Gli “Onesti” non usino l’Onestà come moneta di scambio
C’E BISOGNO, INNANZITUTTO E SOPRATTUTTO IN POLITICA, DI CREDIBILITÀ E DI FORTE SENSO DEL BENE COMUNE di Guglielmo Rizzo
Gli “Onesti per Professione” la smettano di mettere “l’Onestà” sul mercato, come moneta di scambio !
In uno scenario surreale, inverosimile, in cui l’interlocutore diventa un soggetto immaginario, la Collettività, flagellata da una tempesta sanitaria operata da un virus “invisibile”, quindi da un soggetto astratto, per come dimostrano gli eventi di questi giorni, che interessano la politica in genere, la “Gestione” della Sanità, Figure Istituzionali di rilievo, che certamente “minano” il Collettivo, sbandando “l’interlocutore”, che non sa più in chi ed in cosa credere.
Tra le varie forme di povertà, la Povertà Morale è quella che rischia di mettere a maggiore rischio la dimensione umana.
Sarà il tempo, prima o poi, di una Politica che non sia solo sterile polemica.
Certo è che il grande deficit che si traduce nella crisi di credibilità del momento attuale della politica, rimanda innanzitutto, alla crisi di credibilità dei politici, vecchi e nuovi, oltre alle difficoltà di potere individuare e determinare scelte di competenza, in quanto limitate da veti di interdipendenza, che, di fatto, limitano le capacità decisionali.
Chi è chiamato ad un impegno di pubblica responsabilità, deve dimostrarsi aperto al sano confronto.
Purtroppo la Democrazia Liberale ha dimenticato il Proprio Ideale Fondante, la Sovranità Popolare.
Il Populismo ama porsi alla periferia interna della moderna democrazia. Sorvegliandone e, nello stesso tempo, minacciandone gli equilibri istituzionali.
Il Populismo, per attecchire e crescere, necessità di un contesto anomalo, di un meccanismo congiunturale particolare, caratterizzato da una crisi profonda delle Istituzioni e dei loro rappresentanti, oltreché da in diffuso malessere che si traduce in un processo di delegittimazione e di sfiducia, in ogni classe dirigente, identificabile con lo status attuale.
Senza una crisi di sistema, il Populismo è sicuramente privato del proprio habitat.
Democrazia e Populismo possiedono la stessa radice: Demos e Populus. Che hanno per riferimento il medesimo scopo.
Essi tendono a porsi in maniera complementare.
Quando la Democrazia è in salute, il Popolo trova la sua giusta collocazione e quindi il populismo si ritira.
Quando Invece il Popolo soffre e quindi la Democrazia non è in Salute, il Populismo alza la testa e invade il campo.
Il Populismo assomiglia Tanto a un Ospite Inopportuno, che non ama rispettare le buone maniere, che alza la voce, ama sproloquiare, insomma, un soggetto sgradevole, che potrebbe anche affermare qualche verità sulla democrazia, intesa in senso liberale, come se essa avesse dimenticato i principi fondanti, cioè quelli della Sovranità Popolare, magari tendendo di mettere fuori gioco l’avversario definendolo Populista, anche se l’interlocutore non pratica uno stile comportamentale e un linguaggio sostanzialmente diverso dal suo.
In definitiva, il Populismo sarebbe la forma che la Politica assume nell’epoca in cui Essa si presenta come Assenza
