25.11.2020 Giornata Mondiale contro Violenza su Donne

25.11.2020 Giornata Mondiale contro Violenza su Donne

È a queste donne, e a tutte le altre vittime di femminicidio, che si rivolge il nostro primo pensiero oggi, 25 novembre, nella Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. 93 vittime in Italia quest’anno, ancora, ancora, e ancora, in una strage continua e silenziosa. Se ne sono aggiunte due questa notte, a Padova e a Catanzaro, altri due nomi da ricordare.

I femminicidi sono solo la punta dell’iceberg: una donna su tre in Italia ha subito violenza o molestie almeno una volta nella vita, una situazione che con il lockdown è peggiorata drasticamente, facendo registrare un 73% di chiamate in più ai numeri dei servizi antiviolenza.

Non è un’emergenza, come spesso si sente dire. È una situazione strutturale, che va avanti da sempre, un bollettino di guerra quotidiano che non conosce sosta e che non conoscerà fine, fino a quando la cultura (e la politica) di questo paese non deciderà di compiere dei passi avanti.

Ancora oggi, non si fa abbastanza per ridurre il gap salariale delle lavoratrici rispetto ai loro colleghi uomini e per garantire la possibilità alle donne di raggiungere ruoli di comando e responsabilità. Non si fa abbastanza per conciliare i tempi di vita, con la conseguenza che il carico del lavoro di cura è ancora prevalentemente sulle spalle delle donne. Non è sufficientemente garantita la salute riproduttiva e libertà di scelta, con accesso sicuro e libero all’interruzione di gravidanza e a una maternità consapevole.

Ogni giorno nei linguaggi dei media, della stampa, della pubblicità subiamo narrazioni tossiche e sessiste e nulla si fa per contrastare adeguatamente il continuo perpetrarsi dell’oggettificazione del corpo femminile nella comunicazione e degli stereotipi di genere.

Il lavoro politico, culturale, sociale da fare è immenso,. E tutte e tutti devono sentirsi chiamati in causa. Non solo oggi, ma tutto l’anno. Per costruire un paese per donne, finalmente.

  • immagine realizzata da Angela Rizzo

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