Caltagirone: Autonomia e regionalismo differenziato
Caltagirone: Autonomia Siciliana e regionalismo differenziato del Nord
Si è riunita a Caltagirone Verso la Costituente su “L’Autonomia Speciale Siciliana e il regionalismo differenziato del Nord”, temi non in tendenza rispetto alla competizione elettorale in corso per il rinnovo del Parlamento europeo. L’incontro, moderato da Antonio Carullo, è stato introdotto da Andrea Piraino, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Palermo, ed ha visto tra i relatori, assieme a leader del nascente movimento sicilianista Salvo Fleres, Salvatore Grillo, Carmelo Rapisarda, e Maurizio Ballistreri, quelli di “Diventerà Bellissima” come Gino Ioppolo e Ruggero Razza (che dovendosi allontanare insieme al Presidente della Regione Nello Musumeci ha lasciato un contributo scritto) e lo stesso Nello Musumeci. Breve ma efficace l’intervento del Presidente della Regione che ha tra l’altro auspicato che in futuro prossimo sicilianisti e “Diventerà Bellissima”, che già vanta sei deputati regionali, numerosi sindaci e consiglieri comunali, e novemila iscritti, possano concepire un maggiore avvicinamento che li porti ad una più efficace dimensione operativa per le tante cose che devono essere fatte in Sicilia e che necessitano di un supporto politico robusto. “Mentre tutti sono occupati a cercare preferenze, trascurando gli obiettivi elettorali, a Caltagirone, nel 73°anniversario della proclamazione dell’Autonomia speciale, si parla di politica, quella che sarà di grande attualità nei prossimi mesi e sulla quale la Sicilia e il Mezzogiorno si giocheranno il proprio futuro – ha detto Salvatore Grillo, componente del Consiglio nazionale del movimento sicilianista – Con il regionalismo differenziato proposto dalle regioni ricche e sponsorizzato dalla Lega, il meridione e la Sicilia rischiano di vedere svanire ogni speranza di perequazione tra le proprie infrastrutture e i propri servizi e quelli del centro-nord”. La scelta di ignorare il dibattito elettorale per dedicarsi ai temi dell’autonomia vede concordi anche i Riformatori sardi, che hanno preso parte all’incontro in veste ufficiale con Attilio Dedoni, uno dei maggiori leader del movimento sardo, che ha colto l’occasione per ribadire il no del suo movimento all’Europa dei burocrati, ma la ferma convinzione che Sicilia e Sardegna possano svolgere un grande ruolo nel Mediterraneo e modificare gli equilibri ed i rapporti con la UE. “E’ stata la prima volta che un evento fortemente connotato di valori e di significati sicilianisti trova l’adesione di un importante segmento della tradizione autonomista sarda – ha commentato Salvo Fleres, coordinatore nazionale di Siciliani verso la costituente – Abbiamo accolto con piacere la delegazione dei Riformatori sardi, convinti che le battaglie che attendono le due Isole potranno creare le premesse per una più efficace azione comune”. Il dibattito, impreziosito dagli interventi di Nicola Cristaldi e Antonella Marsala, si è concluso con l’ultima relazione svolta dal prof. Maurizio Ballistreri, componente del coordinamento nazionale dei Siciliani verso la Costituente, che si è chiesto se si può rilanciare e attualizzare la funzione dello Statuto speciale siciliano. Secondo il giuslavorista dell’Università di Messina: “se le motivazioni storico-politiche che condussero all’approvazione dello Statuto speciale appaiono in parte superate, almeno quelle che nel 1946 servirono ad accogliere le istanze “riparazioniste”, con la rivendicazione di una sovvenzione solidaristica “compensativa” sul terreno economico, rimane attuale la scelta di un’istituzione regionale di chiara derivazione dai sistemi giuridico-costituzionali di tipo “pattizio”. A giudizio dell’ex deputato regionale “i poteri derivanti dalla specialità autonomistica devono essere preservati, nei limiti indicati non solo dalla Costituzione repubblicana e dallo Statuto ma anche nel quadro multilevel che i Trattati europei hanno ormai imposto. E, quindi, lo Statuto, e in particolare quegli articoli rimasti inattuati, e da interpretare alla luce del mutato quadro istituzionale e normativo sovranazionale discendente dall’Unione europea, per garantire coerenza all’ordinamento regionale ma anche chiare assunzioni di responsabilità politiche, in primo luogo attuando le norme in materia fiscale”. I lavori sono stati conclusi dall’intervento del prof. Carmelo Rapisarda, uno dei fondatori del movimento, che ha invitato i convegnisti a guardare in avanti, pensando al ruolo futuro del Movimento e della Sicilia, anche in un contesto di macroregione, ma con Musumeci leader. Presente una folta delegazione di rappresentanti messinesi, tra gli altri Gaetano Stroscio, Carmelo La Rosa, Marcello Saija e Saro Terranova.
