Arisme madre di tutte le polemiche sulle Partecipate

Arisme madre di tutte le polemiche sulle Partecipate

Alla luce delle ultime dichiarazioni di Alessia Giorgianni si può tranquillamente dire che il caso Arisme è chiuso, ma non sigillato, anzi sembra allargato. Il sindaco Basile ha appena avviato l’iter per la nomina del nuovo componente del Cda (il termine per presentare la domanda di partecipazione alla selezione scade alle ore 12 del 6 dicembre) e, come da noi ipotizzato, la personalità dell’area D’Alia, che potrebbe servire a placare le ire sopite dell’ex ministro Dc, è quella dell’ing. Luciano Taranto, il cui nome circola da giorni in un passa parola sempre meno riservato, nei corridoi di palazzo Zanca. Tuttavia il problema è un altro, perchè le clamorose dimissioni di Alessia Giorgianni, argomentate con espressioni molto ruvide, introducono elementi di inquietudine in quanto allargano il discorso sull’aumento delle indennità e chiamano in causa direttamente il sindaco, Federico Basile e la stessa Segretaria generale. L’avv. Giorgianni infatti tra l’altro dice che: “Basile ha voluto spettacolarizzare una questione allo scopo di alzare una cortina fumogena sul vero problema: in Sicilia l’aumento dell’indennità del sindaco è obbligatorio oppure la Regione siciliana, che al contrario dello Stato non ha trasferito alcuna somma gli enti locali, ha previsto l’aumento delegando la scelta, discrezionale, ai Comuni che, peraltro, devono sopportare la spesa? Di questo, prima o poi, dovrà pur renderne conto ai cittadini”. Quanto guadagna mensilmente il sindaco dopo gli aumenti? e la giunta? e la Segretaria generale che ha 3 incarichi? ed i componenti dei Cda delle Partecipate? Si, quelle Partecipate di cui talvolta si dice che andrebbero riviste perchè doppioni di funzioni degli assessorati e dorato bivacco di solerti capi elettori. Sono 4 le partecipate presto potrebbero diventare cinque, perchè la scadenza delle Elezioni Europee si avvicina e la già potente macchina da guerra inventata da Cateno De Luca deve mettere in campo Messenion, o come altro si chiamerà, una nuova Azienda con relativo Presidente, Cda, revisore dei Conti, Direttore Generale e soprattutto un altro ruscello di soldi che diventerà affluente di quel fiume di denari che mensilmente esce dalle casse di palazzo Zanca per ristorare a sazietà una ventina di persone, mentre la città, mal governata, è al collasso. E pensare che Federico Basile doveva essere secondo le intenzioni di De Luca “il guardiano dei conti”.

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