L’Ospedale di S. Agata Militello agli onori della cronaca di Giovanni Frazzica
L’Ospedale di S. Agata Militello agli onori della cronaca di Giovanni Frazzica
L’Ospedale di Sant’Agata di Militello è da diverso tempo al centro di mille polemiche, ma la Cisl fa un discorso diverso, riporta all’attenzione della politica la necessità del completamento della struttura di contrada Cuccubello. Recentemente il dibattito è partito invece dal Punto nascita dell’Ospedale di S.Agata Militello che ha fatto registrare numerosi interventi della Uil, dei Sindaci del Distretto e del Tribunale per i Diritti del Malato che è giunto ai piani alti della Sanità regionale e nazionale. “La chiusura del punto nascita dell’Ospedale fa accendere nuovamente i riflettori su quello che ciclicamente appare come un anello debole del decreto Balduzzi – ha scritto il TDM in un documento – forse non è questo il caso, perché il sindaco di Sant’Agata, Bruno Mancuso, è intervenuto con fermezza ed il Direttore Generale dell’Asp, Paolo La Paglia, è stato tempestivo nel precisare che la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia è solo temporanea. Tuttavia il punto nascita di Sant’Agata Militello diventa emblematico di una più generale situazione in cui si muove il Paese, che era capace di versare ettolitri di lacrime leggendo ieri: ”Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci e che, oggi, vuole rendere gratuiti gli asili nido, obbligatori i seggiolini anti-abbandono e tassare le merendine iper-grasse come misura anti obesità. Ma per fare tutte queste belle cose i bambini devono innanzitutto nascere. Ed è probabilmente questa della nascita la fase in cui occorre la massima attenzione e la massima elasticità nell’ambito di un percorso strategico che ha tra le sue finalità anche la lotta alla denatalità. Non dobbiamo infine dimenticare che un presidio sanitario collocato a Sant’Agata Militello serve non solo comuni dell’area costiera, ma anche numerosi comuni della montuosa area nebroidea che avrebbero ulteriori insostenibili difficoltà a doversi allontanare per essere assistiti per questa delicata prestazione. Per questo invitiamo il dr. Paolo La Paglia a far sì che che “l’ASP di Messina ponga in essere tutte le possibili soluzioni tecniche ed organizzative per superare la criticità e consentire che anche a S.Agata M.llo l’evento nascita avvenga nel pieno rispetto delle disposizioni di legge tese a garantire la sicurezza delle donne e dei nascituri” – come lui stesso dice, ma, nel più breve tempo possibile”. Invece la Cisl riporta all’attenzione la necessità di una struttura ospedaliera idonea come poteva essere quella prevista in contrada Cuccubello rimasta incompiuta. A dirlo sono la Cisl e la Filca Cisl di Messina. “La miopia dei governi regionali, purtroppo, non ha previsto finanziamenti per portare a completamento una struttura in cui si potevano allocare sia l’ospedale che i servizi del territorio e, oggi, i Nebrodi ne pagano le conseguenze con una sanità decimata, con ridotti servizi all’utenza che penalizzano sempre più la popolazione. Soltanto, qualche mese addietro la regione ha tolto le ultime speranze depennando il costruendo ospedale dal piano degli investimenti per edilizia ospedaliera per cui ormai il rudere di contrada Cuccubello è diventato il simbolo di una politica dello spreco. Auspichiamo un’iniziativa unitaria di tutta la deputazione regionale e nazionale eletta nella provincia di Messina per chiedere un intervento mirato di edilizia sanitaria ed ospedaliera poiché senza strutture idonee e sicure l’ospedale di S. Agata Militello rischia di essere ulteriormente penalizzato con la chiusura di altri reparti e servizi”. Cose giustissime, ma che richiedono tempi lunghi e larghe intese. Laddove invece si è trovato un accordo tra i sindaci del Distretto è stato sull’impegno a far si che venga mantenuto il punto nascita di Sant’Agata. Questo anche perché, con i tempi che corrono, gli amministratori della zona temono l’effetto domino, per ogni servizio si può infatti dire che a venti minuti di macchina c’è un altro ospedale e, così dicendo, alla fine, si farà chiudere tutto l’Ospedale. L’imprevedibile resistenza dei nebroidei ha fatto si che la Regione, per uscire dall’empasse, nominasse Angelo Pellicanò commissario ad acta del presidio ospedaliero di Sant’Agata di Militello. Lo ha nominato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, con un proprio decreto per lavorare a stretto contatto con i vertici dell’Asp di Messina. “Abbiamo voluto affiancare alla direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina, alla quale confermiamo fiducia e apprezzamento, una figura dedicata che dovrà provvedere al superamento di gap che si registrano a Sant’Agata di Militello”, ha detto l’Assessore Ruggero Razza commentando il provvedimento. “Si tratta di una misura che dimostra la grande attenzione che il governo Musumeci riserva al territorio dei Nebrodi che merita ogni iniziativa utile al proprio sviluppo”. Il neo commissario affiancherà il Direttore generale “per superare le gravi criticità organizzative e strutturali che in relazione all’evento parto non garantiscono, né per le partorienti né per i nascituri, il mantenimento degli standard fissati dalla normativa di settore”. Il Commissario ad acta, in accordo con la Direzione strategica dell’Asp di Messina, avrà infatti il compito di “valutare tutte le iniziative da assumere in relazione all’avvio e all’ultimazione dei lavori di ristrutturazione, adeguamento e messa in sicurezza del Punto nascita di Sant’Agata di Militello”. Infine, conclude la comunicazione, spetterà al neo commissario attuare ‘tutte le direttive assessoriali in materia di interventi infrastrutturali eventualmente rimasti ineseguite presso il medesimo Presidio Ospedaliero”. L’incarico conferito ad Angelo Pellicanò, già manager di altre importanti Aziende ospedaliere, risulta essere a titolo gratuito. E, con i tempi che corrono, appare una notizia da sottolineare come positiva.
