DOCUMENTO ASSEMBLEA PROVINCIALE PSI MESSINA
DOCUMENTO FINALE ASSEMBLEA CONGRESSUALE PROVINCIALE PSI MESSINA
I socialisti della provincia di Messina, riuniti per l’assemblea congressuale del PSI di Messina, venerdì 25 ottobre a Barcellona P.G., nella sala riunione della Camera sindacale UIL, hanno discusso del tema “I socialisti tra tradizione e modernità”.
Al termine dell’assise, presieduta dal compagno on. prof. Maurizio Ballistreri, i delegati hanno approvato la relazione del compagno ing. Amedeo Gitto, segretario provinciale del PSI. In particolare l’assemblea sostiene la politica nazionale del Partito volta a rilanciare il metodo del riformismo socialdemocratico europeo per affrontare i problemi dell’estensione dei diritti sociali, del miglioramento del Welfare State, della “giustizia giusta”, della crescita dell’economia, dello sviluppo dell’occupazione, di una nuova stagione meridionalista che blocchi la drammatica emorragia della cosiddetta “fuga dei cervelli”, con il crescente flusso di giovani che emigra verso il Nord Italia e all’estero.
I socialisti della provincia di Messina contestano la scelta di ridurre i parlamentari, che costituisce un vero e proprio “taglio della democrazia” e ritengono necessario un referendum abrogativo della legge, mentre evidenziano l’esigenza di una legge di bilancio che promuova la risoluzione di queste problematiche, nel quadro della nuova “questione sociale” che interessa ormai il nostro Paese da oltre un decennio per effetto della crisi globale e dell’austerity europa, riducendo il carico fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati, contrastando l’evasione fiscale, promuovendo politiche di investimento pubblico e di razionalizzazione della spesa corrente.
L’assemblea ribadisce, inoltre, il giudizio negativo sull’attuale governo regionale incapace di affrontare i gravi problemi della Sicilia, tutto rinchiuso nelle logiche degli equilibri interni di potere del centro-destra, con la mortificazione ulteriore dello Statuto d’Autonomia, che abbisogna di un rilancio e anche di una attualizzazione. Ma i socialisti messinesi devono altresì segnalare, anche, l’inadeguatezza del Partito a livello regionale, inesistente sul piano della proposta politica e, sostanzialmente, personalizzato, con l’inibizione della partecipazione e della crescita sul terreno dei consensi e dell’organizzazione.
Allo stesso tempo il PSI evidenzia l’inadeguatezza delle classi dirigenti della provincia di Messina, come testimonia la crescente crisi economica, occupazionale e dei servizi pubblici, a partire dal Comune capoluogo.
Sul piano politico i socialisti ribadiscono la scelta per l’autonomia politica e programmatica del Partito, ma senza alcuna velleità di autosufficienza, coscienti dell’esigenza di creare coalizioni coerenti con la propria storia di sinistra democratica e riformista e alleanze con altre forze e movimenti politici per liste in grado di concorrere al superamento degli sbarramenti elettorali. In questa prospettiva il PSI provinciale apprezza le possibili convergenze programmatiche e intese politiche con Italia Viva e il messaggio al congresso del sen. Davide Faraone, sollecitando il Partito democratico a chiare scelte riformiste legate al socialismo europeo.
In conclusione, i socialisti decidono di rilanciare l’organizzazione sul territorio, individuando responsabili zonali e portavoce comunali, annunciando la costituzione di liste autonome ove possibile ovvero con altre formazioni per le prossime elezioni amministrative, con l’obiettivo di rilanciare la presenza del PSI nelle istituzioni rappresentative, quale soggetto politico storicamente al servizio del mondo del lavoro e della società libera.
L’assemblea congressuale riconferma i compagni Amedeo Gitto e Maurizio Ballistreri, quali segretario e presidente del Psi della provincia di Messina.
