LA MISCHIA, LE SCONFITTE E L’ASTENSIONISMO

LA MISCHIA, LE SCONFITTE E L’ASTENSIONISMO

LA MISCHIA, L’ACETO DELLE SCONFITTE E LA STRANA BALDORIA DELL’ASTENSIONISMO di Gianfranco Fisanotti

La grande cagnara che ha caratterizzato la campagna elettorale ha avuto effetti abbastanza chiari sui cittadini che, con percentuali bulgare, hanno disertato le urne prendendo le distanze dalla politica. Molti pozzi
elettorali erano avvelenati dagli scandali dell’ultima ora che sicuramente hanno turbato il clima già pesante della campagna amministrativa. Le uscite di Giorgetti, Ministro della Lega,
hanno aperto il varco ad interpretazioni divisive in
contrasto con la linea del Leader Salvini. Il Movimento 5 Stelle ha
brillato per il calo dei consensi molto vistoso specie nel Nord
Italia e per l’abbraccio con il PD, voluto fortemente dall’avv. Conte,
che ha portato fortuna solo al PD.
Stupisce non poco l’esito di De Magistris rimasto letteralmente
fuori dai giochi in Calabria per via di una legge elettorale regionale che premia solo il vincitore ed il secondo
arrivato. La Lega ha conquistato oltre 70 nuovi sindaci, ma non ha fermato la corsa di Sala a Milano. Calenda
in quel di Roma ha avuto una discreta affermazione, ma è escluso dalla corsa per il Campidoglio, come Virginia
Raggi. Infine, Giorgia Meloni può dirsi parzialmente soddisfatta, ma nessuno può cantare vittoria, nemmeno
Berlusconi che ha vinto – sì – in Calabria, ma che nel resto del Paese è abbastanza debole. Il campo di battaglia
ha lasciato a terra molti aspiranti sindaci, mostrando lo scenario di un Centro Destra poco compatto e di un
Centro Sinistra egemonizzato dal PD. Il Movimento 5 Stelle rischia di diventare marginale in questo continuo
rimorchio sulle posizioni del Partito Democratico: non a caso molti parlamentari del Movimento si sono già
dissociati e Di Battista riscuote molti consensi, mentre Conte riempie le piazze ma, poi, le urne sono vuote. In
questo contesto parlare di ripresa, di economia e di turismo è come giocare a “chemin de fer” con i burocrati di
Bruxelles o, se preferite, alla roulette russa con l’alta finanza o con il mercato. Prosegue l’attività del Governo
che vuol mettere mano alla riforma del catasto promettendo di congelare l’aumento delle tasse: trattasi di
buoni propositi, ma non sembrano credibili e sono poco rassicuranti per il parco alberghiero italiano perché
con le nuove rendite catastali non è assicurata l’invarianza del gettito. Tutto è bene quello che finisce bene.
Certo, le elezioni hanno inasprito lo scontro tra le forze politiche e sono entrati in campo nuovi fattori divisivi
come le possibili elezioni politiche anticipate e l’ardua battaglia per il Colle. V’è una strana competizione tra i
fatti, l’azione di Draghi e gli annunci della politica nelle piazze con un groviglio di conseguenze che non promette nulla di buono. – segnalato da TURISMO NEWS

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