Grasso, Ballistreri, Aprile no a marginalizzazione del Sud
Pino Aprile, Maurizio Ballistreri e Bernardette Grasso al Salone delle Bandiere di palazzo Zanca per parlare del terma: “Il Sud e la crescente marginalizzazione”. Moderatrice del dibattito Lucrezia Lorenzini. E’ stato un confronto tra personalità di primissimo piano, quello organizzato dai Lions Club Messina Colapesce presieduto dal dott. Sebastiano Tamà che ha portato il saluto del Club ed ha sottolineato che al sodalizio da lui presieduto non interessa la politica, ma la soluzione dei problemi. Un secondo saluto importante quello del Vice-Presidente Distrettuale Lions, avv. Mariella Sciammetta, che ha voluto rappresentare la propria preoccupazione per la costante crescente marginalizzazione del Sud, lanciando un appello per promuovere una inversione di tendenza. Maurizio Ballistreri, professore di diritto del lavoro nell’Ateneo messinese e fondatore del nuovo movimento sicilianista “Le Api” ha preso atto del fatto che questo “non governo” ha di fatto cancellato dalla sua Agenda politica il Sud, tuttavia bisogna anche ammettere che gravi responsabilità vanno attribuite alle classi dirigenti meridionali. In una situazione come quella attuale andrebbe fatto un cartello delle regioni del Mezzogiorno d’Italia, andrebbe rivendicata con forza la realizzazione del Ponte come elemento trainante di sviluppo, nella visione della Sicilia come grande Hub nel Mediterraneo, punto centrale di una nuova macroregione. Sono queste le nuove sfide da affrontare nei prossimi mesi. L’autonomia differenziata pretesa da alcune regioni del nord rischia invece di far peggiorare la nostra situazione. Al centro del confronto il giornalista e scrittore Pino Aprile, autore di numerosi libri sul Mezzogiorno ed esponente di una nuova corrente di impegno meridionalista, che ha voluto ricordare alcune pagine dolorose della storia dell’unità d’Italia da cui è stata fatta scaturire la questione meridionale che, fino a quel momento non c’era. Il Sud della penisola era un’area con un suo equilibrio economico e produttivo autosufficiente. Per dirla con le parole di Zanardelli l’unificazione fu questo: non abbiamo fatto l’Italia, abbiamo fatto più grande il Piemonte. Per effetto della guerra di occupazione vennero a mancare al censimento 456.000 persone e dal solo Banco di Napoli l’equivalente di 1500 miliardi di euro. Ed è proprio da queste cose che parte la questione meridionale, che oggi è diventata un fatto culturale, una discriminazione che, in alcuni casi diventa razzismo. Anche Bernadette Grasso, Assessore regionale agli Enti Locali ed alle Autonomie sociali, ha espresso la propria preoccupazione per la forte richiesta avanzata soprattutto dal Veneto e dalla Lombardia di richiedere la cosiddetta autonomia differenziata. In Sicilia si è cronicizzata una sorta di diffidenza nei confronti dello Statuto, che invece è uno strumento utile e importante, che gli altri ci invidiano e che va attuato. L’abolizione delle Province, fatta frettolosamente dal governo precedente, ha creato disservizi e ci ha fatto perdere fondi che noi oggi cerchiamo di recuperare unitamente a quelli della Motorizzazione passati per decreto a Roma. Daniela Randazzo, Presiente della Zona 8, ha voluto rendere una interessante testimonianza relativa al fatto che i giovani del Sud, in età sempre più tenera, sono costretti a lasciare questa terra, prima ancora che per cercare lavoro, per cercare un piano di studi propedeutico ad un percorso che garantisca delle possibilità reali di inserimento. Ha concluso i lavori Angelo Collura, governatore del Distretto Lions 108 Yb Sicilia, con un invito alla speranza, al superamento del disfattismo e della rassegnazione, remore alla costruzione di una buona prospettiva per il Sud. Giovanni Frazzica
