Autonomia differenziata. Parliamone

Autonomia differenziata. Parliamone

“Dal 15 febbraio 2019 ci sarà una proposta dello Stato sull’autonomia che sarà presentato alle Regioni. Entro l’inverno potrà essere realtà”. “Spero” che la legge Rafforzata “venga accolta anche da alcune Regioni del Sud”, aggiunge il ministro dell’Interno. “Sull’autonomia c’è assoluta unanimità e pieno consenso delle forze politiche che sostengono il Governo, è un impegno che abbiamo assunto e che è nel contratto di Governo. I cittadini si sono espressi con un referendum, è un esercizio virtuoso di democrazia”, precisa ancora Giuseppe Conte. “Da presidente del Consiglio sono garante della coesione nazionale, non sarà un percorso che arricchirà alcune Regioni e ne impoverirà altre – ha proseguito Conte -. Rispetteremo il principio di sussidiarietà. Stiamo attuando un articolo della Costituzione, il 116, terzo comma”. “Le Regioni che hanno fatto richiesta di maggiore autonomia non sono solo Veneto, Lombardia ed EmiliaRomagna, ma anche Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria e Marche. Il Piemonte proprio questa settimana mi ha portato il dossier che apre la fase delle trattative. È una opportunità per tutte le Regioni italiane: nessuna esclusa”, conclude il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani. Le Regioni meridionali attendono o riflettono! È incomprensibile! Non è facile seguire i Presidenti delle Regioni e i Sindaci del Sud. Da tempo si parla anche di macroregioni, ma salvo qualche piccolo e modesto tentativo, tutto è fermo. Non si sa perché hanno paura di tutto anche di un piccolo cambiamento! Perché? Sul versante Adriatico hanno operato con diligenza e ottenuto la macroregione europea “Adriatico Ionica” mentre sul versante del Tirreno sono fermi, o peggio non vogliono fare nulla anche se le altre macroregioni lavorano bene. Tanti i temi che non vengono affrontati; grandi opportunità per ridurre il divario tra Nord e Sud per crescere e per dare una prospettiva ai giovani. La proposta di ridurre le Regioni italiane e realizzare le macroregioni naufragò immediatamente! Si dimise la Ministro e tutto cadde nel silenzio; però alcuni Presidenti pensarono di iniziare un confronto, un dialogo costante e una collaborazione, specie sulle grandi strategie europee e sulle grandi opere che hanno visto penalizzato il Sud. Confronto che non è mai avvenuto. Le macroregioni si potranno realizzare (e sarebbe un grandissimo risparmio) solo se sarà un processo condiviso dai cittadini e dalle Istituzioni. Ora si parla di una maggiore autonomia e diverse regioni del Nord hanno chiesto al governo di ottenerla secondo quanto previsto dagli art.116, 117 e 119 della Costituzione; le regioni del Sud, invece sono indecise e non hanno ancora inoltrato l’ istanza al governo. Non è possibile essere distratti o peggio non decidere! È incredibile che tante regioni meridionali siano incapaci di individuare una comune linea di condotta, nonostante, le sollecitazioni dei giornali. Noi dell’Aiccre abbiamo proposto all’ANCI e all’MFE di effettuare un convegno, aperto alle forze politiche, sindacali e ai Cittadini, per confrontarci, discutere e suggerire una proposta alle Regioni per aiutare le nostre popolazioni a non subire ulteriori danni. Segue alla successiva “Dal 15 febbraio 2019 ci sarà una proposta dello Stato sull’autonomia che sarà presentato alle Regioni. Entro l’inverno potrà essere realtà”. “Spero” che la legge Rafforzata “venga accolta anche da alcune Regioni del Sud”, aggiunge il ministro dell’Interno. “Sull’autonomia c’è assoluta unanimità e pieno consenso delle forze politiche che sostengono il Governo, è un impegno che abbiamo assunto e che è nel contratto di Governo. I cittadini si sono espressi con un referendum, è un esercizio virtuoso di democrazia”, precisa ancora Giuseppe Conte. “Da presidente del Consiglio sono garante della coesione nazionale, non sarà un percorso che arricchirà alcune Regioni e ne impoverirà altre – ha proseguito Conte -. Rispetteremo il principio di sussidiarietà. Stiamo attuando un articolo della Costituzione, il 116, terzo comma”. “Le Regioni che hanno fatto richiesta di maggiore autonomia non sono solo Veneto, Lombardia ed EmiliaRomagna, ma anche Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria e Marche. Il Piemonte proprio questa settimana mi ha portato il dossier che apre la fase delle trattative. È una opportunità per tutte le Regioni italiane: nessuna esclusa”, conclude il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani. Le Regioni meridionali attendono o riflettono! È incomprensibile! Non è facile seguire i Presidenti delle Regioni e i Sindaci del Sud. Da tempo si parla anche di macroregioni, ma salvo qualche piccolo e modesto tentativo, tutto è fermo. Non si sa perché hanno paura di tutto anche di un piccolo cambiamento! Perché? Sul versante Adriatico hanno operato con diligenza e ottenuto la macroregione europea “Adriatico Ionica” mentre sul versante del Tirreno sono fermi, o peggio non vogliono fare nulla anche se le altre macroregioni lavorano bene. Tanti i temi che non vengono affrontati; grandi opportunità per ridurre il divario tra Nord e Sud per crescere e per dare una prospettiva ai giovani. La proposta di ridurre le Regioni italiane e realizzare le macroregioni naufragò immediatamente! Si dimise la Ministro e tutto cadde nel silenzio; però alcuni Presidenti pensarono di iniziare un confronto, un dialogo costante e una collaborazione, specie sulle grandi strategie euAutonomia differenziata. Parliamone AICCREPUGLIA NOTIZIE FEBBRAIO 2019 Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa FEDERAZIONE DELLA PUGLIA Segue dalla precedente Leggeremo prima la proposta del Governo! Certamente è un vantaggio per i richiedenti anche se il Presidente Conte dichiara: “ sono garante della coesione nazionale, non sarà un percorso che arricchirà alcune Regioni e ne impoverirà altre”. Riuscirà il governo a non discriminare le Regioni meridionali? Meglio, forse, rivedere i compiti delle Regioni e ripensare a costruire alcune Macroregioni? L’attuale maggioranza che opera per il cambiamento che ne pensa di questa grande trasformazione? Non ci fermeremo a parlare solo dell’autonomia differenziata, ma della Europa, delle prossime elezioni, del futuro e delle macroregioni del Mediterraneo È veramente strano che, nonostante le sollecitazioni, né il Governo né il Parlamento né le Regioni né i Sindaci abbiamo deciso di unirsi alla “Associazione europea del Mediterraneo” per chiedere l’immediata nascita della macroregione del mediterraneo! Perché? Le macroregioni potrebbero affrontare l’incombente e pesante esodo degli immigrati. È indispensabile che l’Europa sia capace di bloccare il traffico dei clandestini, causa dei continui disastri e morti e la distribuzione dei profughi in tutte le nazioni. Noi proponiamo di adottare subito la macroregione del Mediterraneo per bloccare l’esodo e i traffici degli immigrati anche attraverso la formazione professionale da realizzare nei loro Stati di provenienza. Come è noto nel 2011 le Commissioni Cultura e Istruzione, Sviluppo regionale e Affari Esteri e nel giugno del 2012 il Parlamento europeo proponevano di realizzarla anche per affrontare l’ esodo migratorio. La macroregione del Mediterraneo è anche importante per ridurre il divario tra Nord e Sud e per la progettazione delle grandi infrastrutture indispensabili alla crescita e allo sviluppo del Mezzogiorno e dell’Africa.

GIUSEPPE ABBATI Segretario generale Aiccre Puglia

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