Appello per l’acqua pubblica in Campania

Appello per l’acqua pubblica in Campania

NAPOLI Appello per l’acqua pubblica in Campania

Negli ultimi mesi in Campania la questione della gestione dell’acqua potabile, e l’opposizione alla sua “privatizzazione”, è tornata al centro del dibattito pubblico, con appelli e mobilitazioni promossi da comitati, sindacati e forze civiche contrari alle scelte della giunta regionale sotto la presidenza di Vincenzo De Luca. Ora che comincia una nuova legislatura ci aspettiamo una rapida inversione di rotta da parte di Roberto Fico, che in questo senso si è pronunciato in campagna elettorale.
La giunta regionale di De Luca ha avviato una procedura per affidare la gestione della Grande Adduzione Primaria di Interesse Regionale tramite una nuova società con una partecipazione pubblica e una quota privata di minoranza, decisione criticata da comitati e associazioni che la considerano una forma di privatizzazione.
La mobilitazione dei comitati per l’acqua pubblica è iniziata subito.
Il Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica e vari comitati territoriali hanno promosso appelli, raccolte firme e presidi davanti a Palazzo Santa Lucia (sede della Regione) per chiedere che la gestione resti totalmente pubblica e partecipata dai cittadini, in linea con lo spirito del referendum nazionale del 2011 che aveva respinto la privatizzazione dei servizi idrici.
Negli anni precedenti sono state organizzate petizioni e appelli rivolti alla Regione per chiedere il ritiro della delibera di giunta regionale n.312 del 31 maggio 2023, che dava inizio all’iter per creare la società mista pubblico-privata per la gestione dell’acqua, con migliaia di firme raccolte senza risposte soddisfacenti da parte dell’amministrazione.
Recentemente i comitati hanno criticato anche l’eventuale modifica dello statuto di ABC Napoli (azienda speciale per i servizi idrici del Comune di Napoli), sostenendo che trasformarla in S.p.A. o indebolire gli strumenti di controllo pubblico apre la porta alla privatizzazione e allontana la partecipazione cittadina.

A dicembre 2025 il TAR Campania ha sospeso il bando di gara per la scelta del socio privato per la gestione idrica regionale, accogliendo il ricorso dell’attuale gestore, e ha richiamato la Regione a riformulare la procedura in modo più chiaro secondo le nuove norme nazionali su gare e trasparenza.
I comitati ritengono che qualsiasi presenza di capitale privato nella gestione dell’acqua sia contraria alla volontà popolare espressa nel referendum italiano del 2011, in cui oltre il 94 % dei cittadini votò per mantenere il servizio idrico interamente pubblico e fuori dal mercato.
Chiediamo l’immediato ritiro in autotutela della delibera De Luca e l’avvio di una discussione politica per la definizione di un piano per il rafforzamento della gestione pubblica dell’acqua, con un adeguato programma di investimenti per il rilancio del settore.

  • segnalato da Paolo Pantani

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