Stop Covid logora chi è in vantaggio, ora piano B
ELEZIONI AMMINISTRATIVE Lo stop Covid ha logorato chi era in vantaggio, ora piano B. Guadagnano Formica e Italiano a Milazzo, Torre e Mamì a Barcellona.
Oltre agli effetti della crisi sanitaria, che ha sconvolto le nostre vite e le nostre abitudini, come è ormai assodato dobbiamo prepararci a subire una gravissima crisi economica, in più, nei comuni dove il 4 e 5 di ottobre si andrà al voto per le elezioni amministrative, occorrerà prendere atto degli effetti collaterali che il fenomeno sanitario ha prodotto sulle dinamiche politiche. A Milazzo, per fare un esempio, il rinvio delle elezioni ha consentito al sindaco Formica, che già da alcuni mesi aveva dato vigore ad una azione amministrativa, che nella parte centrale del suo mandato non era stata considerata molto brillante, di riprendersi ulteriormente, utilizzando al meglio questi insperati “tempi supplementari” concessi dal rinvio per motivi sanitari. Effetto inverso ha determinato invece il rinvio sul candidato Midili che, avendo acquisito il sostegno degli on. Galluzzo e Genovese, quest’ultimo sottratto all’avversario Lorenzo Italiano, sembrava sul punto di fare una marcia trionfale verso il palazzo dell’Aquila. Per Italiano infatti la perdita del sostegno di Genovese era stato un colpo durissimo dal quale però si è ripreso grazie anche all’antico rapporto di amicizia con Alessio Andaloro che gli ha offerto il sostegno esterno della Lega ed alla ritrovata solidarietà con gli amici di Forza Italia ed oggi si unisce a lui anche la lista di AmiAmo Milazzo. Giovanni Utano, altro candidato civico, vuole meglio vedere cosa sta succedendo e rinvia la presentazione della sua eventuale candidatura al 5 luglio. Quindi la variabile tempo determinata dal Covid non è stata affatto ininfluente, nè a Milazzo, né a Barcellona dove l’avv. Pinuccio Calabrò, designato inizialmente dagli on. Calderone e Catalfamo come candidato sindaco, creando la rottura del centro destra, aveva, alla ripresa delle attività, con gesto di rara sensibilità politica, rimesso il suo mandato sul tavolo del centro destra nel tentativo di facilitare, anche attraverso una sua eventuale rinuncia un discorso unitario. Tuttavia, come spesso accade alle nostre latitudini, quando si fanno discorsi troppo raffinati o non vengono compresi o suscitano diffidenza. E così pare sia stato per il discorso di Calabrò, la coalizione di centrodestra, formata da OraSicilia, Diventerà Bellissima, Udc e Fratelli d’Italia, che si riconosce in Ilenia Torre candidato sindaco, sembra considerare il documento di Calabrò una sorta di cavallo di Troia per scompaginare la concorrenza. Al contrario, nell’area Calderone-Catalfamo il gesto di Calabrò viene interpretato come il desiderio di avviarsi verso un alleggerimento della tensione che per mesi ha dovuto sopportare nel sostenere il ruolo di sindaco designato. E quindi c’è chi pensa già ad un eventuale piano B e, fermo restando che il piano A rimane centrodestra unito Pinuccio Calabrò sindaco, già ci sono dei nomi per una ipotetica panchina. Si va dal solerte vice-sindaco Filippo Sottile, che sarebbe gradito a Roberto Materia come continuatore della sua esperienza, all’avv. Giovanni Mazzu, che potrebbe rinunciare alla nomina all’Iacp, all’avv. Rino Nania, fine intellettuale di destra, attualmente parcheggiato in Diventerà Bellissima, e, dulcis in fundo, Giusi Turrisi che aiuterebbe, secondo le intenzioni di alcuni, al allargare a sinistra il consenso calderoniano. Come si può dedurre da queste confuse notizie, che rispecchiano in qualche modo la stessa confusione che regna negli ambienti politici, aggravata dal passaggio del Covid, è molto probabile, quasi certo, che se accordo di centro destra ci potrà essere per le candidature di Milazzo e Barcellona dovranno intervenire dei tavoli di Palermo o forse anche di Roma. G.F.
