Binomio virtuoso: buona sanità e buona umanità

STORIA VERA Da oltre un mese sono a contatto con gli ospedali, per questioni personali. Prima a Villa Igea e poi al Policlinico Universitario di Messina. Ho da sempre nel “mirino” la qualita’ degli ospedali in quanto componente del Tribunale dei Diritti del Malato. In questi giorni ho avuto modo di constatare che quando il contatto, medico, infermiere e/o personale sanitario in genere e’ diretto ed entra in campo l’elemento umano le problematiche che hanno a che fare con carenze strutturali passano in secondo piano e le cose cambiano come il giorno con la notte. A Villa Igea oltre all’alta professionalita’, ho avuto modo di constatare l’umanita’ e il calore fraterno di medici e infermieri. Una pacca sulla spalla, l’infermiere che una mattina qualsiasi ti porta la Gazzetta del Sud (la legga prima lei, io la leggo quando torno a casa), infondono nel paziente un senso di sicurezza e di fiducia che va oltre l’aspetto medico. Giovanni non e’ un paziente facile. Un uomo pieno di vita e oltretutto con una vita frenetica che inizia alle 7 del mattino e finisce a mezzanotte, a tamburo battente, senza fermarsi, sempre al telefono, 12 ore tra macchina, clienti, computer, fatture, fornitori, acquisti/vendite. Stare chiuso in ospedale con tutte le restrizioni e con una problematica da scoprire non addolcisce il suo carattere. Al Policlinico, gli viene assegnata la stanza insieme ad un giovane paziente, si raccordano per gli spazi nel frigo, del bagno e utilizzo della televisione. La convivenza con Nico e’ ottima nelle ore che passano insieme arriva il tu e la complicita’, l’aiuto reciproco e la conoscenza della loro problematica. Il reparto e’ pulito, c’e’ un angolo con poltrone, un grande televisore, una libreria, un tavolo riunioni con le sedie, dove i pazienti giocano a carte, chiacchierano, leggono, fanno la settimana enigmistica, si raccontano, di tanto in tanto vengono chiamati per la terapia, gli infermieri che vanno avanti e indietro sorridono, salutano e cosi’ passano le ore. Certo e’ sempre un ospedale. Alcuni giorni fa ero al Policlinico di mattina, mio marito doveva fare un esame medico diagnostico ed eravamo in attesa della chiamata per la sala operatoria. Era stato preparato sia dagli infermieri in forza al reparto, sia dai medici, sapeva per filo e per segno come dovevano procedere. Certo, Giovanni era una corda di violino, ma allo stesso tempo fiducioso. L’intervento era previsto per le 11 circa, alle 11,30 e’ stato chiamato, ci siamo salutati e sono rimasta seduta nel salottino del reparto insieme a mia suocera. Maria ha iniziato con il rosario, era molto agitata e la capisco benissimo. Mentre guardavo l’orologio e i minuti sembravano ore, il corridoio si animava di infermieri che correvano, studenti della facolta’ di infermieristica che andavano avanti e indietro. A un tratto, sotto i nostri occhi passa il carrello dell’emergenza, mia suocera mi guarda allarmata e io cerco di tranquillizzarla. Maria, ci sara’ qualcuno che si e’ sentito male e stanno provvedendo, passano pochi minuti e in quel salottino portano una anziana donna sulla sedia a rotelle, piange disperata gli studenti di infermieristica insieme ad un’infermiera cercano di tranquillizzarla. La sistemano nel salottino amorevolmente, chi l’accarezza, chi le asciuga le lacrime, uno studente le infila le ciabatte, l’anziana donna gli ha chiesto se era composta e lui, come fosse sua nonna, l’ha rassicurata sistemando ancora meglio la camicia da notte. Non l’hanno lasciata sola nemmeno un secondo. La donna chiedeva della figlia, “come mai non e’ arrivata?”. I ragazzi a turno andavano all’entrata e la rassicurano “appena arriva la facciamo entrare”. Si percepiva, un forte amore per il prossimo, una umanita’ che purtroppo si stenta a vedere in coloro che governano questa citta’ e il mondo intero. Perche’ ho voluto raccontare questa giornata? Semplicemente, per far sapere che c’e’ una buona sanita’ a Messina, degli ottimi operatori e dei buoni medici. Il rapporto diretto e’ umano e pieno di disponibilità. Voglio pero’ ringraziare il personale tutto di Villa Igea e del Policlinico Universitario di Messina. Un forte abbraccio a Nico. Un dolce ricordo mi rimarra’ dell’anziana signora che piangeva disperata per la sua compagna di stanza che stava male e infine un grazie a tutti gli operatori del reparto, ai giovani universitari, al Prof. Santoro del reparto di Nefrologia e Disalisi del Policlinico e il Dott. Gugliandolo, Direttore Sanitario Casa di cura Villa Igea. Angela Rizzo

P.S. A proposito il trattamento che ha avuto mio marito non e’ frutto del “lei non sa chi sono io”, ancora oggi il personale non lo sa.

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