Leonardo, fiction Rai che fa discutere di Patrizia Zangla
“LEONARDO”, LA FICTION RAI CHE FA DISCUTERE (Di Patrizia Zangla)
“Leonardo”, serie dedicata a Leonardo Da Vinci per rievocarne la creazione delle opere, co-produzione internazionale, fa discutere.
Sul piccolo schermo appare un Leonardo dai capelli neri e barbuto, giovane dal carattere irrequieto e dal temperamento ambizioso, che si accompagna a una giovane e bella ragazza, che ci viene presentata come Caterina da Cremona, sua modella divenuta musa ispiratrice, presenza costante nella sua travagliata esistenza fino all’accusa del suo omicidio. Altrettanto aitante è Ludovico il Moro, bello e biondo, nella serie si reca a Firenze per chiedere i servigi di Leonardo, che approderà a Milano dove lo accoglie la bella Beatrice D’Este.
È andata così?
Il tema è insidioso, rimanda al rapporto fra memoria e storiografia, alla distinzione che intercorre fra un saggio storico, un romanzo storico e un’opera di finzione, generi diversi che rispondono a dettami diversi che in linea di principio andrebbero osservati.
La nostra è l’epoca dei “Fantasy”, delle avvincenti saghe di ambientazione medievale o moderna, in realtà nulla di nuovo o poco di nuovo, già nelle epoche passate molti autori si sono cimentati in opere di questo genere e con grande fortuna, giusto per citarne qualcuno Dumas, Scott e il nostro Manzoni e persino il più grande narratore francese Victor Hugo.
Ludovico il Moro, meglio Ludovico Sforza duca di Milano -figlio di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, reggente per il nipote Gian Galeazzo a cui finì con l’usurpare il potere- come dice il suo soprannome era moro, non sappiamo con certezza se questa sia la motivazione del soprannome, tuttavia, sappiamo che aveva un taglio a caschetto -come è raffigurato in più ritratti-, che il padre lo chiamava maurum per la carnagione scura e gli occhi e i capelli neri, che non si recò a Firenze, anzi, al contrario, è Leonardo a recarsi a Milano supportato da Lorenzo il Magnifico, e che quando vi arriva non trova la bella Beatrice -all’epoca era ancora bambina e viveva a Napoli alla corte di Ferrante d’Aragona- solo anni dopo sarebbe diventata la sposa del Moro.
È questa l’Italia delle corti e delle Signorie trafitte da congiure per il potere ma anche culle del mecenatismo.
Leonardo fu accusato di sodomia e non di omicidio, da giovane non aveva la barba, al tempo non era in uso, i commenti dei contemporanei lo descrivono biondo da giovane. Certa è l’accusa di sodomia, ma le cronache riferiscono anche di un Leonardo cui piaceva lasciarsi sedurre dal fascino femminile.
Leonardo artista, musico, scienziato, ingegnere avido di conoscenze e di saperi, studioso attento mai pago, poeta raffinato.
“Guarda il lume e considera la sua bellezza
Batti l’occhio e riguardalo
Ciò che di lui tu vedi, prima non era
E ciò che di lui era
Più non è…
Così il tempo presente”.
Leonardo, genio grandioso ma anche Leonardo genio maledetto come lo presenta la serie televisiva?
Una maledizione che lo affligge dall’infanzia?
Ma qual è la linea invalicabile per evitare fraintendimenti?
Un saggio rimanda a una ricerca scientifica -basata su fonti documentarie e narrative- che conduce a una parallela opera di ricostruzione e narrazione, comprensiva di valutazioni e giudizi a opera dello storico, in questo risiede l’importanza interpretativa di un evento. In esso nulla è inventato perché il fine è perseguire il vero. Certo, più l’autore è bravo a muoversi nella struttura semantica e più può rendere con la sua scrittura seducente, affascinante il suo racconto. In alcuni casi potrebbe persino non sembrare vero.
Sostanzialmente invece un romanzo storico è un’opera di finzione, mantiene lo sfondo, l’atmosfera storica attraverso un rimando dettagliato, più o meno accurato ai costumi, per tratteggiare l’ambientazione della vicenda, quanto comunemente è chiamato “contesto”, in cui far muovere i suoi personaggi. “Suoi” nel senso che possono essere realmente esistiti, ma per converso anche totalmente inventanti -come la Caterina televisiva- anche “suoi” nel senso che l’autore può coniugare, divertirsi a miscelare il vero e il verosimile.
Per lo storico o storica – la nostra misoginia porta a non adoperare comunemente il termine al femminile, per secoli la scrittura, in particolare quella storica, è stata esclusivo appannaggio dell’uomo, si sa che per le donne vi erano altri ‘sollazzi’, il ricamo, la cura del giardino di casa etc. etc.- la difficoltà è reperire la documentazione, strumento necessario mediante cui penetrare anche nei meandri più nascosti dei fatti, persino di quei fatti che spesso sono manipolati, mistificati ab initio, veicolati attraverso depistaggi informativi nati con la complicità dei mass media, funzionali a scopi politici, ideologici, in pratica utili per fa conoscere “la verità” voluta dai potenti del momento. Così i documenti sono il limite rispetto alla fantasia di un autore ma nel contempo la risorsa-forza dello storico perché gli consentono di avvicinarsi alla verità.
Il rischio delle fiction, i vecchi sceneggiati- più o meno riusciti, è muoversi bene nelle interpretazioni perché forzature temporali possono essere lette come certezze, dare l’illusione di aver compreso un periodo, un evento, una personalità del passato. Analogamente gli espedienti narrativi per creare una vita parallela a quella del personaggio, una realtà parallela a quella storica devono essere sapientemente e abilmente centellinate.
Certamente sin dalle intenzioni il “Leonardo” Rai è pseudo storia -per fare un altro esempio chi si occupa di araldica sa che al tempo narrato Milano era sotto i Francesi e lo stemma alle porte del Castello Sforzesco non poteva essere quello rappresentato nella serie -con l’aquila imperiale e la vipera viscontea-, la promozione del sapere che si richiede a una rete pubblica deve essere accurata, non ci assolve asserendo che non si tratta di un documentario, questo è lapalissiano, in caso contrario si può uscire dall’impasse con altro titolo, ma chiaro nella sua intenzione per esempio Storia di Leonardo e Caterina, storie del Rinascimento.
In ogni caso, auguriamoci che favorisca l’amore per l’arte, il sapere, i libri … .
Resta un’unica certezza: la grandezza incommensurabile del genio Leonardo. Ma sì -raramente accade- qui ce lo possiamo permettere: Leonardo è l’immensa grandezza italica.
