ALDO CERRETI CONTRO IL PARCO TARGATO PANARELLO, CON LUI GLI ON. RINALDI E GERMANA’
Centinaia di cittadini messinesi, soprattutto cacciatori, hanno assecondato l’iniziativa promossa dal vice presidente dell’Associazone cacciatori che per primo ha intuito il pericolo che si nascondeva dietro l’emendamento alla finanziaria che aveva come primo firmatario l’esponente del Pd Filippo Panarello. Alla subdola iniziativa del deputato regionale ex comunista che in maniera inconsueta intendeva dare corpo all’istituzione di un parco di grandi dimensioni si erano associati firmando l’emendamento diversi deputati, ma due di loro, Marcello Greco e Bernardette Grasso, avendo colto le reali intenzioni del loro collega, hanno già fatto fapere che ritireranno la firma dall’emendamento. Tra i partecipanti all’Assemblea se Salone delle Bandiere di Balazzo Zanca che ha visto protagonisti i deputati regionali Franco Rinaldi e Nino Germanà, dichiaratisi assolutamente contrari all’niziativa, che, secondo anche quanto teme Aldo Cerreti, servirà solo a pagare nuovi stipendi a dei notabili, ma danneggerà ulteriormente il territorio imponendo nuovi vincoli. Pare che anche l’onorevole Santi Formica abbia fatto sapere di essere contrario a questo colpo di mano con cui si era tentato di architettare una strategia per impiantare un costoso e inutile carrozzone. Per Nino Germanà:“I parchi della Sicilia costano alla regione 16 milioni di euro l’anno, cifra destinata non al territorio ma ai diversi stipendifici nei quali hanno trovato collocazione amici e parenti di chi li ha messi lì. Queste somme dovrebbero essere destinate alla tutela del territorio, per questo mi chiedo perché molti degli attuali parchi e delle riserve sono gestiti malissimo. L’unica cosa che funziona sono gli stipendi ai Cda – ha sottolineato Germanà – il Parco dei Peloritani inoltre andrà a coprire un’area vastissima, oltre 65 mila ettari, in gran parte già soggetta a vincoli di vario tipo, a demanio, oppure già sito archeologico. Sarebbero danneggiati gli agricoltori, gli allevatori, i produttori, gli operatori turistici, i cacciatori. Persino per realizzare un bagno nuovo il singolo dovrà chiedere una lunga serie di autorizzazioni”. Ma sostenere che solo i cacciatori sono contrari al Parco o che solo gli ambientalisti sono favorevoli sarebbe un errore, perché i comuni ricadenti nel territorio, così come si vorrebbe far passare il provvedimento, non avrebbero alcuna voce in capitolo su tanti settori che invece dovrebbero rientrare nelle loro competenze.Si pensi, come esempio ai 34 comuni del Parco dei Nebrodi non possono esprimersi pienamente su temi che riguardano il loro territorio ed al Sindaco di Floresta, in particolare, che da diverso tempo di cancellare il suo Comune dall’elenco de quelli che ricadino nell’area del Parco dei Nebrodi, subendo solo svantaggi. All’Assemblea di palazzo Zanca si sono registrati numerosi interventi, quasi tutti orientati ad evidenziare gli aspetti meno chiari dell’iniziativa piddina. Dal punto di vista economico c’è da aggiungere che questi parchi, in genere, non producono nulla, mentre invece si dovrebbero autofinanziare. “Dei quattro parchi esistenti in Sicilia solo quello dell’Alcantara, a fronte di costi molto elevati per la Regione, produce entrate per appena 50 mila euro – ha detto Pietro Miraglia, Presidente del Comitato spontaneo “No al parco dei Peloritani”- i siciliani non possono pagare la sanità, non hanno neanche i servizi essenziali, eppure si sottraggono risorse pubbliche per pagare i costi di questi carrozzoni? e di quale sviluppo si sta parlando? andate nei paesi del parco dei Nebrodi, come Caronia e Tortorici e guardate come sono abbandonati.” Il deputato regionale Franco Rinaldi, Presidente del Collegio dei Questori dell’Ars, ha voluto spiegare come la legge preveda che i comuni ricadenti nell’area del Parco hanno il diritto di essere consultati ed eventualmente opporsi all’inserimento, questo modo di procedere rappresenta invece un insulto all’intelligenza e se si va avanti con questi metodi antidemocratici si creerà certamente un danno. Molto accorato l’ntervento di Salvatore Curtò del Sindacato nazionale dei cacciatori ed infine il Presidente di Federcaccia Messina, Aldo Cerreti, si è soffermato su quanto prevede la normativa nazionale in merito alla caccia in merito ai diritti dei cacciatori all’interno dei parchi ed alla loro vitale funzione nella salvaguardia del territorio e della fauna. Queste prerogative non vengono affatto riconosciute da questa modalità di fare i parchi che, anzi, tende a criminalizzare i cacciatori.