Il più andreottiano di tutti di Cosimo Recupero

La crisi di governo è ormai di fatto aperta. Anche se Conte non è ancora salito al Quirinale a presentare le dimissioni è chiaro che non potrà fare finta di niente ed andare avanti, anche perché al primo voto in aula rischierebbe di dare al mondo intero la prova di non avere più una maggioranza.

Insomma, Renzi sta vivendo un altro momento di gloria, come quello che ebbe ad agosto del 2019, quando a Salvini, di ritorno dalle vacanze al Papeete, fece trovare la casa svaligiata, togliendogli ogni velleità di dettare l’agenda al Presidente della Repubblica il quale, secondo il lumbard, avrebbe dovuto sciogliere il parlamento perché lui aveva più followers degli altri.

Insomma è Renzi, oggi come allora, che riesce dare le carte e questo non perché sia più bravo degli altri, quanto perché sono gli altri che, evidentemente, sono più scarsi di lui.

Certo, l’ex Presidente del Consiglio deve stare molto attento, perché se tira troppo la corda, questa potrebbe spezzarsi e farlo cadere nel baratro della irrilevanza elettorale, e quindi politica, alla quale lo condannano i sondaggi, almeno fino ad oggi.

Ma noi pensiamo che in realtà Renzi sappia cosa sta facendo. Certo, è noto che il suo modo di fare politica è abbastanza spregiudicato e dedito all’azzardo, ma probabilmente lui ha chiaro in testa cosa vuole. E questo si deduce anche dal fatto che ha già garantito al governo l’appoggio di Italia Viva per la approvazione del Recovery Plan. In realtà, probabilmente, Renzi ha capito che se vuole avere maggiore visibilità come leader ha bisogno di una tribuna politica più alta e magari pensa a quella di ministro in un ministero importante, che gli permetta di ricucire quella serie di relazioni interne ed internazionali che servono come il pane per costruire carriere politiche a lungo termine. Insomma, Renzi sta sembrando più politico di altri, specie di quei leader sonnacchiosi come Zingaretti e Di Maio che, pur di non andare a votare, sono disposti ad avallare qualunque cosa gli proponga la SRL milanese.  

E per contrastare questa strategia renziana a nulla vale il disperato tentativo dei fedelissimi del premier di cercare “costruttori” che facciano da stampella al governo. E già questa parola, “costruttori”, dovrebbe dare la misura di quello che è questa crisi. Sì, perché per uno come Casaleggio che crede nel valore taumaturgico della propaganda, “costruttori” è soltanto una parola che evoca qualcosa di positivo, di operoso, di dedito al bene comune.  Ma costruttori possono essere tutti, anche transfughi berlusconiani, per dire, basta che condividano col governo il motto andreottiano secondo il quale “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Insomma, in tutta questa vicenda Renzi sta tentando di far fruttare il proprio piccolo peso politico mentre Conte si sta barcamenando come può per cercare di galleggiare e di godersi la festa finché dura, dimostrando così di essere il più andreottiano di tutti.

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