Studi di Messina – Tesi di Laurea in Organizzazione Aziendale stesso titolo, sembrerebbe, all’apparenza, la stessa tesi presentata due volte. A questo aggiunge un elenco di altri riconoscimenti ottenuti nel corso della sua attività professionale: Funzionario categoria D/1 Università degli studi di Messina in servizio presso Dipartimento Amministrativo; 2016 Revisore Unico Opera Pia Scandurra (ex I.P.A.B.); Esperto di Marketing del Comune di Montalbano; Esperto per le materie Economico-Finanziarie Comune di Itala etc. In realtà, nel corso del tempo, Federico Basile, oltre ad avere occupato diverse scrivanie in ragione delle sue attitudini professionali, sarebbe anche passato per diverse segreterie politiche, compresa l’ultima, quella di Sicilia Futura (oggi Italia Viva) che fa capo all’ex deputato regionale Beppe Picciolo. Ma se il buon Basile guadagna 120mila euro netti, al lordo la sua paga è di circa 150mila euro, cioè è questo il costo reale che grava sulle casse comunali, che dire del fatto che all’indomani della sua elezione, il Cateno De Luca, annunciando a mezzo Fb la cacciata dell’ex Segretario nonché Direttore generale, Nino Le Donne, aveva scritto che il Comune avrebbe risparmiato 60mila euro, affermando nel contempo che mai più Palazzo Zanca avrebbe avuto un city manager? Ora il sindaco, che aveva già dato le mansioni di Direttore generale alla Dottoressa Carrubba, in aggiunta a quelle di Segretario Generale del Comune, ha deciso di dotare il Comune di un direttore generale in via definitiva, con un conseguente consistente esborso di denaro permanente. Pertanto il Basile guadagnerà più del premier Giuseppe Conte che, come già detto, di stipendio netto prende 80mila euro l’anno. Il nuovo direttore generale ne guadagnerà 120mila, ovvero 10mila al mese, cui vanno aggiunte le inevitabili spese per missioni, viaggi e soggiorni che, ovviamente, saranno spesati come si addice al rango determinato dalla nomina. Questa consuetudine della figura del Direttore generale a Palazzo Zanca era stata introdotta da Francantonio Genovese che aveva nominato a suo tempo l’avv. Emilio Fragale, privo di qualsiasi esperienza, ma che prevalse su un concorrente più titolato (l’ex sindaco Mario Bonsignore) perché era puro come una vergine illibata, in quanto non avendo mai fatto nulla (come amministratore) non aveva mai fatto nulla di male. La consuetudine venne ripresa, anche se in termini molto diversi, da Accorinti che si mise in casa Antonio Le Donne, divenuto, col doppio incarico di Direttore e Segretario generale, l’uomo forte della sua Amministrazione. De Luca, avendolo annusato, ed essendo lui e solo lui l’uomo forte di Palazzo Zanca, lo cacciò immediatamente, ma oggi, si contraddice e nomina Basile a quello stesso posto. Tuttavia quello che è sorprendente è il fatto che su questa sua enorme contraddizione, che è anche dispendiosa e che in termini di spesa si somma a quella delle altre Agenzie (Arisme, Messina Social City, Patrimonio Messina SpA) doppioni di strutture esistenti che ha inventato, insorgono i sindacati e la stampa libera, mentre nessun consigliere comunale ha ritenuto di agitare politicamente questo tema, anche se nei corridoi del palazzo e su internet se ne parla tantissimo. I cosiddetti rappresentanti del popolo, sembrano essere ormai essere diventati i rappresentanti di se stessi, si nota che dopo avere votato il famoso “Salva Messina” sotto la minaccia delle dimissioni del sindaco, che avrebbe comportato anche la loro decadenza, se ne stanno in coerente e mortificante silenzio. Da notare infine che il Comune di Messina che avendo assaggiato la dispendiosa e forse non necessaria figura del Direttore Generale, non ha mai avuto la capacità di istituire una figura veramente importante: quella del Difensore Civico. Durante la sindacatura Genovese l’avvocato Aurora Notarianni, rappresentante di Emergency a Messina, aveva sviluppato una intensa campagna di sensibilizzazione politico-istituzionale per la costituzione dell’Ufficio del Difensore Civico di Messina. La prematura decadenza della Amministrazione Genovese, per via di un ricorso di una lista di napoletani che non era stata ammessa al voto, pose fine alla procedura che non venne più ripresa. Il difensore civico è una figura di garanzia a tutela del cittadino, che oggi a Messina, in presenza di un Consiglio comunale che brilla per la sua timidezza e di un sindaco che si caratterizza per la sua smania di potere, potrebbe essere di grande utilità. Attualmente il compito di accogliere i reclami e le istanze dei cittadini viene svolto in maniera episodica ed estemporanea da diversi soggetti e associazioni che spesso esauriscono la loro azioni con sfoghi, talvolta anche molto ironici, su internet, ma che lasciano il tempo che trovano. I sindacati vigilano sui diritti dei lavoratori, soprattutto Uil e Cgil che non hanno aderito a quel cartello del cosiddetto “salva Messina” che ha imbrigliato quelle sigle che lo hanno sottoscritto e che ora trovano difficoltà ad uscirne. Ma i sindacati tutelano i lavoratori, senza tetto, portatori di handicap, soggetti fragili, anziani etc. vivono e talvolta muoiono in un cono d’ombra che non vede mai la luce.  I Partiti, praticamente, non esistono e, quindi non fanno sentire la loro voce, mentre De Luca fa arricchire gli uomini e le donne del suo staff.

  • Tratto dal settimanale I VESPRI

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