De Luca non fa alleanze anti-Giovannini ma contro Musumeci

De Luca non fa alleanze anti-Giovannini ma contro Musumeci

De Luca sbaglia bersaglio: dovrebbe creare alleanze anti-Giovannini, ma combatte Musumeci di Giovanni Frazzica

Ha suscitato scalpore nel mondo politico regionale la visita che ha fatto il sindaco di Messina, Cateno De Luca, al Segretario regionale del Pd Anthony Lo Giudica che lo attendeva nel suo comune, Pedara. Ovviamente non era una semplice visita di cortesia, molti giornali, peraltro non smentiti, si sono sbizzarriti nell’immaginare la creazione di una alleanza per abbattere il comune “nemico” Nello Musumeci, col sottinteso impegno di un accordo per un De Luca Presidente. C’è da chiedersi se questo incontro propedeutico non si sia basata su un obiettivo sbagliato. E’ Musumeci il vero nemico della Sicilia o è solo un eventuale ostacolo rispetto alle ambizioni di carriera di Cateno De Luca? Probabilmente sono più lucidi l’Assessore regionale Marco Falcone e l’on. Matilde Siracusano che individuano nel Ministro Enrico Giovannini, che ostacola la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, il vero avversario politico della Sicilia. “Non è chiaro – ha detto Falcone – quale soluzione logistica consentirebbe di smontare i treni ad alta velocità a Villa S. Giovanni, imbarcarli su traghetto e rimontarli a Messina. Non occorre essere esperti per capire che chi scinde l’alta velocità ferroviaria dal Ponte dice una cosa senza senso. Al tempo del governo Conte II, col presidente Musumeci incontrammo l’allora ministro Provenzano ed il ministro De Micheli, per approfondire il tema del collegamento stabile sullo Stretto. In quell’occasione erano convinti dell’importanza strategica del Ponte, superando quel pregiudizio ideologico che forse oggi ha ripreso il sopravvento”. Le manovre ostili al Ponte del ministro Giovannini, uomo di peso nel Governo Draghi, presupporrebbero, per essere contrastate, una grande intesa tra tutte le forze siciliane seriamente interessate allo sviluppo dell’Isola. I tatticismi che si fondano su sviluppi di carriera, piuttosto che su uno sviluppo sociale ed economico del territorio non suscitano tanto interesse, ne sono sufficienti a fungere da copertura ad un centro sinistra che, con Angelo Capodicasa, ebbe anche l’onore di esprimere direttamente il Presidente della Regione e che ora langue. C’è da aggiungere che sull’eventuale alleanza Pd-De Luca il Segretario provinciale del Pd di Messina non ci sta nella maniera più assoluta: “Se la mission del Pd è liberare la Sicilia da Musumeci per “consegnarla” a De Luca, ritengo che il Pd possa fare anche a meno del mio modestissimo contributo da segretario provinciale”. Conseguentemente, afferma di essere pronto a dimettersi dalla carica di Segretario provinciale del Pd di Messina. Nino Bartolotta, dopo l’incontro di Pedara di Cateno De Luca con Anthony Barbagallo, ampiamente divulgato a mezzo stampa, afferma giustamente: “Attendo un chiarimento dal nostro Segretario regionale sulla vicenda. Ritengo che i tanti militanti del Pd messinese, che sono quotidianamente insultati e denigrati dal sindaco metropolitano, meritino rispetto e dignità”. Per cercare di placare gli animi, Barbagallo, intervenuto alla Festa democratica di Nizza di Sicilia, ha affermato che con De Luca non c’è alcun accordo risultando tuttavia poco convincente anche perché all’incontro di Pedara con De Luca c’era il deputato regionale Danilo Lo Giudice, attuale coordinatore regionale di Sicilia Vera che, nella qualità di Segretario regionale del Pd, lo ha invitato all’Assemblea regionale degli amministratori comunali di Sicilia Vera (il movimento di Cateno De Luca), in programma l’1 e 2 ottobre a Taormina e Barbagallo ha accettato l’invito. Tutto questo non poteva sfuggire ad Articolo 1, vestale dell’alleanza della Sinistra. “Ė il tempo della chiarezza e dell’unità, basta ambiguità che disorientano e dividono. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti in politica è un elemento decisivo”. Così Pippo Zappulla, Segretario Regionale Articolo Uno Sicilia e Domenico Siracusano Segretario Provinciale di Messina. “Il Segretario Regionale del PD Barbagallo, nella stessa giornata – continuano Zappulla e Siracusano – prima incontra a Pedara il Sindaco di Messina autocandidato alla Presidenza della Regione, poi alla Festa del PD di Nizza Sicilia dichiara l’inconciliabilità politica con De Luca. In una fase complicata di costruzione del campo progressista, al livello locale e regionale, i messaggi devono essere chiari ed inequivocabili. Oltre a gettare lo sconcerto nella base del PD, impegnata in una determinata opposizione a De Luca, rischia di minare il rapporto tra i potenziali alleati e far confondere le siciliane e i siciliani”. “Auspichiamo – concludono gli esponenti politici del partito del Ministro Roberto Speranza – che, da qui in avanti, non si ripropongano simili situazioni ma che, insieme, si colga la responsabilità di lavorare tenacemente all’alternativa alla Governo Musumeci e alle destre siciliane”. La morale di questa storia è che De Luca ha recitato bene, ancora una volta, la sua parte di politico spregiudicato, capace di andare con finta umiltà a rendere omaggio al leader del Pd a casa sua, a Pedara. Lo stesso non si può dire di Barbagallo, che suscita reazioni palesi e altre immaginabili. Ma De Luca già pensa ad altro, si esibirà infatti dal vivo e presenterà al pubblico 10 brani del suo album insieme a giovani artisti selezionati dal musicista Red Ronnie che da diversi giorni soggiorna a Messina e da una preziosa consulenza musicale a De Luca che, secondo indiscrezioni, potrebbe esibirsi a Sanremo. Alla Sicilia in declino potrebbe dedicare una canzone, meglio che niente, in fondo anche Nerone suonava la cetra mentre Roma bruciava e Churchill dipinse delicati acquerelli quando Hitler bombardava Londra.

  • Tratto dal settimanale I VESPRI

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