Barcellona tallone d’Achille della Sanità siciliana

Barcellona tallone d’Achille della Sanità siciliana

Barcellona tallone d’Achille della Sanità siciliana di Giovanni Frazzica 

All’Ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto è successo un finimondo: dopo l’inchiesta di Repubblica c’è stato il blitz della troupe di Rai1 che, con il presumibile supporto di qualche talpa, è andata a colpo sicuro nello stanzino dove giacevano i caschetti e gli altri supporti utili per la terapia intensiva, mai utilizzati, ha filmato tutto e, corredandolo con alcune interviste ha mandato in onda un bel servizio, stile iene, nel tg delle ore 20. Dopo qualche giorno è’ stato detto che la d.ssa Felicia Laquidara, direttrice sanitaria del nosocomio, sarebbe stata punita per aver fatto entrare la stampa in ospedale e, per questo, infatti, sarebbe stata trasferita in un primo tempo all’Ospedale Fogliani di Milazzo e poi assegnata alla Direzione sanitaria dell’ospedale di Lipari, decisione assunta dall’Asp Messina in attesa di completare le verifiche interne finalizzate ad individuare le responsabilità nell’accesso alla struttura ospedaliera dei giornalisti Rai. Ma sul caso pesa soprattutto quel servizio di Repubblica che alcuni giorni prima aveva svelato la presenza di un reparto di rianimazione pronto ma mai messo in funzione e, proprio questa notizia, aveva stimolato l’interesse della Rai. La Uil Medici, rappresentata da Paolo Calabrò,  ha espresso solidarietà alla collega Laquidara: “Si tratta di un ingiusto e immotivato provvedimento di trasferimento. L’organizzazione sindacale dichiara sin da ora la propria disponibilità ad assistere la d.ssa Laquidara per eventuali iniziative che si vorranno intraprendere”. Ed anche il Movimento Città Aperta, che alle ultime amministrative gareggiava sostenendo Antonio Mamì Sindaco, si è schierato con un comunicato manifestando solidarietà: “Apprendiamo con stupore ed indignazione la notizia del provvedimento con il quale l’ASP 5 ha disposto la rimozione della d.ssa Felicia Laquidara dal ruolo di Direttore sanitario del “Cutroni-Zodda”. Un atto che ha il sapore ritorsivo – ha scritto Città Aperta – rappresenta un gravissimo, quanto inaccettabile, tentativo di sfuggire alle evidenti responsabilità dell’Azienda in ordine alla mancata attivazione dei posti di terapia intensiva presso l’ospedale Covid di Barcellona, vicenda che, ben prima dei servizi giornalistici di questi ultimi giorni, era stata denunciata a più riprese dal Movimento Città Aperta. Nell’esprimere solidarietà e pieno sostegno alla Dott.ssa Laquidara, chiediamo che il governo regionale valuti la rimozione dei vertici dell’ASP di Messina, evidentemente incapaci di affrontare i problemi emersi a seguito dell’emergenza COVID-19 e di creare un clima sereno e collaborativo all’interno delle strutture sanitarie del nostro territorio”. Sulle presunte segnalazione all’autorità giudiziaria, dell’ingresso dei giornalisti in corsia, l’ASP di Messina fa sapere che non ha denunciato alcun giornalista; preso atto che nessuna autorizzazione è stata mai concessa per l’ingresso di una troupe televisiva al Covid Hospital di Barcellona, con intento cautelativo e ai fini di eventuali possibili responsabilità medico-legali, è stato ritenuto necessario esporre l’accaduto a chi è preposto ad accertare i fatti. Relativamente al merito delle tematiche evidenziate nel servizio televisivo, nell’essere fattivamente a disposizione della Procura di Barcellona, si ritiene di avere esaurientemente chiarito nella nota datata 17 novembre u.s.”. Sul tema interviene anche il Psi, con una nota di Cosimo Recupero, Segretario della sezione di Barcellona P.G., che: ”manifesta la propria disapprovazione per la condotta della dirigenza dell’ASP Messina che, secondo quanto denunciato dal Dr. Paolo Calabrò su varie testate giornalistiche non avrebbe provveduto alla piena organizzazione dei reparti necessari per l’espletamento del servizio, allo stesso tempo producendo un sostanziale smantellamento del presidio sanitario che, a questo punto, sembra inservibile sia come normale ospedale che come presidio Covid. Secondo quanto denunciato anche dal servizio del TG1, infatti, l’ospedale di Barcellona non sarebbe stato attrezzato di tutte le apparecchiature necessarie; quelle fornite sarebbero di fatto inutilizzate e mancherebbe del tutto il personale necessario allo svolgimento del servizio. In tutto questo, appare singolare il silenzio dell’Amministrazione Comunale nonché della intera deputazione regionale che appartiene alla maggioranza di governo della Regione. Il PSI chiede dunque alla dirigenza dell’ASP Messina di fare immediatamente chiarezza su quanto denunciato e di provvedere senza ulteriori indugi al completo attrezzamento del presidio Covid di Barcellona. Chiede altresì ai deputati regionali Calderone, Galluzzo e Catalfamo di prendere apertamente posizione sulla vicenda e di attivarsi per una rapida e fattiva soluzione del problema. Si chiede inoltre che chi di competenza voglia prendere in considerazione l’ipotesi di tenere attive entrambe le funzioni della struttura sia come presidio Covid che come Ospedale, considerata la possibilità di isolare le due sezioni, evitando promiscuità fra malati infettivi e non”. Tuttavia, anche in considerazione del clamore che la vicenda ha suscitato e continua a suscitare in quanto, al di la del profilo squisitamente sanitario, occorre considerare che sul caso si è aperto una sorta di spartiacque che da un lato vede, in maniera più o meno definita, posizionati i tre parlamentari del centrodestra a favore dell’Asp e dall’altro coloro che sono all’opposizione dell’Amministrazione del Comune di Barcellona da poco andato alle urne. Il manager La Paglia capisce bene che, con l’aria che tira, rischia di essere stritolato oltre che per le responsabilità maturate in seno alla struttura sanitaria barcellonese, anche per un indotto politico di cui è occasionale ostaggio per il ruolo che ricopre. Per questo, in relazione alle pubbliche affermazioni di una presunta punizione-rimozione del dirigente medico del presidio di Barcellona PG, d.ssa Felicia Laquidara, si affretta a comunicare che da parte dell’ASP Messina nessun provvedimento punitivo è stato preso. “Dopo l’ingresso di una troupe televisiva al Covid Hospital di Barcellona è stata chiesta una relazione di servizio alla d.ssa Laquidara che ha fatto presente di non avere mai ricevuto richiesta di ingresso e di non avere rilasciato alcuna autorizzazione – sostiene la nota della Direzione Asp – Essendo la dott.ssa Laquidara un dirigente medico esperto e preparato e considerato che il Covid Hospital di Barcellona è sottoposto a rigide misure di sicurezza sanitaria la vicenda assume profili inspiegabili e per certi versi inquietanti; in attesa delle valutazioni dell’Autorità Giudiziaria, ASP di Messina ha ritenuto cautelativamente di avvicendare temporaneamente la dott.ssa Laquidara con altro dirigente medico dell’Ospedale di Milazzo, il dott. Cocuzza, che dista appena 8 km dall’Ospedale di Barcellona. A seguito del decesso in agosto di una giovane 22enne gli ispettori ministeriali venuti all’Ospedale di Lipari, con relazione pervenuta qualche giorno fa, hanno disposto che all’Ospedale Eoliano sia presente un dirigente medico di presidio titolare, e non un facente funzioni medico di altro reparto; pertanto vista la carenza di medici di direzione sanitaria si è dovuto disporre il temporaneo utilizzo della d.ssa Laquidara anche a Lipari, considerato cha in direzione sanitaria a Milazzo è in servizio un secondo medico quale il Direttore Dott. Paolo Cardia. Questi i fatti; qualora ci fosse stato un intento punitivo ASP Messina avrebbe sospeso dal servizio la dirigente avviando un provvedimento disciplinare”. In un momento in cui la Sanità siciliana sembra essere sotto la lente d’ingrandimento del Ministero e la Sicilia corre il rischio di passare da zona arancione a zona rossa, Barcellona potrebbe essere il classico tallone d’Achille del Presidente Musumeci impegnato a sostenere le ragioni della Sicilia nel non facile confronto col Governo nazionale.

  • Tratto dal settimanale I VESPRI
  • nella foto Cosimo Recupero, Segretario del Psi di Barcellona

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