Grillo stravagante danneggia il Pd di Giovanni Frazzica
Le stravaganze di Grillo danneggiano il Pd di Giovanni Frazzica
Il 6 Giugno Salvo Andò aveva scritto sulla Sicilia di Catania una nota che iniziava con queste parole: “Con Conte, che ogni giorno assume posizioni diverse pur di far perdere voti al Pd, ogni tentativo, portato avanti dalla Schlein, di stabilire una solida alleanza con i 5S è destinato a fallire. Così stando le cose, costruire l’alternativa al centrodestra è un’impresa impossibile. Conte, anche quando manifesta una qualche disponibilità al dialogo con i democratici, lo fa nell’ottica di potere conseguire dei vantaggi per il proprio partito”. E’ evidente che il suo saggio ragionamento non è stato tenuto in alcuna considerazione dalla Segretaria Pd Schlein che è andata a tuffarsi tranquillamente nel bagnetto di folla organizzato da Giuseppe Conte in onore del ritorno sulla scena di Beppe Grillo. Prima reazione palese alla incauta partecipazione all’evento le dimissioni di Alessio D’Aamato dall’Assemblea Nazionale del Pd. “Ho comunicato a Stefano Bonaccini le mie dimissioni dall’Assemblea Nazionale del Pd“ – scrive su Twitter il Consigliere della Regione Lazio, Alessio D’Amato – “Brigate e passamontagna anche No, è stato un errore politico partecipare alla manifestazione dei 5s”. “Vi voglio bene – continua D’Amato – ma non mi ritrovo in questa linea politica. Continuo a lavorare per una alternativa ai sovranisti e ai populisti”, conclude il candidato alla regione Lazio alle scorse elezioni ed ex assessore alla Sanità con Nicola Zingaretti. “Ho comunicato a Stefano Bonaccini che non mi ritrovo proprio in questa modalità e dunque rassegno le dimissioni“. Da Bonaccini è arrivata “la risposta che mi attendevo da chi ha quel ruolo. Ma gli ho spiegato che la mia decisione è ferma. Le dimissioni si danno, non si annunciano. Sono abituato così’”, spiega D’Amato in un’intervista a Repubblica.it, dopo l’annuncio via Twitter di aver rassegnato le dimissioni dall’Assemblea nazionale dem. Per D’Amato “è stato un errore partecipare a una manifestazione che si è connotata con parole d’ordine inaccettabili: brigate, passamontagna. Anche no. Sono parole inaccettabili per chi arriva da una cultura riformista e di sinistra, che ha sempre combattuto queste forme di violenza verbale. È stato un errore politico e una sottovalutazione, vedo una sorta di spirito gregario in questa partecipazione. Ancora più grave è il mancato ed immediato pubblico dissenso da Grillo e Ovadia. Avverto un grande malessere, peraltro non da oggi. Anche su argomenti sensibili come l’utero in affitto, la posizione assunta sul tema dell’abuso d’ufficio dai nostri sindaci. Non faccio proseliti, semplicemente ragiono con la mia testa. Ho sostenuto Bonaccini nella fase congressuale e mi sono messo lealmente a disposizione, ma questa linea non produce un’alternativa di governo”. Altra spina nel fianco, non meno pungente, anche se in forma localizzata, è quella rappresentata da Antonio Rubino che pone il problema dell’assetto del Pd in Sicilia: “È verissimo – scrive Rubino coordinatore regionale di Sinistra Pd – siamo stati gli unici a dire che il Partito in Sicilia non funziona, che serve una riorganizzazione profonda a partire dei territori, che le costanti sconfitte di questi anni obbligano il Pd e mettersi in discussione, a rompere le righe e a consentire al fiume che ci ha attraversato durante le primarie, con l’elezione di Elly Schlein, di confluire nel partito siciliano. Ancora una volta si è scelta la conservazione, l’autoreferenzialità e l’idea di un partito caratterizzato solo da ‘accrocchi‘ vari e cooptazioni improprie. Tutto ciò nascosto da un singolo richiamo all’unità per il bene del partito”. E se anche questa sarà considerata una voce minoritaria e inascoltata potrà succedere che essendo sull’orlo di un baratro si vorrà fare il classico passo in avanti. Oggi i sondaggi assegnano al Pd un meno 2% e nel pomeriggio si prevede una Direzione “agitata”.
- nella foto l’on. Stefania Marino, siciliana, componente della Direzione nazionale del Pd
