La “mala Pasqua” di Cateno

La “mala Pasqua” di Cateno

ANTOLOGIA Al gioco del “solo contro tutti” De Luca perde l’intellighentia di Giovanni Frazzica

Tra le iniziative poste a sostegno dell’azione di propaganda della Protezione Civile messinese, che di fatto agisce secondo le direttive del sindaco, che a sua volta ispira l’Assessore al ramo Massimo Minutoli, una è risultata particolarmente infelice: ‘Io rustu a casa pi cazzi mei’. Santa Pasqua a tutti voi”. E’ questo il messaggio registrato dal sindaco di Messina Cateno De Luca con la sua stessa voce e diffuso dagli altoparlanti di automobili del Comune che giravano per le strade della città’. Questa modalità e questa frase non sono piaciute a molti cittadini, soprattutto a quelli di ceto medio alto che, in diverso modo, hanno voluto manifestare la propria indignazione. L’Avv. Maristella Bossa ha scritto alla Segreteria dell’Arcivescovo Monsignor Accolla ed al Sac. Bartolo Saltalamacchia questa nota: ”Salve Padre, chi scrive è l’avv. Maristella Bossa, del foro di Messina, residente in Messina, fedele frequentante la parrocchia della SS Maria della Consolazione di Gravitelli e consorella della confraternita della Mercede. Inoltro questa mail allegando contributo video che vorrete analizzare per convenire con la scrivente nel formulare la seguente osservazione. E’ inaccettabile che in queste ore di Santa Passione, in cui i fedeli, costretti alla clausura domiciliare, già patiscono gravi sofferenze individuali e si trovano costretti alla lontananza dai luoghi di culto, debbano inevitabilmente ascoltare il messaggio volgare che viene diffuso dagli altoparlanti dell’autovettura circolante per le strade della città e ripresa nel video che allego. Potrete, infatti, sentire che la voce diffusa dagli altoparlanti, verosimilmente attribuibile alla persona del sindaco di Messina (o almeno tale pare il timbro percepibile), nel ribadire l’ordine impartito ai cittadini di rimanere presso le proprie abitazioni, diffonde il seguente messaggio “io rustu a casa pi cazzi mei, Santa Pasqua a tutti voi”. L’accostamento delle parole volgari all’augurio di una Santa Pasqua, quasi con la pretesa di creare una rima, vilipende all’evidenza anche il sentimento religioso, pertanto si chiede a Sua Eminenza, e, per Ella, alla Segreteria a cui si scrive, di attivare, senza indugio, le procedure istituzionali atte a richiedere l’inibizione del transito, nelle strade cittadine, dove la nostra fede sarebbe scoppiata al sole della nuova Pasqua, delle autovetture che diffondono l’augurio pasquale, accostato ad espressioni contrarie alla pubblica decenza, che con grande costernazione ho dovuto trascrivere nel corpo della presente”. Altri cittadini, tramite l’avv. Santi Delia, hanno presentato un esposto in Procura. “Scopo del sindaco – si legge nella denuncia – sembra quello di ribadire l’invito a rispettare le indicazioni normative vigenti, ma viola, per modi e toni, i più basilari principi del vivere civico, della sobrietà e del decorso istituzionale rappresentando, al contrario, un messaggio così inadeguato da ingenerare confusione in chi lo riceve tale da non comprendere la distinzione tra sacro (Santa Pasqua), serio (ribadisce l’ordine a non uscire di casa), e faceto (‘io rustu a casa pi cazzi mei’)”. Non sarebbe stato più utile utilizzare i normali e più’ efficaci mezzi d’informazione e i social?, si chiedono i firmatari dell’esposto. Si possono indirizzare messaggi cosi’ concepiti a “soggetti minori o incapaci di valutare con autonomia e discernimento il contenuto?”. Nell’esposto – spedito anche al prefetto, al Ministero dell’Interno, al Garante dei minori del Comune – si chiede, tra l’altro, l’immediato intervento delle Autorità“al fine di bloccare la circolazione dei mezzi”. Nè il Vescovo poteva rimanere insensibile a questa levata di scudi della cittadinanza e infatti, parlando in Cattedrale, ha detto: «Cerchiamo di avere tanta attenzione per questi nostri fratelli che vanno tutelati con la carezza e l’attenzione di chi sa usare linguaggi appropriati, non sprovveduti e volgari. In città se ne sentono parecchie. E’ una vergogna. Dovrebbe pentirsi pubblicamente chi va veicolando linguaggio turpe. Non possono celebrare e augurare la Pasqua quei cittadini che sono volgari nel loro linguaggio. Sono fortemente amareggiato perché il popolo di Messina non merita questo tipo di insulti». Che dire? Al sindaco De Luca erano stati perdonati molti eccessi e molti errori che erano stati ripianati sempre con la considerazione della sua efficienza (vera o talvolta presunta che fosse), tuttavia l’episodio di cattivo gusto, le parolacce mescolate con gli auguri per la Santa Pasqua, sottolineato dallo stesso Vescovo di Messina ha determinato l’inizio di una sorta di parabola discendente. Da distinguere tuttavia che il fenomeno non è generalizzato. C’è una fascia della popolazione, quella dei cosiddetti bisognosi, che in questi giorni fruisce massicciamente dei servizi di assistenza comunale erogati tramite la “family card” o la busta della spesa, che rimane legato alla linea deluchiana. Si tratta, secondo i dati ricavabili dal numero dei bonus distribuiti, di oltre 10mila persone con le relative famiglie. A questa massa di persone ultra sfortunate, in mezzo ai quali, come sempre avviene, si celano i furbetti, poco importa delle buone maniere o del rispetto dei diritti costituzionali: vogliono mangiare e basta e gli viene fatto credere che ciò è possibile grazie alla bravura del sindaco. In realtà non è così e lo sanno bene tanti cittadini di media intelligenza che si informano e che sanno che tutti i sindaci siciliani di comuni grandi e piccoli hanno organizzato in varie forme la distribuzione di risorse e beni di consumo tra la popolazione, evitando però di inneggiare al miracolo. La distribuzione dei pani e dei pesci, nonché delle uova di Pasqua che ha visto De Luca protagonista di censurati assembramenti presso le baracche di via Taormina, lo ha posto ancora una volta al centro dell’attenzione come “massima autorità”, ma c’è un rovescio della medaglia: il funerale di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, con relativo accompagnamento di parenti e devoti. Qui la massima autorità si ecclissa, come ha fatto per la vicenda degli sciatori o per la casa di riposo di vi 1° Settembre, dove sono morte 21 persone su 40 decessi registrati in tutta la provincia di Messina. Ma sul caso Sparacio anche qualche tv nazionale mette il naso, la vicenda è troppo grossa e ghiotta, ne parla anche il giornale inglese The Guardian, la Rai, i giornali on line locali, che prima lo osannavano, ora incominciano a prendere le distanze. De Luca accusa il colpo, passa una notte senza dormire, l’idea di vedere associato il suo nome alla mafia lo terrorizza. Superato lo smarrimento il giorno dopo riparte all’attacco, minaccia di querelare Monica Leofreddi, che ha realizzato il servizio sul funerale, e la stessa Rai, inoltre riprende ad attaccare con sistematico accanimento il Presidente Musumeci, suo potenziale rivale in una ipotetica corsa per la Presidenza della Regione siciliana, fra tre anni se tutto va bene. Ma vi sembra una cosa sensata fare ciò quando siamo ancora in piena emergenza COVID?

  • TRATTO DAL SETTIMANALE I VESPRI

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