IL PERCHE’ DI UN IMPEGNO IN POLITICA DI UN VECCHIO SOGNATORE
IL PERCHE’ DI UN RINNOVATO IMPEGNO IN POLITICA DI UN VECCHIO SOGNATORE
Che cosa potrebbe significare per una persona come me, avanti negli anni e che ha avuto la possibilità (e la fortuna) di vivere alcune stagioni più o meno belle della Storia politica, sociale ed economica di Messina, tornare a ridiscutere con vecchi Amici (pochi purtroppo) di politica, cercando prima di capire e poi di confrontarsi con le nuove e gravi problematiche che assillano la nostra comunità.
E’ un interrogativo che mi sono posto ripetutamente una volta finito il mio impegno come Giudice di Pace e Giudice Tributario.
La prima risposta è stata quella di considerare il mio desiderio di impegno politico non adeguato ai tempi che viviamo e che sarebbe stato più consono per la mia età dedicarmi ai miei nipoti ed a quelle letture di Economia e di Filosofia che sono state fin dai tempi giovanili ed universitari la mia vera e propria passione, mai potuta pienamente soddisfare sia per motivi lavorativi che per l’impegno politico che mi aveva fin da giovanissimo coinvolto totalmente sia, prima, a livello partitico (la vecchia e gloriosa Democrazia Cristiana), che. dopo, come Consigliere Comunale di Messina e successivamente come Assessore agli Affari Istituzionali e del Personale, nonché ai Lavori Pubblici nelle Giunte di fine Prima Repubblica.
Però, questa mia riflessione se fosse stata utile ed in che modo la mia presenza nel confronto politico cittadino, mi ha permesso di ripercorrere le vicende politiche che riguardavano Messina fin dal 1994 ad oggi e, di conseguenza, mi è sembrato chiaro che in tutti questi anni il comune denominatore della vita amministrativa e politica di Messina era stato caratterizzato dalla più assoluta improvvisazione ed in alcuni casi dalla totale assenza di conoscenza di gestione della Cosa Pubblica; al di là di alcuni brevi periodi in cui si è avuto a capo sia del Comune che della Provincia Regionale, Amministratori che venivano da antiche esperienze vissute nei periodi precedenti alla fatidica data del 1994,
Perciò il nuovo non si era realizzato per un motivo semplicissimo: la caduta del vecchio assetto polittico-amministrativo a livello nazionale e di conseguenza anche locale, sotto i colpi di Tangentopoli (con i suoi numerosi chiaroscuri) non aveva permesso il formarsi di una nuova Classe dirigente a livello sia locale che nazionale.
Pertanto in tutti questi anni ai è assistito ad un vuoto di presenza politica, soprattutto da parte di buona parte di quel mondo cattolico, che ha comportato un sempre più grave allontanamento delle nuove generazioni dall’impegno politico, inteso come partecipazione attiva alla gestione amministrativa della propria Comunità.
Perciò, si è verificato il fenomeno opposto del sorgere di una grande partecipazione tra i più giovani sul versante dell’impegno civile, attraverso un sano volontariato a sostegno di quei valori di partecipazione e solidarietà, che, lontani da personalismi ed egoismi, hanno caratterizzato questi ultimi anni.
Cioè la grande maggioranza del Popolo italiano non riconosceva più nei nuovi Partiti della cosiddetta Seconda Repubblica quelle libere Associazioni di cittadini, preposte a rappresentare i loro bisogni e le loro esigenze primarie, comportando così non solo la crisi dei Partiti, ma lo stesso degrado delle Istituzioni.
Conseguentemente, in una Società così complessa, dove le diversità ancora aspettano di essere eliminate e dove le presenze nelle istituzioni pubbliche, spesso vengono occupate dai più furbi attraverso il mercimonio del consenso popolare, al solo fine di raggiungere occasioni di accaparramento di maggior potere e di facili guadagni e di altrettante rapide ed inspiegabili carriere politiche, diventa necessario, come detto più volte da Papa Francesco, che il cattolico senta il dovere di un suo più concreto impegno sia in politica che nelle Istituzioni
Un impegno che deve vedere tutti coloro che ancora credono nei valori della democrazia e della partecipazione, a prescindere dall’età e dalla professione che svolgono, di dare un segno tangibile della loro presenza nelle rispettive Comunità dove si trovano ad operare; convinti che lo spazio lasciato libero nella Società da parte della maggioranza silenziosa della gente, che purtroppo per disaffezione giunge al punto di rinunziare al suo diritto di voto e di scelta di una vera classe dirigente, diventa terreno fertile per tutti quelli che, pur essendo minoranza nella Società, riescono a farsi portatori di falsi valori, ingannando tutta quella amplissima fascia di povera gente e di media borghesia che si ritrova ogni giorno sempre più vicina alla soglia del bisogno e della disperazione.
Tutto questo perché in una Società dove non vengono riconosciuti a tutti i diritti più essenziali, l’ingiustizia regna sovrana e gli affaristi di turno, sotto la falsa veste di difensori dei diritti della povera gente, ammantati di comodo populismo, si improvvisano amministratori della cosa pubblica, narcotizzando, attraverso false promesse e vecchi metodi corruttivi, una Società sempre più destinata al degrado economico e morale.
Per questi motivi tutti coloro che hanno a cuore una Società più giusta, improntata ad un nuovo umanesimo, debbono, nei diversi ruoli, reagire ed impegnarsi in politica.
Un impegno che trova pronta anche una persona come me, che conscia dei propri limiti, sente solo il bisogno di trasmettere a tutti quei giovani che vogliono impegnarsi in politica nell’ interesse della propria Città, un messaggio di speranza, ricordando loro di come era bellissima Messina, e di come con l’aiuto di tutti possa ritornare punto nevralgico di nuovi interessi e di nuove opportunità di progresso e di benessere per tutti e non per pochi. Franco PITRE’
