Dal rumore della politica alla musica di Sanremo

Dal rumore della politica  alla musica di Sanremo

DOPO IL RUMORE DELLA POLITICA ARRIVA LA MUSICA DI SANREMO di Gianfranco Fisanotti

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La conferma del Presidente Mattarella alla guida dello Stato lascia inalterato il quadro istituzionale, mentre l’Europa attende dall’Italia l’esecuzione del Piano già finanziato e, con esso, le “riforme di sistema” che da troppi anni esigono soluzioni.

La ricerca di un nuovo presidente è stata vanificata dal fatto che nessuna delle compagini in campo ha trovato i numeri per superare il quorum.

Del resto, non si può giocare a scacchi con le pedine della dama, anche se la scacchiera è la stessa.

Dopo questa “esperienza” nel Paese si avverte il desiderio della elezione diretta del Capo dello Stato da parte dei cittadini.

E’ una esperienza che ricorda la Nike di Samotracia (che si ammira al Museo del Louvre) quando annuncia il trionfo dei Rodii su Antioco III° di Siria dopo la sconfitta dei Fenici e di Annibale in lotta contro i romani nel 191 a.C..

Così, l’idea di evitare la caduta del Governo ed elezioni anticipate ha favorito una continuità istituzionale: non tutte le vittorie sono uguali, alcune sono comode altre davvero difficili.

La situazione economica del nostro Paese e della stessa Europa è aggravata dai costi delle materie prime lievitati oltre misura insieme al prezzo del gas. Anche i flussi turistici hanno penalizzato la nostra Penisola, che per il 13% vive di turismo: i dati parlano chiaro e sono impietosi, malgrado l’evidente impegno degli Operatori e delle forze produttive nonché dello stesso Governo.

Il 2022 è un anno elettorale: l’unità della compagine governativa deve misurarsi con le esigenze e con i distinguo delle forze presenti nel Governo.

Non sarà facile competere per vincere la partita, visti i limiti di una legge elettorale che non consegna vittorie a nessuno. Inutile, pare, riassumere la gravità dei problemi da affrontare, mentre crescono le diseguaglianze e, con esse, una emarginazione sociale che fa riflettere sul futuro.

Il debito pubblico, la mancanza di occupati – specialmente giovani – l’uso costante di ammortizzatori per fronteggiare le crisi aziendali, le pandemie economiche e sanitarie, il peso della malavita ormai radicata su tutto il territorio nazionale, la debolezza del processo decisionale sul fronte energetico così costoso, confuso ed aleatorio sono gli ingredienti di un “sistema” Italia che ha bisogno di una manutenzione coraggiosa e permanente per evitare il precipizio di un popolo che non può essere ostaggio della politica “prête à porter”.

Ci potrà consolare il festival di Sanremo, ma prima o poi anche la musica ci lascerà soli dinnanzi alla crisi che incombe. Immanuel Kant, filosofo della modernità, diceva: “Il diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che in ogni tempo deve adeguarsi al diritto” ed ancora : “Amici dell’umanità non contestate alla ragione ciò che fa di essa il bene più alto sulla terra: il privilegio di essere l’ultima pietra di paragone della verità”.

L’etica della politica può fare la differenza, se la posta in gioco non è il primato di una forza politica sulle altre, bensì il bene comune. Gianfranco Fisanotti

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