Io ho un sogno di Pippo Previti

Io ho un sogno di Pippo Previti

Io ho un sogno

Diario di bordo. Messina 22 marzo 2020, Domenica. Contaminati circa 50. In crescita.

Rifletto in attea della S. Messa. Penso a quegli incoscienti che hanno scelto di andare a sciare mettendo a repentaglio i loro stessi familiari e poi la comunità Messinese. Penso a quanto sia sciagurata la scelta di lasciare senza alcun presidio sanitario, né delle forze dell’ordine, l’approdo di Tremestieri, come se i camionisti fossero soggetti immuni o da lasciar stare al loro destino, come se non fosse anche il nostro.

A nulla è servito il grido di allarme che ho inviato giorni or sono a diverse autorità.

Ci sono uomini giusti, altruisti e coraggiosi, come i nostri operatori sanitari e del volontariato e non solo, ma nello stesso tempo uomini stupidi, anche a livello politico e di governo della cosa pubblica.

“I have a dream”. Io ho un sogno, scriveva nel lontano 28 agosto del 1963 Martin Luther King. Questa frase mi ribalza nella mente in questi giorni di grande lutto nazionale in cui un virus maledetto, che non guarda in faccia nessuno, né razza, né genere, né religione, né età o stato sociale, ci manifesta tutta la nostra fragilità di essere umani.

Eppure in questi momenti in cui vediamo grandi gesti di solidarietà e di vicinanza, assistiamo, da parte di alcuni Paesi, ad atteggiamenti di egoismo nazionale non giustificabile, se non con un eccesso di paura.

Eppure questo, nonostante tutto, è il momento migliore per riappacificare l’Umanità. Un’occasione da non sprecare per cercare di realizzare un mondo migliore.

Tendere una mano a chi è a terra, per aiutarlo a rialzarsi. “Se aiuti gli altri, verrai aiutato. Forse domani, forse tra un centinaio d’anni, ma verrai aiutato. La natura deve pagare il debito. E’ una legge matematica e tutta la vita è matematica”, scrisse il filosofo Georges Ivanovic Gurdjieff.

In questi tempi in cui, oltre al virus covid 19, incendi devastano intere nazioni, sciami di cavallette invadono il Kenya, l’Etiopia e la Somalia (si tratta della peggiore invasione di locuste degli ultimi 25 anni), mettendo a rischio la sopravvivenza di milioni di bambini; i livelli di inquinamento (acqua, terra e aria) mettono a serio rischio il futuro del nostro pianeta. Un elemento ancor più grave è rappresentato dagli oltre 350 conflitti sparsi in tutto il mondo, provocando morti, poveri, sfollati, migranti, orfani. E qui mi fermo. Non so se i potenti di questa Terra si rendono veramente conto di dove sta andando questo nostro pianeta.

Se potessi parlare ad ognuno di loro. Se potessi rivolgere un accorato appello a Trump,a Putin, a Erdogan. ad Assad e a tutti i potenti del mondo griderei: basta guerre, è il momento di far cessare le armi e di far parlare la solidarietà. Basta embarghi con l’Iran, basta guerre civili in Siria, in Libia; basta invasioni, basta conflitti tra Ebrei e Palestinesi, nello Yemen, in Sud Sudan, Somalia, Mali, Mozambico, Burkina Faso e così via. E voi terroristi dell’Isis, Al Qaida, Al Shabaab, Talebani, Boko Haram, Houthi, basta odio, basta conflitti. Fate pace con voi stessi e con l’umanità. Questo è il momento giusto. Un’occasione da non sprecare. Un’opportunità per l’intero pianeta.

Ma, purtroppo, basta leggere i quotidiani di oggi per rendersi conto della stupidità dell’essere umano. Corea del Nord. Kim spara altri due missili; Haftar bombarda il centro di Tripoli; la Macedonia del Nord ratifica l’adesione alla Nato e, alcuni giorni fa, anche la Spagna (ma perché ora?)

Questa pandemia mostra quanto siamo piccoli e quanto è necessario che ci aiutiamo l’un l’altro per migliorarci e migliorare questo nostro ed unico mondo. Io ho un sogno. Questo. Niente più guerre. Solo solidarietà fra individui e popoli.

Aprite gli occhi. Se siete nati ciechi, concludeva il Vangelo di oggi, lavatevi nella piscina di Siloe. Un Mondo diverso, migliore esiste e voi lo potreste vedere e realizzare se solo lo vorreste.

Non sciupate questa occasione, non sciupiamola.

“Io resto a casa”.

Messina 22.03.2020

                                                                                                                           Giuseppe Previti

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